Usa, al senato conferma per Deb Haaland, prima ministra nativa americana – la Repubblica

Usa, al senato conferma per Deb Haaland, prima ministra nativa americana – la Repubblica

16 Marzo 2021 0 Di Luna Rossa

dal nostro corrispondente Federico Rampini

New York – Deb Haaland ce l’ha fatta: la prima ministra dell’Interno nativa americana (“indiana d’America”, come si sarebbe definita una volta) è stata confermata dal Senato. Joe Biden incassa una delle nomine più simboliche del suo governo. Aumenta la diversità nella composizione etnica, e rafforza la componente ambientalista. Proprio per la sua storia di militante a favore dell’ambiente, la Haaland aveva dovuto affrontare una dura opposizione repubblicana al Senato, ma alla fine ha avuto la maggioranza di voti necessaria per insediarsi nel suo nuovo incarico. La sua nomina è una vittoria per i primi americani, quelli originari.

E’ una nomina ad alto valore simbolico, e dalle conseguenze politiche rilevanti. E’ la prima esponente di una tribù o etnia nativa a ricoprire questo incarico. Doppiamente importante per i suoi, perché negli Stati Uniti il ministero dell’Interno non si occupa di ordine pubblico (che dipende dalla Homeland Security) bensì di gestione delle risorse naturali, patrimonio forestale, parchi nazionali e riserve. Cioè l’habitat del quale un tempo i “nativi” erano gli unici residenti, prima della colonizzazione. Sotto la responsabilità della Haaland ricade ora il 20% del territorio nazionale. Dal ministero dell’Interno passano decisioni cruciali come i permessi di trivellazione. Spesso in passato gli interessi di Big Oil e del business delle energie fossili hanno calpestato proprio i diritti delle tribù autoctone, alle quali sono state assegnate riserve e territori in alcune delle zone naturali più belle e (almeno in parte) ancora incontaminate. La Haaland, deputata eletta in una circoscrizione del New Mexico, appartiene all’etnia Pueblo of Laguna.

Da oggi la nuova ministra dell’Interno avrà il compito di applicare alcuni decreti esecutivi già firmati da Biden a tutela delle riserve naturali, tra cui figura uno stop a tutte le concessioni per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio sui terreni e sui fiumi federali. Un ordine esecutivo impone la moratoria per le concessioni ad aziende energetiche nella vasta porzione del territorio americano sotto giurisdizione federale. I terreni federali, compresi quelli che sono riservati alle tribù di nativi americani, rappresentano quasi un quarto di tutta l’emissione di CO2 e le concessioni alle aziende energetiche generano un gettito fiscale di quasi 12 miliardi di dollari all’anno. La moratoria significa che diventano off limits per le attività di prospezione ed estrazione. Il 22% della produzione di petrolio e il 12% del gas naturale viene da questi terreni. Tra il 2014 e il 2019 erano state approvate 20.000 richieste di trivellazione in queste aree. Già nel giorno del suo giuramento, il 20 gennaio, Biden aveva bloccato il completamento dell’oleodotto Keystone Xl, che avrebbe dovuto collegare il Canada al Golfo del Messico. Tra le altre misure Biden metterà sotto la protezione come riserve naturali il 30% di tutte le terre e acque federali entro il 2030. Per la Haaland la rivincita è anche personale: lei si distinse come leader delle proteste contro un oleodotto in North Dakota. Alla fine quattro senatori repubblicani hanno votato sì alla conferma della sua nomina, inclusi i due rappresentanti dell’Alaska, Stato che ha una fiorente attività di estrazione di energie fossili. Per ammorbidire l’opposizione repubblicana, durante le audizioni al Senato la Haaland ha detto che alla guida del ministero dell’Interno terrà conto anche degli interessi economici degli Stati.

Sorgente: Usa, al senato conferma per Deb Haaland, prima ministra nativa americana – la Repubblica

Spread the love
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •