Immigrazione Regno Unito: Johnson: “I richiedenti asilo arrivati illegalmente saranno trasferiti in Ruanda”

Immigrazione Regno Unito: Johnson: “I richiedenti asilo arrivati illegalmente saranno trasferiti in Ruanda”

14 Aprile 2022 0 Di Luna Rossa

Clamorosa decisione del primo ministro: “Basta saltare la fila, bisogna fermare i trafficanti di uomini: così salveremo migliaia di vite”. Proteste da associazioni umanitarie e laburisti: “Disumano”. La Marina militare a capo delle operazioni antiscafisti nella Manica

Antonello Guerrera

AEROPORTO DI LYDD (INGHILTERRA). I richiedenti asilo arrivati irregolarmente nel Regno Unito saranno spediti in Ruanda, dove rimarranno mentre le loro richieste saranno processate. È la clamorosa, seppur non inaspettata, decisione di Boris Johnson, annunciata oggi sulla Manica, nel Kent, nel simbolico aeroporto costiero di Lydd. Dunque, secondo i nuovi piani dell’esecutivo, tutti i migranti irregolari (esclusi i cittadini ucraini) che attraverseranno la Manica nel prossimo futuro saranno trasferiti in centri di accoglienza in Africa a circa 7mila chilometri di distanza se arrivano da un “Paese sicuro”, come per esempio la Francia.
Un piano che sta scatenando già molte critiche, dalle associazioni umanitarie al Labour. Non solo: la Marina militare britannica prenderà il posto della polizia di frontiera nelle operazioni antiscafisti nella Manica. Questo perché, secondo le autorità britanniche, aiuterà maggiormente nella sorveglianza delle acque tra Regno Unito e Francia e nel coordinamento tra autorità. Questo oltre, ovviamente, alla deterrenza che l’idea di un possibile trasferimento dal Regno Unito al Ruanda potrà comportare in molti migranti che vogliono attraversare illegalmente la Manica, come ci spiega il deputato locale conservatore Damian Collins, anche lui oggi presente al discorso.
Johnson: “Compassione infinita, accoglienza no”
“Soltanto ieri sono sbarcati 600 migranti dalla Manica, tra qualche settimana potrebbero essere migliaia al giorno e prima di Natale 27 persone sono morte in mare, per quella che è la nostra più grande tragedia migratoria. Questo status quo è insostenibile”, ha detto il primo ministro britannico in mattinata, “la nostra compassione può essere infinita, ma la capacità di accogliere persone non lo è. Spendiamo 5 milioni di sterline al giorno per i richiedenti asilo che soggiornano negli alberghi. Il popolo britannico ha votato più volte per riprendere il controllo dei nostri confini. Non di chiuderli: ma di riprendere il loro controllo. Non si può continuare a “saltare la fila”. E così daremo anche il colpo di grazia a scafisti e trafficanti di uomini, che hanno reso la Manica un cimitero. Rimandare semplicemente indietro le navi verso la Francia non è pratico e nemmeno utile”.
Il ruolo della Brexit
“La Brexit”, continua Johnson, “ha permesso di riprendere in mano questi poteri, mettendo fine alla libera circolazione delle persone. Abbiamo iniziato a farlo con le nuove politiche migratorie a punti”, sul modello australiano. “Questo di oggi è un piano che porrà il Regno Unito all’avanguardia e allo stesso tempo salverà migliaia di persone all’anno in fuga dalla guerra”.  “Così sconfiggeremo i trafficanti e metteremo in ordine le nostre politiche migratorie”, ha aggiunto la ministra dell’Interno, la falca Priti Patel, atterrata in Ruanda qualche ora fa. Nel Paese africano, secondo le prime stime governative, potrebbero essere trasferiti decine di migliaia di migranti irregolari nei prossimi mesi, anche retroattivamente. Perché Johnson ha sottolineato come le nuove norme si applichino a tutti coloro sbarcati illegalmente dal 1 gennaio 2022.
Non solo distrazione
Qualche parlamentare a Westminster pensa che si tratti di una mossa per distogliere l’attenzione dallo scandalo Partygate e dalle multe comminate da Scotland Yard a Johnson, a sua moglie Carrie Symonds e pure al Cancelliere dello Scacchiere, ossia il ministro delle Finanze Rishi Sunak. In realtà, questo è un piano che il governo britannico ha in serbo da molto tempo. E che ora si è sbloccato perché finalmente Londra ha trovato un Paese disponibile ad accogliere migliaia di richiedenti asilo nel Regno Unito, in attesa che le loro domande vengano valutate e processate. Sinora diversi Paesi, come Ghana e Albania, avevano rifiutato l’offerta britannica.
Le polemiche
Ora, però, il Ruanda ha accettato, per iniziali 140 milioni di euro circa promessi da Downing Street. Dunque, la situazione si è sbloccata.  L’anno scorso sono sbarcate circa 28mila persone irregolarmente dalla Manica per mezzo degli scafisti sulla costa francese. Seppur siano numeri infinitesimali rispetto alle ondate migratorie del Mediteranneo e in Italia, è comuque un record per il Regno Unito. Conseguenzialmente, è un tema molto sentito nel Paese, soprattutto nel sud dell’Inghilterra, dove Johnson stamani si è appunto recato. Il governo britannico, nelle ultime settimane, è stato criticato anche per l’accoglienza dei rifugiati ucraini. Che non rientrano nello schema annunciato oggi, ma che hanno riscontrato numerose lungaggini e lentezze burocratiche che sinora hanno limitato gli ingressi a meno di 50mila persone, nonostante quasi 200mila britannici abbiano chiesto di accogliere un rifugiato ucraino in casa propria.
La scelta in Africa
Il Ruanda, secondo il governo britannico, “è una delle economie che crescono di più in Africa ed è rinomato a livello globale per la sua storia di accoglienza e integrazione dei migranti”. “È uno dei posti più sicuri al mondo”, assicura Johnson dalla Manica, nonostante due decenni fa sia stato flagellato da una sanguinaria e drammatica guerra civile. Non sono affatto d’accordo molte associazioni umanitarie, che parlano di abusi e pessime condizioni per i richiedenti asilo, per i quali il governo britannico non ha fornito dettagli sulla loro accoglienza in Africa. Per il Refugee Council si tratta di una “decisione crudele e malvagia” da parte di Johnson, mentre la Croce Rossa parla di “un costo finanziario e umano considerevole”. Polemiche anche dal Labour, che definisce il piano “orrendo e disumano” e chiede a Johnson di fare un passo indietro, oltre a dimettersi per il Partygate. Ma il primo ministro, che ha basato le sue fortune politiche su Brexit, stop alla immigrazione incontrollata e controllo dei confini, non ci pensa proprio.

 

Sorgente: Immigrazione Regno Unito: Johnson: “I richiedenti asilo arrivati illegalmente saranno trasferiti in Ruanda” – la Repubblica