FOCUS ON AFRICA. La Corte Penale Internazionale e l’Africa

FOCUS ON AFRICA. La Corte Penale Internazionale e l’Africa

5 Aprile 2022 0 Di ken sharo
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di Federica Iezzi

Roma, 2 aprile 2022, Nena News –

Repubblica Democratica del Congo

Le indagini della Corte Penale Internazionale si sono concentrate su presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi principalmente nella Repubblica Democratica del Congo orientale, nella regione dell’Ituri e nelle province del Nord e del Sud Kivu, dal luglio 2002.

L’inchiesta è stata aperta nel giugno 2004, dopo numerose segnalazioni di omicidi di massa, esecuzioni sommarie, stupri, torture, sfollamenti forzati, arruolamento di bambini soldato di età inferiore ai quindici anni.

Le prime due indagini hanno portato alle condanne di Thomas Lubanga Dyilo e di Germain Katanga, e all’assoluzione di Ngudojolo Chui. Ancora in corso un processo con 13 capi di imputazione per Bosco Ntaganda, comandante delle operazioni delle Forces Patriotiques pour la Libération du Congo (FPLC).

Lubanga, ex presidente dell’Union des Patriotes Congolais/Forces Patriotiques pour la Libération du Congo (UPC/FPLC), ha giocato un ruolo chiave nel conflitto dell’Ituri. E’ stato dichiarato colpevole nel 2012, per coscrizione di bambini nell’utilizzo attivo alle ostilità. E’ stata la prima persona mai arrestata in base ad un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale.

Katanga, presunto comandante delle Force de résistance patriotique en Ituri (FRPI), ha raccolto quattro capi di imputazione per crimini di guerra: omicidio, aggressione a una popolazione civile, distruzione di proprietà e saccheggio, durante l’attacco al villaggio di Bogoro, nel distretto di Ituri.

 

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Uganda

Obiettivo della Corte Penale Internazionale in Uganda sono i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità nel nord del Paese a partire dal 2002, perpetrati dal Lord’s Resistance Army (LRA), di matrice cristiana, e dall’autorità di stato.

Tutti i sospettati sono rimasti latitanti per un decennio, fino all’arresto di Dominic Ongwen. Ancora ricercati membri di spicco dell’LRA, quali Joseph Kony, fondatore del gruppo ribelle, e Vincent Otti.

Solo lo scorso febbraio la Trial Chamber IX della Corte Penale Internazionale, ha dichiarato colpevole Ongwen, comandante di brigata dell’LRA, complessivamente di 61 capi d’accusa legati a crimini di guerra. Dominic Ongwen aveva circa 10 anni quando fu rapito e immediatamente arruolato nell’LRA. La richiesta di appello si basa proprio sul presunto disturbo da stress post-traumatico e su quello dissociativo dell’identità dell’ex comandante, costretto da bambino a subire abusi dall’LRA.

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Sudan

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, parlando del Darfur nel 2002, stabilì che la situazione in Sudan continuava a costituire una pesante minaccia per la pace e la sicurezza internazionali.

La Corte Penale Internazionale entra in Sudan per le accuse di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella regione occidentale del Darfur.

Il rapporto della Commissione internazionale d’inchiesta sul Darfur parla apertamente di atti di genocidio. Secondo le stime delle Nazioni Unite 1,65 milioni di sfollati interni e più di 200.000 rifugiati nel vicino Ciad, sono le cifre che soffocano la regione.

Le indagini della Corte Penale Internazionale coinvolgono funzionari del governo sudanese, leader della milizia filogovernativa Janjaweed e membri del gruppo ribelle United Resistance Front.

Omar al-Bashir è il primo presidente ad essere accusato dalla Corte Penale Internazionale per il crimine di genocidio.

Il primo mandato di cattura per al-Bashir è stato emesso nel 2009, il secondo l’anno successivo. L’ex autocrate, che è in carcere a Khartoum da quando è stato deposto nell’aprile 2019, oggi è ancora latitante per la Corte Penale Internazionale e il suo caso è rimasto nella fase istruttoria.

 

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