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Dpcm Natale, consiglio dei ministri ad oltranza per varare le restrizioni che entreranno in vigore da domani e rimarranno in vigore nei prossimi 50 giorni

Monica Guerzoni Fiorenza Sarzanini

Vigilia di tensioni, litigi e dietrofront per il Dpcm di Natale, che conterrà le regole (e le deroghe) destinate a cambiare le abitudini degli italiani da domani per 50 giorni.

Giuseppe Conte lo firmerà entro stasera (qui trovate la bozza), dopo i rilievi delle Regioni e quando, si spera, la maggioranza avrà trovato un accordo sugli aspetti più controversi.

Nell’ormai consueto Consiglio dei ministri notturno il governo ha approvato il decreto legge che vieta dal 21 dicembre al 6 gennaio «ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». (Questo decreto si aggiunge al Dpcm, che come si diceva sopra sarà varato questa sera).

Il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato «ogni spostamento tra comuni», salvo comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. E dopo una lunga battaglia sulle deroghe, cui molto teneva il premier, sarà consentito il rientro «alla propria residenza, domicilio o abitazione». Non sarà però permesso spostarsi nelle seconde case fuori regione e, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, nemmeno fuori comune.

 

Sui raduni nelle abitazioni private, oltre alla «forte raccomandazione a non ospitare persone non conviventi», il governo potrebbe anche porre un tetto agli inviti: non più di dieci persone.

La giornata è stata scandita da confronti anche molto accesi. Italia Viva ha lottato (invano) per tenere aperti ristoranti degli hotel la notte del 31 dicembre. Lo scontro che ha fatto più notizia è avvenuto nella riunione tra i capigruppo del Senato e il ministro della Salute. Il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci, in asse con i renziani, ha alzato la voce su ricongiungimenti familiari anche tra regioni diverse e soggiorni nelle seconde case ovunque si trovino. Ma è andato a sbattere contro il muro di Francesco Boccia e Roberto Speranza, il quale in aula aveva lanciato l’allarme: «Se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo, le prossime festività vanno affrontate con estrema serietà».

La rissa nella capigruppo ha avuto echi ai piani alti del Pd. Dal Nazareno, Nicola Zingaretti ha stoppato Marcucci: «Condivido le scelte illustrate da Speranza, non possiamo vanificare gli sforzi fatti». Dario Franceschini, accusato dai renziani e da alcuni dem di aver «dettato una linea più rigida rispetto alle aperture di Conte», ha chiuso la querelle: «Io condivido totalmente la linea del ministro Speranza, che parte dalla certezza che solo sacrifici durante le vacanze natalizie potranno evitare una terza ondata di contagi». Gli strascichi politici rischiano di essere pesanti. Perché se è vero che a Palazzo Madama i dem ex renziani vicini a Marcucci seminano zizzania contro il capo delegazione, accusato di essere «il capo di se stesso» e di non farsi mai vedere, è vero anche che tra i dirigenti e i ministri del Pd c’è chi pensa che l’ora di cambiare capogruppo sia vicina.

Il coprifuoco

Il coprifuoco è confermato dalle 22 alle 6 dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio. Non ci saranno deroghe nei giorni di festa, l’orario di rientro nella propria abitazione sarà lo stesso anche a Natale, il 26 e il 31 dicembre, a Capodanno e il 6 dicembre, giorno dell’Epifania. Dopo quest’ora sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per «comprovate esigenze», che sono motivi di lavoro, di salute e di urgenza. Rimane anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci potranno emettere ordinanze per chiudere strade e piazze per evitare gli affollamenti anche nel corso della giornata, oppure prevedere ingressi contingentati in quelle aree di città e paesi dove c’è il rischio che si verifichino assembramenti.

Le Regioni

Dal 20 dicembre al 6 gennaio sarà vietato spostarsi tra le regioni anche se sono in fascia gialla. Una misura decisa per «evitare che milioni di italiani si mettano in viaggio e facciano circolare il virus». Sarà però sempre possibile andare dove si ha la residenza o il domicilio. Ancora in discussione la possibilità di andare presso la casa di un genitore solo, con l’autocertificazione. Per le regioni in fascia gialla sarà possibile oltrepassare i confini regionali fino al 20 dicembre, è consentito anche il trasferimento nelle seconde case dove si potrà rimanere facendo poi ritorno presso la residenza o il domicilio. Per chi si trova in zona rossa o arancione sarà sempre possibile dal 4 dicembre al 6 gennaio fare ritorno nella propria abitazione di residenza e presso il domicilio.

Le festività

Il giorno di Natale, il 26 dicembre e il 31 gennaio non si potrà uscire dal proprio comune di residenza. La raccomandazione è di trascorrere i pranzi e le cene delle festività con i conviventi o con i parenti stretti. Si discute se inserire nel nuovo decreto anche una raccomandazione a non superare 10 persone a tavola. Gli scienziati suggeriscono di rispettare il distanziamento e l’obbligo di mascherina quando non si sta a tavola, in ogni caso di proteggere gli anziani e le persone con fragilità. Il giorno di Natale, il 26 e il 31 dicembre i ristoranti saranno aperti per il pranzo. La messa di Natale potrebbe essere fissata alle 20, in ogni caso la Conferenza episcopale ha già raccomandato alle diocesi di programmare funzioni durante tutta la giornata per favorire la partecipazione scaglionata dei fedeli.

La neve

Il Dpcm che entra in vigore il 4 dicembre conferma il divieto di aprire gli impianti da sci e introduce il divieto di aprire le piste. Una misura decisa per evitare «le vacanze sulla neve». Il governo aveva annunciato di voler creare un coordinamento con l’Unione Europea per avere regole uguali in tutta Europa, ma l’Ue ha specificato che si tratta di scelte effettuate da singoli Stati e dunque ogni governo potrà regolarsi come ritiene opportuno. In Italia si è deciso comunque che sarà vietato sciare e sono state respinte le richieste di governatori e operatori del settore che avevano presentato linee guida con capienza al 50% delle funivie, uso delle mascherine obbligatorie sugli impianti e distanziamento per chi sta in fila. Misure ritenute non sufficienti ad evitare i contagi.

San Silvestro

La sera di Capodanno gli alberghi saranno aperti ma dovranno tenere chiusi i ristoranti interni: sarà consentita soltanto la consumazione in camera.
Il divieto è stato inserito nel nuovo provvedimento sulle festività per impedire che le persone possano prenotare la stanza e poi organizzare feste e cenoni all’interno degli hotel, come del resto è già accaduto in numerose città e paesi. Per la notte dell’ultimo dell’anno scatta lo stesso orario valido per i bar e i ristoranti che si trovano nelle zone gialle: chiusura alle 18. Nelle zone rosse e arancioni bar, ristoranti rimangono chiusi per l’intera giornata. Alla fine si è deciso che gli alberghi di montagna potranno rimanere aperti ma con le stesse regole previste per il resto d’Italia e dunque con i divieti per il veglione.

I negozi

I negozi potranno rimanere aperti fino alle 21. La decisione di allungare l’orario è stata presa per scaglionare gli ingressi ed evitare file e assembramenti. Saranno riaperti nel fine settimana e nei giorni festivi anche i centri commerciali e i grandi magazzini. È ancora in discussione la possibilità di consentire nelle zone rosse la riapertura di quegli esercizi commerciali finora vietati. Per evitare l’affollamento delle vie dello shopping governatori e sindaci potranno emanare ordinanze per chiudere strade e piazze, ma anche posizionare distanziatori nelle vie di maggior affluenza che consentano soltanto il passaggio di un numero limitato di persone. Il Viminale ha già sollecitato prefetti e questori di intensificare i controlli in tutti i luoghi per garantire il distanziamento.

I viaggi

Chi rientra dall’estero prima del 20 dicembre dovrà sottoporsi a tampone obbligatorio se torna dagli Stati per cui è già previsto l’obbligo di test.
La lista comprende Belgio, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte), Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna (inclusi territori nel Continente africano), Regno Unito e Irlanda del Nord. Chi invece torna in Italia dopo il 20 dicembre dovrà stare in quarantena per dieci giorni, qualsiasi sia lo Stato di provenienza. Una regola introdotta per evitare che si ripeta quanto accaduto in estate e come deterrente per chi ha programmato di andare a sciare in quei Paesi che hanno deciso di lasciare impianti e piste aperte, tra cui l’Austria, la Svizzera e la Slovenia. Anche Francia e Spagna potrebbero consentire lo sci.

La scuola

Si discute ancora sulla possibile riapertura delle scuole superiori, ma sembra difficile riaprire tutte le scuole in presenza il 14 dicembre. Più probabile è che le lezioni ricomincino in classe anche per le superiori dopo l’Epifania, dunque lunedì 11 gennaio. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha comunque annunciato che nel Dpcm in vigore dal 4 dicembre «ci saranno misure per un graduale rientro a scuola al quale stiamo lavorando in queste ore». Intanto rimane la frequenza per elementari e medie così come già stabilito. Rimane l’ipotesi di affidare ai prefetti il compito di riorganizzare il trasporto pubblico per scaglionare le presenze bus e metropolitane ed evitare che il ritorno nelle aule degli studenti possa far risalire la curva epidemiologica.

Sorgente: Entro stasera Conte firmerà il Dpcm: a cena non più di 10 persone, ristoranti aperti a pranzo il 25, 26 e il 31 e spostamenti vietati

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