Colombia, la strage silenziosa dei combattenti delle Farc: “Ci stanno ammazzando” – la Repubblica

Colombia, la strage silenziosa dei combattenti delle Farc: “Ci stanno ammazzando” – la Repubblica

2 Febbraio 2021 0 Di Luna Rossa

 

Dagli accordi di pace del 2016, ne sono già morti 253 di ex guerriglieri. Molti avevano chiesto protezione allo Stato. Non si conoscono i responsabili

di Daniele Mastrogiacomo

L’ultima vittima si chiamava José Alexander Quiñones, aveva 27 anni, 8 trascorsi nella guerriglia. Lo hanno sorpreso tre giorni fa in una strada di Tumaco, nel sud della Colombia. Quattro colpi di pistola mentre rincasava. E’ rimasto sull’asfalto e solo dopo un paio d’ore hanno raccolto il corpo. Fa parte di una lista che cresce e preoccupa i 13 mila ex soldati delle Farc- Ep (Fuerzas Armadas Revólucionaria de Colombia- Ejército Popular) che hanno aderito all’accordo di pace del settembre del 2016.

 

 

Da quel momento ne hanno assassinati 253, secondo il Consiglio Nazionale per il Reinserimento. Cinque solo in questo primo mese del 2021. “Ci stanno ammazzando”, dice al Pais che racconta questa allarmante mattanza Antonio Pardo, anche lui ex militante dell’organizzazione e oggi alla guida di un gruppo di fuoriusciti che si dedica a coltivare caffè dove prima si coltivavano foglie di coca.

Vive nel Cauca, Dipartimento difficile del nord-ovest, al centro del corridoio usato dalle gang e dai narcos per trasferire droga e armi verso Panama, il Guatemala, il Messico e poi gli Usa. E’ qui che si conta il numero più alto di vittime: 42. “Ci sentiamo nel mirino”, spiega Pardo. “Non è stato facile reinserirsi nella vita civile. Dopo la guerra la stessa società non sapeva come accoglierci. E’ stata, e continua ad essere, una strada difficile. Con le Farc si camminava tutto il tempo. Anche settimane. Ci spostavamo di continuo. Ma almeno eravamo insieme, con le armi. Potevamo difenderci. Adesso siamo soli e ci tocca guardarci sempre alle spalle”.

 

 

Altri ex combattenti ammettono che molti tra loro si sono inseriti e oggi vivono un’esistenza abbastanza serena. Si sono sposati, hanno dei figli, un lavoro, progetti, sogni. Ma molti altri che conoscevano e con cui hanno diviso una guerra che ha diviso e insanguinato la Colombia sono invece spariti. Sequestrati, fatti fuori, scomparsi e mai più ritrovati. Qualcuno non ha retto e, deluso, senza modo di guadagnarsi da vivere, è tornato nella giungla e si è unito alle gang che dominano i territori un tempo controllati dalle Farc.

Sono proprio le narcoguerriglie o Cartelli organizzati, come il Clan del Golfo, ad occupare regioni strategiche per i traffici di ogni genere: dalle armi, alle estorsioni, al pizzo per garantire sicurezza e protezione agli abitanti, alla droga da portare verso Nord, agli esseri umani, alle miniere d’oro clandestine.

Mario Morales, ex comandante che dopo aver consegnate le armi lavorava con alcune altre vittime nelle zone rurali, lo hanno assassinato ad agosto scorso. A Wilson Saavedra lo falciarono mentre si recava in moto a comprare una torta per il compleanno di uno dei suoi due figli.

Tra il 1 e il 24 gennaio, ogni cinque giorni, un ex guerrigliero è stato ucciso, secondo il Tribunale Speciale per la Pace (JEP), istituzione giuridica creata con gli accordi di Cuba. In un recente rapporto si sofferma sull’inizio violento di questo 2021: 14 scontri tra gruppi criminali e forze di sicurezza, 13 minacce di morte a leader sociali, sei stragi, cinque omicidi di ex combattenti della guerriglia, 14 tra leader sociali, sette confronti armati tra gruppi criminali.

Le Nazioni Unite, che vigilano sull’applicazione dell’accordo di pace, confermano che 25 ex combattenti delle Farc assassinati avevano chiesto ufficialmente protezione allo Stato. Ci sono mille richieste in sospeso in tutta la Colombia. Ma Pastor Alape, negoziatore a L’Avana, ha denunciato che c’è stata una riduzione dei sistemi di protezione. Giovedì scorso ha dovuto raggiungere il nord del Paese pesantemente scortato da poliziotti e soldati. Durante il viaggio gli è giunta la notizia che era stato rinviato a giudizio con altri 7 dirigenti delle vecchie Farc per concorso nel sequestro di 21 mila ostaggi. “Il clima è diventato pesante”, dice, “sono in molti a remare contro la pace”.

Dietro questa strage silenziosa ci sono mani diverse. Vecchi gruppi paramilitari mai dissolti, trafficanti, criminali, a volte forze di sicurezza e spesso le frange dissidenti della guerriglia, gente delle Farc che ha ripreso le armi e più che al vecchio conflitto si tuffano nel mondo dell’illegalità. Hanno sempre fatto quello e quello continuano a fare. Vendette, segnali da dare a chi ha mollato la lotta armata. Per loro la pace è un ostacolo non una conquista.

 

 

Sorgente: Colombia, la strage silenziosa dei combattenti delle Farc: “Ci stanno ammazzando” – la Repubblica

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