Ue, lo strappo di Austria e Danimarca: «Produrremo le dosi dei vaccini con Israele» Gli aggiornamenti sul coronavirus di martedì 02 marzo

Ue, lo strappo di Austria e Danimarca: «Produrremo le dosi dei vaccini con Israele» Gli aggiornamenti sul coronavirus di martedì 02 marzo

2 Marzo 2021 0 Di Luna Rossa

di Elisa Messina

I casi di Covid nel mondo superano i 114 milioni secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, mentre i decessi confermati superano i 2,5 milioni dall’inizio della pandemia. E in Italia l’ultimo bilancio, relativo a lunedì primo marzo, è di 13.114 nuovi casi e 246 morti (qui il bollettino con i dati e qui tutti i bollettini che mostrano la situazione dall’inizio della pandemia). Qui la mappa del contagio.

Ore 9.27 – Mastroianni, bastano pochi giorni per adattare il vaccino alle varianti
Quanto sono adattabili i vaccini attuali alle nuove varianti del Covid? A questa domanda ha risposto Claudio Mastroianni, vice presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Umberto I di Roma, ai microfoni di Radio anch’io (Rai Radio 1): «Queste “piattaforme” hanno il vantaggio di poter essere cambiate nel giro di giorni: basta modificare l’impianto genetico dell’Rna messaggero e adattarlo a quella determinata mutazione per ottenere dei vaccini efficaci».

 

Ore 9.14 – Garattini, sui vaccini atteggiamento parassitario di Italia ed Europa
Sui vaccini «siamo in ritardo, come tutta l’Europa, del resto» ha affermato Silvio Garattini, farmacologo, presidente e fondatore dell’Istituto ricerche «Mario Negri», intervenendo a Radio anch’io su Rai Radio 1. «I vaccini erano stati promessi già a marzo – ha ricordato Garattini – ma molti, anche tra i politici, dicevano che ci sarebbero voluti anni e anziché velocizzare le operazioni si è rimasti fermi: come Italia e come Europa abbiamo avuto un atteggiamento parassitario, ma in Europa qualcuno è stato più furbo degli altri e si è mosso da sé».

Ore 9.05 – Richeldi (Cts): una dose di vaccino protegge, mer per i soggetti vulnerabili sono meglio due
Meglio somministrare a più persone possibili una dose di vaccino anti-Covid, o meglio attenersi allo schema a due dosi per una protezione più completa?
A questa domanda ha risposto Luca Richeldi, pneumologo, direttore di Pneumologia presso il Policlinico Gemelli e membro del Cts, ad Agorà su Raitre, precisando che il dibattito è ancora aperto e che è evidente che la prima dose di vaccino protegge, in particolare, dal rischio di contrarre la malattia in forma grave. Secondo il medico, la strada migliore è quella di completare la vaccinazione delle persone più vulnerabili.

Ore 8.50 -Arrivati i primi vaccini in Iraq donati dalla Cina
L’Iraq ha ricevuto i suoi primi vaccini contro il coronavirus. Si tratta di 50.000 dosi di Sinopharm, donate dalla Cina. Il portavoce del ministero della Salute Seif al-Badr ha spiegato che i vaccini saranno consegnati ai tre principali ospedali di Baghdad e forse di alcune province e che la campagna di vaccinazione inizierà oggi stesso.

Ore 8.49 – Kurz (Austria): non faremo più affidamento sull’Europa
Il “patto” Austria-Danimarca per produrre vaccini con Israele
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prima del suo viaggio in Israele, annuncia un cambio di rotta per quanto riguarda i vaccini anti-Covid. Austria, Danimarca e gli altri first mover «in futuro non faranno più affidamento sull’Ue e, insieme a Israele, nei prossimi anni produrranno dosi di vaccino di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus e lavoreranno insieme alla ricerca di opzioni di trattamento», afferma Kurz in una dichiarazione diffusa dall’Apa. Il premier austriaco e quello e danese Mette Frederiksen incontreranno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu giovedì prossimo.

Ore 8.36 – L’Oms boccia l’idrossiclorochina come prevenzione del Covid
Idrossiclorochina «fortemente sconsigliata» come scudo anti-Covid dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il farmaco antinfiammatorio «non dovrebbe essere usato per prevenire l’infezione nelle persone che non hanno Covid-19», scrive un gruppo di esperti dell’Oms sul British Medical Journal. Non solo: il medicinale, utilizzato nel trattamento della malaria e di malattie autoimmunitarie come artrite reumatoide o lupus, «non è più una priorità della ricerca» contro il coronavirus Sars-CoV-2. «Le risorse dovrebbero concentrarsi su altri farmaci più promettenti».

Ore 8.27 – La Cina prevede di vaccinare, entro giugno, il 40 per cento della popolazione
La Cina prevede di vaccinare contro il Covid-19 il 40 per cento della sua popolazione, 1,4 miliardi di persone, entro la fine di giugno. Lo ha reso noto Zhong Nanshan, noto pneumologo e consulente medico del governo cinese. L’ambizioso obiettivo di vaccinare 560 milioni di persone significa che il Paese più popoloso del mondo dovrà accelerare il passo, poiché finora è stato vaccinato solo il 3,5 per cento dei suoi abitanti.

Ore 8.21 – in Germania 3.943 nuovi casi e 358 morti in un giorno
In Germania sono stati registrati 3.943 casi di coronavirus in un giorno, per un totale di 2.451.011 contagi. Lo riporta il Robert Koch Institut. Per quanto riguarda i decessi, ne sono stati segnalati altri 358 nelle ultime 24 ore facendo salire il bilancio delle vittime a 70.463.

Ore 8.02 – Sebastiani (Cnr): curva in crescita esponenziale, situazione preoccupante
«La situazione purtroppo è preoccupante, in diverse regioni e province la curva del contagio sta crescendo in modo esponenziale». Lo ha sottolineato Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone» del Cnr, intervenendo a Radio anch’io su Rai Radio 1. «Per fortuna ci sono anche realtà diverse, come la Sardegna – ha ricordato Sebastiani – mentre la Lombardia è tornata ad essere in primo piano come un anno fa, probabilmente per un insieme di cause: il numero dei residenti, la densità, la mobilità, fattori ambientali. C’è sempre un certo sbilanciamento verso il nord, ma anche regioni come Molise e Basilicata hanno problemi».

Ore 7.58 – Usa, le varianti aumentano il rischio di una quarta ondata
La diffusione di varianti di coronavirus altamente contagiose rischia di alimentare l’arrivo di una quarta ondata di casi negli Stati Uniti. Come ha spiegato il capo del Centro Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), Rochelle Walensky in un servizio della Bbc. La scorsa settimana, ha sottolineato la dottoressa Walensky, sono stati registrati circa 70.000 nuovi casi di Covid-19 al giorno e quasi 2.000 morti al giorno. «A questo livello di contagi, con la diffusione delle varianti, rischiamo di perdere completamente il terreno guadagnato con fatica», ha detto la scienziata. Secondo gli esperti americani, la variante che diventerà il ceppo dominante negli Stati Uniti sarà quella «inglese».

Sorgente: Ue, lo strappo di Austria e Danimarca: «Produrremo le dosi dei vaccini con Israele»

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