QUANDO LA BESTIA RENZIANA PENSAVA A “DISTRUGGERE” IL FATTO E I 5 STELLE

QUANDO LA BESTIA RENZIANA PENSAVA A “DISTRUGGERE” IL FATTO E I 5 STELLE

11 Novembre 2021 0 Di Luna Rossa

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Character assassination.  Scrive così lo spin doctor Fabrizio Rondolino a Matteo Renzi, in una mail finita nelle carte dell’inchiesta di Firenze sulla fondazione Open. Siamo nel 2018. I character di cui “distruggere la reputazione” sono citati esplicitamente e sono il direttore del Fatto Marco Travaglio e il giornalista Andrea Scanzi. Oltre a vari politici 5 Stelle: Grillo, Di Maio, Di Battista, ma anche Raggi, Appendino e Casaleggio (per via di Rousseau). Ampi passaggi di questo messaggio sono stati riportati oggi sul quotidiano La Verità. Rondolino presenta l’operazione come “una strategia antigrillina” (messa a punto con la moglie Simona Ercolani, autrice Rai e amministratore delegato della società di produzioni televisive “Stand by me”) che, per raggiungere i suoi obiettivi, richiederebbe “una piccola, combattiva redazione ad hoc, almeno due giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)”. Non si sa se Renzi abbia dato seguito alla proposta, ma il semplice fatto che il suo entourage abbia pensato di colpire direttamente giornalisti anche con investigatori privati è di estrema gravità. Approfondiremo la questione sul Fatto di domani. Nella mail si fanno i nomi di altri componenti del “giglio di propaganda” di Renzi: tra questi la giornalista Annalisa Chirico. Inoltre, come abbiamo raccontato oggi, per alimentare la sua campagna, Renzi avrebbe contattato anche due società di cyber sicurezza israeliane, incontrandone i manager a Palazzo Chigi nel 2016.

Sorgente: Il Fatto di Domani