La pandemia dei non-vaccinati nell’Europa dell’est

La pandemia dei non-vaccinati nell’Europa dell’est

25 Ottobre 2021 0 Di Luna Rossa
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Nei paesi a basso tasso di vaccinazione (est) la pandemia colpisce e tornano i lockdown. E ora un numero sempre più alto di stati membri sta adottando il Green pass come strumento per incentivare le vaccinazioni e tentare di limitare i contagi nei luoghi pubblici

Ospedali pieni con pazienti che vengono trasferiti in altri paesi, posti in terapia esauriti, ambulanze in coda, centinaia di decessi ogni giorno: la pandemia di Covid-19 torna a colpire l’Unione europea ma, almeno per il momento, solo la metà orientale del continente che non si è vaccinata. Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi più bassi di copertura vaccinale nell’Ue e tra i più alti tassi al mondo di contagio e decessi.

La scorsa settimana la Lettonia è stata il primo paese dell’Ue a reintrodurre un lockdown di quattro settimane. La Romania ha seguito una strada un po’ diversa: le scuole sono state chiuse per due settimane e le mascherine saranno obbligatorie ovunque, ma per il resto della popolazione le misure restrittive (compreso il coprifuoco) si applicheranno solo a chi non ha il Green pass. Anche l’Austria, se le cose dovessero peggiorare, prepara un lockdown dei non vaccinati. “Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovraccaricato per colpa di indecisi e attendisti”, ha detto il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg. Se il numero di ricoverati Covid in terapia intensiva arriverà a un terzo della capacità totale, il governo austriaco imporrà ai non vaccinati di restare a casa.

L’Europa centrale e orientale ha i tassi di vaccinazione più bassi dell’Ue, dove il 75 per cento della popolazione adulta è completamente vaccinata (l’80 per cento ha ricevuto la prima dose). La Bulgaria è l’ultima in classifica con appena il 24,2 per cento degli adulti completamente vaccinati, seguita dalla Romania con il 35,6 per cento. L’effetto sui decessi è evidente. Secondo gli ultimi dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), negli ultimi 14 giorni la Romania e la Bulgaria hanno registrano rispettivamente 225 decessi e 180 decessi al giorno ogni 100 mila abitanti. Sui nuovi contagi, la Romania ha registrato quasi 1.000 casi al giorno ogni 100 mila abitanti, mentre in Bulgaria il tasso di incidenza è di 500 (ma si sospetta che il dato sia molto più alto). Anche i Baltici hanno tassi di vaccinazione degli adulti più bassi della media dell’Ue: 56,3 per  per cento in Lettonia, 64,7 per cento per l’Estonia, 71,3 per cento per la Lituania. L’incidenza su 100 mila abitanti degli ultimi giorni è di 1.256 casi e 78 decessi per la Lettonia, 1.164 casi e 133 decessi per la Lituania e 1.086 casi e 50 decessi per l’Estonia. Secondo i dati dell’Ecdc, la situazione sta peggiorando rapidamente in altri paesi dell’Europa centrale e orientale in cui i tassi di vaccinazione sono più bassi, in particolare in Croazia, Slovenia e Slovacchia.

Anche nell’Europa occidentale il numero di contagi è in forte aumento, ma la pressione sugli ospedali resta gestibile. In Belgio in una settimana è cresciuto di oltre il 70 per cento passando da circa 2.500 a quasi 4.500. Secondo l’Ecdc, l’incidenza dei contagi è di 325 su 100 mila abitanti, ma per i decessi il dato è di appena 12,76. Il Belgio è al quinto posto per tasso di vaccinazione, con l’85 per cento degli adulti completamente vaccinati. I Paesi Bassi registrano un’incidenza di 228 casi su 100 mila abitanti, ma solo di 3,8 sui decessi. In Austria la situazione è leggermente peggiore con un’incidenza di 308 casi ogni 100 mila abitanti e 16,6 decessi. “La pandemia non è ancora nello specchietto retrovisore”, ha detto il cancelliere Schallenberg: “Stiamo andando verso una pandemia dei non-vaccinati”. In molti si attendevano a una quarta ondata con l’arrivo dell’autunno e del freddo. Al nord il numero di contagi è più alto che nei paesi del sud: la Germania ha un’incidenza di 147 nuovi casi ogni 100 mila abitanti l’Italia di appena 60, l’Irlanda di 432 e la Spagna di appena 49. Ma i decessi sono di gran lunga inferiori nei paesi in linea o sopra la media dell’Ue per copertura vaccinale.

In questo contesto un numero sempre più alto di stati membri sta adottando il Green pass come strumento per incentivare le vaccinazioni e tentare di limitare i contagi nei luoghi pubblici. In Belgio, dove il Green pass è stato introdotto a Bruxelles e in Vallonia per alcune attività, il ministro della Sanità, Frank Vandenbroucke, ha detto di essere favorevole alla sua estensione alle imprese. In Irlanda, dove il governo ha confermato l’obbligo del Green pass per ristoranti, pub ed eventi al chiuso, le prime vaccinazioni sono passate da circa 1.000 a 2.500 al giorno. A livello di Ue, la Commissione potrebbe restringere le condizioni del Green pass per i viaggi, escludendo le persone con tampone negativo dalle esenzioni su obblighi di test e quarantena.

David Carretta

Sorgente: La pandemia dei non-vaccinati nell’Europa dell’est | Il Foglio

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