Cartelle esattoriali, dal 15 ottobre via il blocco. Ecco cosa lo Stato non può mai pignorare

Cartelle esattoriali, dal 15 ottobre via il blocco. Ecco cosa lo Stato non può mai pignorare

13 Ottobre 2020 0 Di Luna Rossa

Fisco, pignoramenti: dal 15 ottobre via il blocco. Ecco cosa l’Agenzia delle Entrate non può mai sequestrare

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

L’Angenzia delle Entrate lo ha confermato: dal prossimo 15 ottobre la tregua causata dall’emergenza Coronavirus tra Fisco e chi non ha pagato le cartelle esattoriali cesserà. In quella data, dunque, terminerà il divieto di notifica delle cartelle di pagamento ma anche di promuovere nuove azioni esecutive o cautelari. In soldoni, via libera ai pignoramenti per coloro che non hanno saldato il loro debito verso l’Agenzia delle Entrate e anche nel caso delle ingiunzioni fiscali emesse dagli enti territoriali (Comuni e Regioni). Secondo le stime ci sono 9 milioni di cartelle esattoriali pronte a partire, anche se scaglionate nei prossimi sei mesi.

Ecco cosa può pignorare l’Agenzia delle Entrate

Ma l’Agenzia delle Entrate cosa può pignorare? Innanzitutto, è bene ricordare che sono pignorabili i redditi fino ad un massimo del 20% del loro importo. Inoltre, dato che lo Stato non è come vuole la vulgata patrigno, ha da sempre disposto che non possano esser e pignorati in un’abitazione quei bene che sono considerati fondamentali per la vita e la dignità delle persone. A fornirne l’elenco è l’art. 514 del Codice di procedura civile. Niente paura, dunque, per lavatrici e frigoriferi, letti, tavoli e armadi, stoviglie, abiti e biancheria. Sono esclusi però – tranne i letti – tutti quei mobili che hanno un evidente valore artistico o di antiquariato.

 

 

Salvi gli animali da compagnia…

Esclusi dal pignoramento anche l’anello nuziale e gli oggetti di culto, gli strumenti e gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Salvi anche gli animali da compagnia o impiegati a fini terapeutici o di assistenza. Cosa diversa per gli animali allevati per fini produttivi, alimentari o commerciali: questi sono considerati fonte di reddito e dunque l’Agenzia delle Entrate può confiscarli.

… e le pensioni minime

Salvi anche viveri e combustibili necessari per il sostentamento di un mese, mentre le polizze assicurative sono sempre impignorabili. Sempre per salvaguardare la sopravvivenza e la dignità del debitore, lo Stato non mette le mani su sussidi e pensioni minime.

 

Ma cos’è il pignoramento?

I l pignoramento è un atto che dà il via al vero e proprio processo di espropriazione forzata. Di fatto, l’atto di pignoramento è il primo atto esecutivo, realizzato con lo scopo di vincolare determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto di credito del creditore procedente. Questo significa che il debitore può continuare a disporre materialmente dei beni che sono oggetto di pignoramento, tranne ovviamente venderli o distruggerli. Tecnicamente, il pignoramento può essere immobiliare, se ha per oggetto beni immobili; mobiliare, se ha per oggetto cose mobili; presso terzi, se ha per oggetto crediti o beni del debitore che sono nella disponibilità di terzi. L’esempio più lampante è il pignoramento del saldo creditore di un conto corrente bancario. Per questa ragione, l’atto di pignoramento deve indicare il credito per cui l’ufficiale giudiziario procede e i beni che si intendono pignorare. L’atto deve anche contenere la richiesta che il debitore dichiari la sua residenza o il proprio domicilio eletto.

Sorgente: Cartelle esattoriali, dal 15 ottobre via il blocco. Ecco cosa lo Stato non può mai pignorare

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