Bolivia, il ritorno di Morales. Il leader eterno torna a casa: “Sarà un bagno di folla” – la Repubblica

Bolivia, il ritorno di Morales. Il leader eterno torna a casa: “Sarà un bagno di folla” – la Repubblica

9 Novembre 2020 0 Di Luna Rossa

Nel giorno dell’insediamento del suo delfino, l’ex presidente torna in patria dopo un anno di esilio in Argentina. Attraverserà la frontierà e inizierà la sua marcia che lo porterà fino al suo feudo di Cochabamba

di Daniele Mastrogiacomo

L’Indio torna a casa. Evo Morales lascia l’Argentina, l’esilio, i ricordi della fuga di notte, inseguito dai soldati, spinto quasi a forza su quell’aereo che tutti avevano rifiutato e che solo il Messico, mosso dalla sua storica solidarietà aveva messo a disposizione. E poi il periplo sui confini dei paesi del Continente che rifiutavano il sorvolo, la concessione in extremis del Perú, quasi un gesto nobile, di far rifornimento, l’arrivo a Città del Messico, l’abbraccio di Obrador, il suo imbarazzo, la decisione di proseguire per Buenos Aires, l’accoglienza calorosa di Fernández. Adesso è il viaggio a ritroso, quasi trionfale. Un “bagno di folla”, l’ha definito il tre volte presidente della Bolivia, il leader eterno, prigioniero del suo potere che aveva voluto allungare di un quarto mandato. Forzando la Costituzione, violando il responso popolare che gli chiedeva di lasciare.

Sappiamo come è andata: mezza Bolivia si è ribellata, è scesa in piazza, è intervenuto l’esercito, la destra ha preso il comando, le elezioni che lo davano vincente per un pugno di voti sono state annullate, Morales e il suo Mas sono stati accusati di frode, gli scontri in piazza, il Paese lacerato, la fuga, l’esilio. La nuove elezioni, convocate esattamente un anno dopo, hanno ribaltato la scena. Ha vinto di nuovo la sinistra, quella indigena e contadina; la classe media e alta, quella bianca e industriale, è stata sconfitta. Voto regolare, spoglio impeccabile, riconoscimento internazionale.

 

Il Mas torna al potere con Luis Arce, moderato, fine economista, membro della Banca Mondiale, ministro delle Finanze nel terzo governo Morales. Ha garantito che l’ex leader dei cocaleros non avrà incarichi istituzionali. Resterà dietro le quinte. Ma ha diritto a rientrare a casa. Da uomo libero. L’ordine di cattura per terrorismo è stato cancellato. Non c’erano prove. Una telefonata non basta per inchiodare una persona a un reato così grave. La mossa del governo transitorio aveva chiaramente un sapore di vendetta. Era sproporzionata.
Il ritorno avverrà a piedi. Evo Morales domattina attraverserà la frontiera tra Argentina e Bolivia e inizierà la sua marcia che lo porterà fino a Cochabamba, nel suo feudo.

Attraverserà regioni che gli sono amiche e altre che lo odiano. Non sarà un viaggio facile e semplice. Le misure di sicurezza sono imponenti. Gli sconfitti masticano amaro, hanno inscenato manifestazioni e organizzato blocchi stradali.

Su tutti vigilano l’esercito e la polizia che restano fedeli al mandato costituzionale. Rispettano le indicazioni del nuovo presidente. La polarizzazione e le divisioni ideologiche così radicali hanno solo accentuato una crisi economica e sociale che il Covid aveva esasperato. Il presidente Arce è pragmatico, punta a ricucire le ferite, a rilanciare la crescita a cui aveva contribuito negli ultimi cinque anni, prima del “golpe” del fronte conservatore. Lascerà entrare il suo mentore ma governerà da solo. Offre il giusto rientro dall’esilio all’uomo che ha fatto e dato molto alla Bolivia. Si chiude una pagina importante, se ne apre un’altra.

Con Evo Morales sullo sfondo. “Mi occuperò di agricoltura”, ha fatto sapere da Buenos Aires. “Quello che ho sempre fatto, di piscine e di allevamenti ittici. Farò sport, trasmetterò ai giovani la mia esperienza nel sindacato e nella gestione pubblica”. Come un vecchio saggio. Il riposo del guerriero. Sconfitto ma a casa.

Sorgente: Bolivia, il ritorno di Morales. Il leader eterno torna a casa: “Sarà un bagno di folla” – la Repubblica

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