Usb. Sciopero 31 marzo porto di Genova. No alle navi della morte e al traffico di armi – DALL’ITALIA – L’Antidiplomatico

Usb. Sciopero 31 marzo porto di Genova. No alle navi della morte e al traffico di armi – DALL’ITALIA – L’Antidiplomatico

21 Marzo 2022 0 Di ken sharo

Verso la mobilitazione generale operaia del 22 aprile a Roma, il Coordinamento nazionale lavoratori portuali USB lancia una giornata di lotta per il 31 marzo a Genova: sciopero di 24 ore nel porto di Genova, dalle ore 6 presidio presso il Ponte Etiopia, alle 10:30 assemblea operaia presso il CAP di Via Albertazzi.

 

Il prezzo del conflitto lo pagheranno i lavoratori con licenziamenti e carovita. Non un centesimo, un fucile o un soldato per la guerra. Blocchiamo i nostri porti al traffico di armi. È l’ora della variante operaia. Come lavoratori portuali non abbiano nessuna intenzione di restare indifferenti di fronte ai nuovi venti di guerra che tornano a soffiare in Europa.

Questo conflitto, che ha una genesi che va ben oltre la ricostruzione di comodo dei nostri media nazionali e dei nostri politici, come ogni guerra nella storia, avrà delle pesanti conseguenze per tutti i noi. A pagarne le spese saranno proprio i lavoratori e le lavoratrici. In Ucraina e Russia ovviamente, ma anche nei paesi europei, attraverso l’aumento del costo dei beni energetici come gas e petrolio e delle spese militari. Tutto ciò porterà a contraccolpi devastanti per il nostro Paese. I licenziamenti di massa e le ristrutturazioni, che non si sono mai fermate, andranno avanti senza sosta. Milioni di lavoratori, già in difficoltà a seguito della crisi pandemica, si ritroveranno con aziende chiuse e stipendi più bassi. Con l’aumento del carovita e nessun adeguamento salariale complessivo a partire dai minimi tabellari, il potere di acquisto sarà ridotto drasticamente. Il prezzo della benzina che ha raggiunto cifre record (2,50€ per litro) e non accenna a fermarsi, inciderà anche sulla mobilità dei lavoratori e sul costo dei prodotti finali, a partire anche da quelli alimentari.

Tutto ciò mentre il nostro Governo, utile servo della Nato e degli interessi americani, cerca di trascinarci ancora di più nel conflitto con l’invio di risorse economiche e l’adozione di sanzioni. Politiche…[continua dalla sorgente]

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