«Noi, costrette a far divertire il dottore». Novara, il racconto della schiava bambina

«Noi, costrette a far divertire il dottore». Novara, il racconto della schiava bambina

21 Luglio 2020 0 Di Luna Rossa

«Lui decide tutto, chi puoi frequentare, dove puoi lavorare. Sceglie quali ragazze devono farlo divertire, se puoi o non puoi frequentare i nostri luoghi fatati. Lui è Lui . Noi lo chiamiamo Lui o il dottore, perché non possiamo nominare il suo nome, non ci è concesso». Il “dottore”, come lo chiamavano tutte, è un uomo di 77 anni a capo della psicosetta scoperta dalla polizia al termine di un’inchiesta coordinata dalla procura di Torino. Il racconto è quello di una bambina, vittima di abusi e angherie, una bambina quasi adolescente ridotta a schiava del sesso.

Novara, violenze sessuali e adepti-schiavi, minorenni tra le vittime

È stato proprio il racconto di una delle vittime della psicosetta, scoperta in oltre due anni di indagini dagli agenti della Squadra Mobile di Novara, a far scattare l’operazione che si chiama, non a caso, “Dioniso” e all’esecuzione di 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali e a numerosi sequestri tra Novara, Milano e Pavia. L’indagine ha consentito di accertare l’esistenza di una psicosetta con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti si sarebbero resi responsabili di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche ai danni di minori e finalizzata alla riduzione in schiavitù.

Novara, smantellata psico-setta: abusi sessuali su minori

«Lui», oggi 77enne, chiamato «il dottore» veniva venerato dai suoi adepti come una sorta di Dio al quale tutti dovevano pedissequamente obbedire, pena l’isolamento dal gruppo settario. I leader della setta delle «bestie» (come si chiamavano tra di loro), al fine di raggiungere i propri scopi, veniva aiutato da alcune sue strette collaboratrici, vere e proprie aguzzine. Il gruppo criminale, grazie a un centro psicologico e una fitta rete di attività commerciali, tutte riconducibili alla setta – come due scuole di danza o una scuola di “Spada Celtica”, diverse erboristerie, una bottega di artigianato, e persino una casa editrice – riusciva a reclutare le ignare vittime da introdurre inconsapevolmente nelle dinamiche settarie.

Sorgente: ilmessaggero.it

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