Riprendono i negoziati in Turchia, con Erdogan che cerca di favorire un’intesa. C’è Abramovich

Riprendono i negoziati in Turchia, con Erdogan che cerca di favorire un’intesa. C’è Abramovich

29 Marzo 2022 0 Di Luna Rossa

Kuleba, ministro degli Esteri Ucraino: “L’obiettivo minimo saranno i corridoi umanitari e quello massimo il raggiungimento di un accordo su un cessate il fuoco”.

Si sono appena riunite le delegazioni di Mosca e Kiev nell’atteso nuovo incontro in una Turchia che si presta da sede per un, si spera, dialogo di pace. Il summit avviene a distanza di due settimane dall’ultimo che aveva portato ad un nulla di fatto.

Il faccia a faccia dovrebbe volgere a concordare un cessate il fuoco in Ucraina o a trovare quantomeno un accordo per gli aiuti umanitari agli sfollati.

Le prime parole ufficiali intanto arrivando dal presidente turco Erdogan: “I progressi nei colloqui di pace tra le delegazioni ucraina e russa in Turchia potrebbero aprire la strada a  un incontro a livello di leader. Su tutte le piattaforme internazionali abbiamo mostrato un approccio  equo che difende i diritti e le sensibilità di entrambe le parti”, ha aggiunto.

L’agenzia RIA novosti ha riportato la notizia che vede Roman Abramovich a colloquio proprio con il presidente turco Tayyip Erdogan prima dell’inizio dei negoziati tra le delegazioni di Russia e Ucraina a Istanbul. Accanto a loro durante la conversazione anche il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

I capi delle delegazioni ucraina e russa,  David Arakhamia e Vladimir Medinsky, si stanno incontrando a loro volta in un faccia a faccia “sulle disposizioni fondamentali del processo negoziale”, mentre “le delegazioni stanno lavorando in parallelo sull’intero spettro delle questioni controverse”. E’ quanto riporta su Twitter il consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, poco dopo l’avvio dei negoziati a Istanbul. Podolyak ha pubblicato la fotografia che ritrae i due capi delegazione.

 

Dmytro Kuleba , ministro degli Esteri ucraino, a poche ore dall’incontro, aveva affermato: “L’obiettivo minimo saranno i corridoi umanitari e quello massimo il raggiungimento di un accordo su un cessate il fuoco”, ha detto alla televisione nazionale, mentre il consigliere del ministero degli Interni ucraino Vadym Denysenkosi è detto scettico sulla possibilità di una svolta.

Vladimir Putin non sembrerebbe però pronto a scendere a compromessi per porre fine alla guerra, stando a fonti interne statunitensi. Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che è importante che i colloqui proseguano, pur non avendo finora prodotto progressi sostanziali.

I negoziati di oggi arrivano dopo giorni di botta e risposta infuocati tra il presidente russo e quello americano.
Sul piatto della discussione anche lo status di neutralità dell’Ucraina mentre la Russia a sua volta potrebbe non chiederebbe più che l’Ucraina venga “denazificata”. Ma Kuleba rimane molto cauto: “Non stiamo commerciando persone, terra o sovranità”.

Intanto l’Onu chiede di indagare sulle torture ai prigionieri di guerra.

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