Malintesi | Conversazione con Adriano Sofri

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Scrivo mentre gli arrestati in Francia vengono ascoltati dalla Procura, orientata, pare, a rimandarli ai loro domicili in attesa dei lunghi e numerosi passaggi previsti dalla procedura di estradizione. Sono già tornati a casa i primi ascoltati, compreso Giorgio Pietrostefani.
Due dei tre che la polizia non aveva trovato mercoledì mattina si erano intanto consegnati spontaneamente, aggiungendosi agli altri sette.
Sono ignorante di leggi. Sono stato colpito da un dettaglio delle cronache. Due o tre della lista dei ricercati italiani erano sul punto di vedere prescritto il loro reato, dunque di tornare liberi. Per sventare questa evenienza, ho letto, i magistrati italiani competenti dei loro casi hanno emesso una dichiarazione di “delinquenza abituale”, sospendendo la decorrenza della prescrizione. Le cronache accennavano pudicamente al ricorso a “tecnicalità giuridiche”. Per curiosità, ho spulciato un po’ di brocardi, altalex eccetera, e, certo per quella mia ignoranza, non sono riuscito a capacitarmi che si dichiari delinquente abituale, cioè attuale e concreto, uno condannato più di 40 anni fa che non abbia commesso nel frattempo alcun reato. Mi sono chiesto se fosse la latitanza a giustificare la misura. Ma – sempre che io non fraintenda – la latitanza non è un reato. E allora? Siamo di fronte a uno di quei mezzi che il fine giustifica, secondo la vulgata nera del Machiavelli di cui la dottrina di Mitterrand amava tanto l’esprit florentin, lo spirito fiorentino?
E a proposito di malintesi. Ieri una persona, uno gentile, che conosco di vista, mi ha cercato. Voleva sincerarsi se fosse vero che mi avevano catturato. Si vive e si muore di qui pro quo.
P.S. Malintesi: vorrei ribadire che, a differenza di quanto sento dire in giro, non ho ammazzato né mandato ad ammazzare nessuno. Non devo averlo detto ancora abbastanza.

Sorgente: Facebook

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Luna Rossa

Un pensiero su “Malintesi | Conversazione con Adriano Sofri

  1. Caro Adriano, sei stato condannato son sentenza definitiva quale mandante dell’omicidio di un povero padre di famiglia. Abbi almeno la decenza di stare zitto e di sparire nel nulla. Assieme ai tuoi compagni di lotta avete insanguinato l’Italia e rovinato la vita a centinaia di persone in nome della rivoluzione marxista che nel resto del mondo ha portato a sua volta milioni di morti, dittature terribili, fame e povertà. Chia ha le mani grondanti di sangue ed ha fatto la bella vita sino ad ora in clandestinità deve scontare la pena che la giustizia in uno stato di diritto ha stabilito

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