Jean Paul Fitoussi: “Recovery Fund, poca roba: la Ue del Covid non è il Mondo nuovo” – infosannio

Jean Paul Fitoussi: “Recovery Fund, poca roba: la Ue del Covid non è il Mondo nuovo” – infosannio

20 Luglio 2020 0 Di Luna Rossa

(di Antonello Caporale – Il Fatto Quotidiano) – “Non sappiamo come finirà. Sappiamo però su cosa si ingaggia questa battaglia campale. Un fondo comune che è quasi sei volte in meno di quello degli Stati Uniti i cui abitanti sono un terzo in meno degli europei.

All’economista francese Jean Paul Fitoussi stupisce assai l’enfasi con cui il Recovery Fund viene descritto.

Non è il mondo nuovo delle relazioni e della solidarietà. Rappresenta – nella migliore delle ipotesi – un sostegno di circa mille euro pro capite per sostenere e superare una crisi invece epocale, così grande da essere fino a qualche mese fa inimmaginabile. Questi sono i fatti, da questa cifra bisogna partire per illustrare anche quel che di nuovo c’è.

Dica allora quel che approva delle azioni di Bruxelles.

Finalmente viene introdotto il principio di mutualità. È un grande passo avanti: riceve chi ne ha più bisogno, e invece dà chi sta meglio.

È un principio enorme visti i precedenti. È quasi una rivoluzione copernicana.

Dovrà passare del tempo per affermare se questo principio sia costituente, patrimonio politico della nuova Europa, oppure una pallottola sparata in aria una volta sola, tipo un fuoco d’artificio. Bisogna capire se questa sarà la regola o solo una provvisoria e già conclusa eccezione.

Non è affatto convinto che esista una nuova Europa.

E come potrei esserlo? A Bruxelles vige il principio dell’unanimità che è un ceppo messo di traverso sulla strada della democrazia. I governi nazionali hanno affermato una grande menzogna: ci hanno detto che stare insieme significasse avere più forza. Ma stare insieme in queste condizioni, come vediamo anche adesso dove le urgenze nazionali vengono scaricate sulla tenuta dell’Unione, significa essere molto più deboli, perché ognuno ha diritto di imporre il proprio veto, la propria condizione. Si è schiavi delle contingenze, schiavi del presente, schiavi del Rutte di turno che deve far vedere al suo Salvini di turno, oggi il populista olandese Geert Wilders (quello del “neanche un cent all’Italia”, ndr), che lui è capace di sfasciare tutto ancora meglio del suo competitore di primavera alla poltrona di primo ministro.

L’Olanda ostruisce, però nell’ostruzione avanza anche una osservazione non del tutto peregrina: l’Italia non ha dato in passato buona prova di saper mettere a frutto gli aiuti comunitari. È così irragionevole chiederle impegni concreti a fronte del contributo mutualistico?

L’Olanda non è nella condizione di avanzare critiche visto il dumping fiscale che conduce ai danni dei suoi soci. È un gioco abbastanza sporco fregare i soldi delle tasse con trucchetti normativi che le fa perdere il diritto di imporre condizioni.

L’Europa prima del Recovery era una unione moribonda.

Politicamente l’Europa rimane così. Perché averla allargata senza aver approfondito il senso del legame, senza una politica fiscale comune, che senso ha avuto?.

Il Covid l’ha però destata dal sonno profondo.

Vero, si è svegliata, la Merkel ha capito che senza l’Europa la Germania sarebbe un Paese senza potere. Ma tenga sempre a mente la dimensione di questo nuovo attivismo: ogni cittadino europeo è destinatario di una somma pari a circa mille euro per ripartire, rinascere, ritrovare la strada dello sviluppo. Un cittadino americano ne riceverà settemila. Il rapporto di uno a sette illustra la condizione di fragilità dell’Unione che è la sintesi di un governo senza democrazia. L’obbligo dell’unanimità è l’arma del suicidio.

Lei è noto per sostenere lo Stato imprenditore.

Lo Stato deve intervenire, e ha un diritto superiore quando gli affari privati riguardano servizi pubblici.

Quindi approva l’iniziativa del governo italiano di acquisire il controllo di Autostrade?

Assolutamente sì. Il vero banco di prova però – per Giuseppe Conte come per gli altri leaders europei – è far pagare le tasse a Google e Apple che non sono più multinazionali ma Stati sovrani.

Foto LaPresse/Nicolò Campo 29/09/2018 Torino (Italia) Cronaca Convegno nazionale Cavalieri del Lavoro ‘La rivoluzione digitale’ nella foto: Jean-Paul Fitoussi Photo LaPresse/Nicolò Campo September 29, 2018 Turin (Italy) News Knights of Work National Convention ‘The digital revolution’ in the picture: Jean-Paul Fitoussi

Sorgente: Jean Paul Fitoussi: “Recovery Fund, poca roba: la Ue del Covid non è il Mondo nuovo” – infosannio

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