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«La pietra angolare di un sistema carcerario umano sarà sempre un personale carcerario opportunamente arruolato e formato, che sappia come adottare gli appropriati atteggiamenti nei propri rapporti con i detenuti e vedere il proprio lavoro più come una vocazione che come un mero lavoro». È così che il Comitato europeo per la Prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt) descrive la sua visione del personale carcerario in un estratto dall’undicesimo rapporto generale (scarica qui il Pdf).Il Comitato è stato istituito nell’ambito del Consiglio d’Europa in virtù della Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, entrata in vigore nel 1989, e svolge la sua funzione attraverso visite periodiche e ad hoc negli Stati membri.In un estratto dal suo secondo rapporto generale, il Cpt evidenzia l’importanza attribuita alla formazione del personale penitenziario, che dovrebbe includere l’educazione sui temi dei diritti umani, sottolineando che «non esiste forse miglior garanzia contro i maltrattamenti verso una persona privata della propria libertà di una polizia adeguatamente preparata».Tuttavia, come recentemente accaduto in più occasioni nel nostro Paese, la polizia penitenziaria è spesso protagonista di atteggiamenti autoritari e violenti sui carcerati (leggi anche Violenze in carcere: tutte le denunce da Torino a Santa Maria Capua Vetere).

Sorgente: Personale penitenziario: ecco chi deve garantire i diritti umani in carcere


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