Ucraina, siamo come pesci nell’acquario

Ucraina, siamo come pesci nell’acquario

1 Marzo 2022 0 Di ken sharo

La coscienza continua a negare i fatti reali. Questo crimine e l’errore terribile del potere russo sono le conseguenze dirette di una serie di azioni criminali dell’Occidente, calcolate in anticipo. È da tanti anni che l’Occidente fa questo sogno, nonostante le molteplici proteste ipocrite che ancora risuonano. L’esercito ucraino resiste e l’Occidente è disposto a lottare contro la Russia fino all’ultimo ucraino, per riprendere controllo di un campo di battaglia fumante, fino a Vladivostok, e stabilire nei nostri Paesi barbari una democrazia simile all’attuale Libia.

È molto difficile, quasi impossibile visto l’orrore attuale, non essere indignati o sotto shock, o poter distinguere un quadro completo di tutto ciò che si trova oltre il campo di battaglia, per poterci vedere le facce soddisfatte e sazie dei burattinai. Ci siamo tutti buttati sul passato e ci siamo tolti la possibilità di capire il futuro che è stato predisposto da loro. Questa guerra non è cominciata ieri ed è sostenuta da un sistema che governa tutto il mondo e che, contemporaneamente, è contro l’umanità a tutti i costi. Questa è la vera “guerra ibrida”. Non è contro i Paesi e i governi, ma contro l’umanità. I suoi interessi sono esclusivamente economici e, se non fosse così, il circuito Swift sarebbe stato interrotto per tutta la Russia, non solo per certi titoli della sua economia, quelli che non pregiudicano gli interessi dell’Occidente.

Come al solito, nella lotta per la “causa giusta” di turno, l’Occidente è disposto a sacrificare le popolazioni di intere nazioni ma non un centesimo dei suoi potenziali profitti economici. L’attuale guerra tra Russia e Ucraina è un affare davvero promettente.

Siamo nati nel mondo di ieri e ci siamo istruiti con libri, film e storie del passato; la logica del mondo globalizzato di oggi è così diversa che, a volte, non funzionano le leggi o i ragionamenti a cui la nostra coscienza è abituata. È come il tempo che scorre nell’universo, differente da quello della Terra.

Molti si ricorderanno della metafora del pesciolino in un acquario, incapace di vedere completamente un volto dall’altro lato del vetro. Cercando di capire il significato della tragedia attuale, m’immagino che siamo dei pesciolini che nuotano in un acquario posizionato su un tavolo che traballa per gli scoppi delle bombe: un nazionalista ucraino disposto a dare la vita per la sua terra invasa da un esercito straniero; un russo convinto che non c’è altra via d’uscita per difendere il suo popolo dagli appetiti e dalle provocazioni evidenti dell’Occidente; un attivista di sinistra con dogmi e propositi di lottare contro fascismo e capitalismo (e soprattutto contro lo schermo televisivo mondiale) che è rimasto senza argomentazioni. Tutti loro vivono in un momento in cui ogni tanto le dita di qualcuno lanciano del cibo, regolano la temperatura e il contenuto chimico dell’acqua nell’acquario.

È necessario formulare un altro sguardo. Per le grandi industrie e i capitali finanziari del mondo attuale non esistono le frontiere. Esistono solo per i cittadini che continuano a morire a causa dei loro interessi. Le guerre sono una stagione obbligatoria del tempo nell’economia capitalista, per tirar fuori da crisi cicliche i Paesi industriali ricchi; e chissà che questa crisi non sia ciclica ma l’ultima. È da poco che si ha una visione chiara da questo lato del vetro dell’acquario. Come farà l’umanità a uscire da uno spettacolo mondiale sanguinoso? Forse per prima cosa dovremmo apprendere un comportamento di massa, collettivo, che non sia logico secondo il sistema. Smettere di rispondere agli stimoli e alle emozioni che ci vengono imposti dall’alto e che ci rendono prevedibili.

Questa guerra della Russia contro l’Ucraina è criminale, così come il ruolo dell’Occidente è infinitamente codardo e ne cercherà la massima durata e le peggiori perdite per tutti noi, con l’obiettivo di ottenere il controllo definitivo e completo su tutta l’area post-sovietica. Questo fa parte di un progetto ben ideato e molto dettagliato, proprio come l’ingegneria dei forni a gas dei campi di concentramento. Oggi è importante solo una cosa: non salire su un treno che ha quella direzione, un treno comune a tutti.

Traduzione dallo spagnolo di Mariasole Cailotto. Revisione di Thomas Schmid.

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