Etiopia, la verità sulla strage di Axum e quei morti insepolti in pasto alle iene –

Etiopia, la verità sulla strage di Axum e quei morti insepolti in pasto alle iene –

15 Dicembre 2021 0 Di Luna Rossa

Centinaia di morti insepolti, in strada, lasciati in pasto alle iene dopo essere stati uccisi senza pietà. Poco più di un anno fa ad Axum avveniva la peggiore strage di civili inermi della guerra oscurata. Un anno dopo l’eccidio parla un testimone oculare. Il docente tigrino Gebremeskel Kassa Taffere, 34 anni, ora rifugiato in Olanda. È un alto funzionario dell’amministrazione ad interim del Tigrai insediata dal premier Abiy. Pesanti accuse alle truppe eritree con licenza di massacro da parte di Adis Abeba.

Morti insepolti pasto per le iene

Poco più di un anno fa ad Axum avveniva la peggiore strage di civili inermi della guerra oscurata. Il 28 novembre 2020 le truppe eritree iniziavano il massacro a sangue freddo di pellegrini, giunti nella città santa dei cristiani ortodossi per una festa religiosa, e di cittadini maschi, presi casa per casa, per ritorsione contro un attacco delle forze tigrine. E poi gli stupri di massa e le distruzioni. Tutto smentito dalle autorità etiopi per mancanza, a detta loro, di testimoni, poi da quelle eritree, per le quali i testimoni erano tutti membri del Tplf, il nemico.

I documenti Amnesty e HRW

I rapporti di Amnesty International e di Human Rights Watch hanno ricostruito i fatti nel gennaio 2021, ma lo scorso 4 novembre una indagine dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani e della commissione etiope ha ridimensionato in sostanza il numero di vittime a 110 unità. Ora un nuovo testimone conferma la gravità dell’eccidio e fa i nomi dei responsabili. Aveva già rilasciato dichiarazioni alla Bbc la primavera scorsa, ora ha accettato di parlare con Avvenire, e ce ne racconta Paolo Lambruschi. Dai 110 massacrati, dei conti Onu, ai quasi mille del testimone, senza dubbi le crudeltà e l’orrore.

Gli eritrei in ‘trasferta’ di massacro

Gebremeskel Kassa Taffere, 34 anni, tigrino, docente di archeologia e turismo all’università di Macallè, era alto dirigente dell’amministrazione ad interim insediata dal governo centrale una volta cacciato il partito del fronte popolare di liberazione del Tigrai. Dalla parte del governo centrale Etiope, salvo mostruosità scoperte. Sente degli scontri ad Axum, ma le truppe eritree che non dovevano esserci, lo fermano alla periferia. «I comandanti di Asmara avevano un accordo con il governo federale per prendersi le proprietà che trovavano sul loro cammino Ho visto per strada le vittime: adulti e ragazzi»

Accordo di libero saccheggio

«Dopo 24 ore di trattative il 30 novembre 2020 sono riuscito a entrare, primo funzionario governativo di alto livello, a negoziare la fine degli omicidi di massa, degli stupri e dei saccheggi».Ho visto per le strade centinaia di vittime, soprattutto maschi adulti e ragazzi. Era stato impedito ai parenti di seppellirle. Appena sono riuscito a ottenere la autorizzazione dai comandanti eritrei ho mobilitato la comunità e sono stati sepolti tra 800 e 1.000 cadaveri in due giorni».

I nomi dei comandarti assassini

​Primo il generale etiope Yeshambel Ferede che si appella all’accordo con il governo federale eritreo di libero saccheggio. «I capi del comando militare etiope che non sono voluti intervenire sono i generali Abebaw Taddesse e Yeshambel Ferede. Una commissione indipendente deve indagare su di loro». E poi i comandanti Delle squadracce della morte: «nomi di battaglia, R’Esi Mrak, Wedi Moke e il colonnello Tewolde, capo dell’intelligence per il fronte sud. Ma il peggior criminale è Wedi Halibay capo del comando eritreo a Adua e Axum».

I progetti del Nobel della guerra

«Dieci giorni prima dell’inizio della guerra ho partecipato a un meeting con circa 400 membri del partito della Prosperità e funzionari di grado elevato dell’amministrazione cittadina di Addis Abeba. Il premier Abiy intervenne in video dicendo che il Tigrai non sarebbe più stato un problema e che avrebbe condotto un’operazione militare vittoriosa in cinque giorni al massimo». Ora la stessa capitale etiope, Adis Abeba, rischia di essere conquistata dalla forze ribelli del Tigrai.

Genocidio in Tigrai

«Oltre alle stragi di civili come quella di Axum e il bombardamento dell’aviazione del mercato di Togoga, vicino a Macallè, gli stupri di massa compiuti da eritrei, Amhara ed esercito federale e che hanno colpito donne di ogni età, perfino bambine. E la carestia provocata intenzionalmente con il blocco degli aiuti e la distruzione dei raccolti e delle strutture sanitarie. Oggi ci sono oltre due milioni di sfollati in una guerra che ha l’obiettivo di umiliare e sottomettere un popolo».

Nella città dell’Arca dell’Alleanza

Il mistero della cappella etiope dell’arca dell’Alleanza in cui nessuno può entrare. La cappella della chiesa di Nostra Signora Maria di Sion. Al suo interno, protetta da sette serrature, è presumibilmente custodita l’arca dell’Alleanza, la cassa di legno con coperchio d’oro contenente le Tavole dei dieci comandamenti dettati da Dio a Mosè sul monte Sinai. E anche se molto probabilmente si tratta solo di una riproduzione, il mistero ha comunque reso questa cattedrale africana uno dei posti meno accessibili al mondo. E ora uno dei più pericolosi.

 

AVEVAMO DETTO

Tigrai, Etiopia: massacro nella città santa di Axum. Amnesty accusa le truppe eritree

Rapporto di Amnesty international con oltre 40 testimonianze e foto satellitari. La strage di civili inermi del 28 e 29 novembre 2020 sarebbe stata compiuta, secondo 41 testimoni, dalle truppe di Asmara. Nella foto la mappa satellitare di Axum con i luoghi colpiti dall’attacco. La denuncia di Amnesty International «Amnesty International conferma, nella città santa … Leggi tutto

 

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