RUSSIA – CINA La sfinge cinese di fronte alla guerra russa

RUSSIA – CINA La sfinge cinese di fronte alla guerra russa

20 Aprile 2022 0 Di ken sharo

Mosca (AsiaNews) – Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la Cina è rimasta prudentemente criptica non schierandosi apertamente con Vladimir Putin, nonostante i calorosi abbracci del presidente russo con Xi Jinping poco prima del conflitto, in occasione della Pechino Olimpiadi. Oggi lo stesso Putin afferma di non sentirsi escluso dall’economia mondiale a causa delle sanzioni, confidando nell’aiuto cinese, a cui intende vendere gas e petrolio che gli occidentali vogliono rifiutare. L’Asia sarà il futuro della Russia?

One of the most important Russian specialists on Central Asia and China, Temur Umarov, has tried to explain to Meduza.ru how things stand between Moscow and Beijing, and if Russians really have to stop studying English to learn Mandarin. Recalling Foreign Minister Sergej Lavrov’s visit to China at the beginning of April, which was formally dedicated to the issue of Afghanistan and the recognition of the Taliban, Umarov notes that just then negotiations between the two countries on the future of the alliance began in earnest.

Sapendo di non poter ottenere un sostegno esplicito, Lavrov ha cercato di mostrare nel rapporto con il suo omologo cinese Wang Yi che entrambi sono interessati alla soluzione delle questioni globali in primis in Asia, e comunque considerano gli Stati Uniti il avversario comune in ogni campo: il vero colpevole dei disordini mondiali. In questo senso “Russia e Cina vogliono dimostrare che solo loro sono in grado di rendere il mondo più giusto e più democratico”.

Pur non condannando i “nazisti ucraini”, Uvarov sottolinea che “il ministero degli Esteri di Pechino e diversi alti funzionari hanno ripetutamente affermato che gli Stati Uniti sono la causa di tutti i problemi, dall’Afghanistan all’Ucraina, insieme ai loro alleati della NATO, e tuttavia la Cina sostiene gli interessi dei russi nel campo della sicurezza europea, anche se rispetta la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Il principio dell’integrità territoriale è infatti uno degli argomenti classici della politica estera cinese, riferendosi soprattutto alla questione taiwanese, e di riconoscere la separazione di un territorio sulla base di un referendum locale, come è avvenuto in Crimea e si profila nel Donbass, sarebbe per Pechino una contraddizione inaccettabile. Altrettanto importante per i cinesi è la sua opposizione a qualsiasi ingerenza straniera negli affari interni di un paese, quindi “se la Cina giustificasse ciò che la Russia sta facendo in Ucraina, ciò legittimerebbe automaticamente i tentativi di vari paesi di sfidare la sua politica interna nello Xinjiang con gli uiguri, in Tibet o a Hong Kong”, sostiene Umarov.

No one is really meddling in China’s internal affairs, but more than threats are symbols, and China cannot even admit the right to enunciate ethnic-religious or social rules in international contexts that touch upon its internal issues. This is true for all countries, because “even Russia knew very well that Ukraine would never join NATO, and that the Atlantic Alliance had no interest in Kiev’s entry, but nobody wanted to make this point explicit, putting it in black and white, because it was a symbolic issue”, comments the Russian orientalist.

Just as symbolically, more than on the basis of real economic or military agreements, China needs Russian support in its confrontation with the US, since it does not have many other international supporters in this competition between the two superpowers of the East and the West. If it lost this support, China itself would feel much more isolated, even if Moscow and Beijing do not explicitly call themselves “allies,” recalling the hostilities and mistrusts of the Soviet period. Just as China remains neutral on Ukraine, Russia does not intervene with respect to disputes in Indochina or in territorial issues between China and India. Putin has recently called China a “strategic partner,” but so far the relationship between the two is rather tactical, and the real strategy has yet to be worked out in the near future.

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