Quanto è costato a Zuckerberg il «down» di Facebook, Instagram e Whatsapp

Quanto è costato a Zuckerberg il «down» di Facebook, Instagram e Whatsapp

5 Ottobre 2021 0 Di Luna Rossa

Facebook, WhatsApp, Instagram «cancellati» dalla Rete. È durato quasi sette ore il «down» più lungo mai registrato nella storia dei social, tutti e tre appartenenti alla galassia di Mark Zuckerberg

di Massimo Gaggi

Nell’era digitale e in una stagione in cui tutto il lavoro, almeno nelle società tecnologiche, sembra poter essere fatto in remoto, c’è voluta l’incursione fisica di un plotone di tecnici che hanno resettato manualmente i server del data center di Santa Clara per rimettere in moto la rete di Faceboo k, comprese tutte le sue molteplici piattaforme — Whatsapp, Instagram, Messenger, Oculus, il servizio di email del gruppo e tanti altri servizi digitali — letteralmente scomparse da diverse ore dall’intero pianeta.

 

Il fenomeno, di una gravità e di un’ampiezza senza precedenti, ha avuto ripercussioni sociali, economiche e anche politiche ovunque nel mondo. Imprese abituate, dall’India al Brasile, a ricevere gli ordinativi e a fare le consegne comunicando attraverso Facebook si sono improvvisamente bloccate. L’agenzia Bloomberg stima che la perdita economica a livello mondiale sia stata di 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale. Grave il danno, ma anche il tipo di incidente. Non è andato offline solo un pezzo del gruppo fondato da Mark Zuckerber g : alle 8,40 del mattino in California, le 5,40 del pomeriggio in Italia, l’intero sistema Facebook è letteralmente sparito nel nulla. Svanita anche la connessione alle mail e al sito Facebook.com.

Le conseguenze sono state le più diverse e vanno molto oltre quelle di tipo commerciale: molti utenti dotati di apparecchi intelligenti attivati attraverso connessioni Facebook si sono trovati all’improvviso a non poter aprire la porta di casa, accendere la tv, attivare un termostato, entrare in un sito di shopping online. L’aspetto più comico è che per alcune ore nemmeno il personale di Facebook è riuscito a entrare nei suoi uffici perché il «buco nero» che ha colpito il gruppo ha fatto svanire, insieme all’intera architettura di sistema, anche i meccanismi di sicurezza interna, compresi quelli di riconoscimento dei badge dei dipendenti.

Sabotaggio? All’inizio sembrava un’ipotesi verosimile per un evento così disastros o deflagrato poche ore dopo la sortita di una ex dipendente, la computer scientist Frances Haugen, che ha denunciato in una seguitissima trasmissione televisiva della CBS una serie di scelte riprovevoli della società. Stamattina l’accusatrice di Facebook verrà ascoltata dal Congresso di Washington che l’ha convocata per un hearing. L’ipotesi di un attacco hacker, però, è stata accantonata quasi subito: i tecnici hanno spiegato che incursioni di questo tipo prendono di mira punti specifici del sistema, non la sua intera architettura mentre, col sito di Facebook paralizzato, due tecnici della sicurezza si sono scambiati messaggi su Reddit (poi prontamente cancellati, cosa che attribuisce loro un valore ancora maggiore) nei quali parlano di un problema di rete causato da un errore nella configurazione di una componente essenziale del sistema, il BGP (Border Gateway Protocol).

Pian piano, mentre l’azienda ammetteva di aver un problema che stava cercando di risolvere e si scusava con gli utenti per i disagi, sono cominciati a emergere i contorni di un incidente tanto banale quanto catastrofico, figlio di problemi logistici e organizzativi prima ancora che degli infortuni tecnologici che, pure, devono esserci stati. Problemi aggravati da due fattori: il timore di sabotaggi che ormai spinge tutte le a ziende tecnologiche a darsi procedure di sistema segrete, affidate a pochissime persone molto fidate e preparate. E poi il Covid che ha portato quasi tutti i tecnici a lavorare in remoto da casa.

Quando è divenuto evidente che, coi sistemi totalmente paralizzati, bisognava andare a intervenire manualmente sui server, ci si è resi conto che chi era in grado di farlo era fisicamente lontano mentre chi era già in azienda non aveva le competenze necessarie. Anche per questo ci sono volute quasi 7 ore prima di poter ricominciare ad attivare, in modo molto graduale, le piattaforme del gruppo. Già nel 2019 Facebook aveva vissuto una crisi durata quasi 24 ore per un errore di configurazione dei server. Ma allora era stata colpita solo una parte del sistema mentre stavolta Facebook ha dovuto fronteggiare una vera tempesta perfetta. Una crisi che ha provocato una flessione del titolo Facebook in Borsa facendo in poche ore perdere a Zuckerberg 6 miliardi di dollari.

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