“Non si può stare in silenzio”. Parla Laura Boldrini dopo gli insulti alla ministra | L’HuffPost

“Non si può stare in silenzio”. Parla Laura Boldrini dopo gli insulti alla ministra | L’HuffPost

27 Agosto 2020 0 Di marco zinno

“In questo Paese il sessismo non è mai stato preso sul serio e corriamo davvero il rischio che si arrivi a normalizzare gli insulti violenti contro le donne”. Sono passate poco più di 24 ore da quando la ministra della scuola, Lucia Azzolina, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook alcuni commenti sessisti nei suoi confronti. Decine di insulti di utenti che, invece di entrare nel merito delle questioni che in queste settimane riguardano la scuola, la offendono pesantemente in quanto donna. “Capisco la situazione che sta affrontando la ministra a cui va tutta la mia solidarietà”, dice ad HuffPost Laura Boldrini. Già presidente della Camera, oggi deputata del Pd, in passato si è trovata a fare i conti con numerose offese che le sono arrivate via social. Ha scelto di denunciare gli autori di quei post. E si augura che anche Lucia Azzolina faccia lo stesso perché, spiega, se non ci si rivolge alla giustizia “si svilisce il senso dello stato di diritto”.Ma se la vittima delle offese deve agire per vie legali, è tutto il Paese che deve reagire alla “gogna riservata solo alle donne che si ‘permettono’ di avere un ruolo politico”. E se i cittadini devono stigmatizzare il comportamento di chi offende sui social, un ruolo dovrebbero averlo anche i proprietari delle piattaforme: ”È giusto responsabilizzarli”, sostiene ancora Laura Boldrini, che annuncia una proposta di legge “a tutela degli utenti della rete” vittime di hate speech.Onorevole Boldrini, ancora una volta una donna che ha un ruolo politico diventa bersaglio di insulti sessisti in rete. Come giudica le offese indirizzate alla ministra Azzolina?Trovo che quello che sta accadendo ai danni delle donne che hanno un ruolo nella sfera pubblica e politica di questo Paese sia molto grave. C’è il rischio che si vadano a normalizzare gli insulti violenti e sessisti che vengono indirizzati alle donne su tutte le piattaforme, mentre non è assolutamente normale. Anzi, è patologico. In una democrazia la diversità di opinioni si affronta con gli argomenti, non aizzando la gogna mediatica. Ho visto fare questo in Rwanda e in ex Jugoslavia, ma lì c’era la guerra. In una democrazia è ancora più intollerabile.Perché ci sono persone che si sentono in diritto di offendere in questo modo una donna?In molti casi si mette in moto la “Bestia” leghista: succede ogni volta che il ‘capo’ lancia il sasso e poi nasconde la mano, dando così in pasto ai suoi la persona contro cui scagliarsi. Vede, io capisco bene la situazione in cui si trova la ministra.Più volte lei ha ricevuto insulti sessisti sui social e ha deciso di denunciare. Dovrebbe farlo, secondo lei, anche la ministra?Io ricordo che Salvini mi ha paragonato a una bambola gonfiabile, che un sindaco leghista, Matteo Camiciottoli, ha augurato che mi mandassero gli stupratori a casa per farmi tornare il sorriso (ed è stato condannato). Ho deciso di rivolgermi alla giustizia, ho vari processi in corso. Credo sia doveroso denunciare chi minaccia stupri e violenze sessuali, il più delle volte nei confronti di una donna, altrimenti si svilisce lo Stato di diritto. Altrimenti che messaggio mandiamo ai giovani? Cosa diciamo alle nostre figlie: che debbono accettare l’umiliazione e questo è il prezzo da pagare quando si è donna e si ricopre un ruolo politico? No: credo sia giusto rivolgersi alle autorità. Ritengo poi che in Italia ci sia un problema di fondo.Quale?Nel nostro Paese il sessismo non è mai stato preso sul serio, invece è una piaga sociale. Le minacce e gli insulti sui social vengono fatti per intimidire le donne, allontanandole dalla politica. Senza che, peraltro, questo generi lo stigma, e lo sdegno, necessari.La ministra Azzolina ha ricevuto la solidarietà degli altri esponenti del Movimento 5 stelle e di qualche rappresentante di altri partiti. Non ci possiamo, però, nascondere che mancano molti nomi all’appello. In questi casi, invece, la solidarietà non dovrebbe essere unanime?Io credo di sì. Ma non solo: bisogna essere più categorici rispetto a questo tema. Ricordiamoci, però, anche che spesso la Lega usa questo tipo di gogna e io non ho mai sentito Salvini prenderne le distanze. Anzi, la lista dei rappresentanti della Lega che sui social insultano e offendono le donne è lunghissima.La ministra, nel post in cui ha denunciato gli insulti, ha detto vanno educate “le nuove generazioni al rispetto dell’altro, uomo o donna che sia, al pensiero critico, allo scambio di idee fatto con i contenuti e non con la volgarità”. C’è, però, da dire che spesso sono le persone più adulte a esprimersi così sui social. Lei cosa ne pensa?Sono rimasta molto colpita dal fatto che addirittura alcuni insegnanti, su dei siti di settore, si sono espressi con toni molto volgari nei confronti della ministra. Un atteggiamento, questo, che io trovo assurdo. Quanto all’educazione delle nuove generazioni, io sono d’accordo con Lucia Azzolina. Quando ero presidente della Camera abbiamo fatto partire – insieme alla ministra Valeria Fedeli – un progetto

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