L’INFERNO È IN TERRA E SI CHIAMA STRISCIA DI GAZA

L’INFERNO È IN TERRA E SI CHIAMA STRISCIA DI GAZA

14 Maggio 2021 1 Di marco zinno
Un fazzoletto di terra di 365km² dove sono letteralmente rinchiusi più di due milioni di palestinesi, da anni. Da Gaza non si entra e non si esce, perché i valici sono controllati militarmente e se ti avvicini alla buffer zone ti sparano. Se ti vuoi curare perché un proiettile a farfalla ti ha spaccato una rotula, se hai perso un arto per via di una bomba, non puoi farlo. Se sei un minorenne che ha partecipato alla Marcia del ritorno probabilmente ti hanno sparato nei genitali, così “da grande” non potrai mettere al mondo un’altra vita palestinese. Se sei un bambino, probabilmente conti i tuoi anni in base a quante operazioni militari israeliane hai già vissuto: “Margine protettivo”, “Colonna di nuvola” e ancora andando indietro “Piombo fuso” “Inverno caldo”, “Piogge estive”, fino ad arrivare a oggi: “Guardiani del muro”. Da giorni l’offensiva sionista sta colpendo con i suoi bombardamenti l’intera Striscia: le famiglie scappano al buio, perché Gaza non ha elettricità e le uniche luci che illuminano i passi di chi prende in braccio i figli e corre via sono quelle delle bombe. Le persone corrono via ma sempre all’interno di quei 365km² che il tempo e una manica di invasati hanno reso maledetti: a Gaza non c’è una via d’uscita e, dunque, si bombarda una prigione a cielo aperto che per un abitante palestinese troppo spesso è la propria culla e la propria tomba, l’unica terra che vedrà nel corso della sua vita. Non si esce per mare, né per terra, né per cielo. In questi giorni i bambini si erano preparati per festeggiare la fine del Ramadan: un momento di gioia e condivisione come noi da piccoli quando il 24 dicembre non riuscivamo a prendere sonno aspettando l’arrivo di Babbo Natale. E invece l’unico regalo che hanno ricevuto sono intere strutture rase al suolo, calcinacci, polvere, sangue e persone disperse. 31 bambini sono già morti.
Pensateci, quando sarete a tavola a mangiare sereni con i vostri figli. Pensateci, quando spegnerete la luce delle loro camerette prima di andare a dormire. Pensateci quando andrete a votare, pensate a Letta, Boschi, Salvini, Calenda, Tajani che sono saliti tutti insieme appassionatamente su un palco al Portico d’Ottavia sventolando la bandiera israeliana. Io non mi riconosco più in niente ma mi piace pensare ancora che l’umanità non sia morta del tutto, che forse raccontando, prima o poi, qualcuno si passerà una mano per la coscienza e riconosca tutto quello che sta succedendo come ciò che realmente è: un crimine contro l’umanità, un’occupazione illegale portata avanti da una potenza colonialista, un’azione disumana che dura da settant’anni.
(In foto il Campo di Jabalia stamattina, credit: Hassan M Shoaap )
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