Italia: L’unico made in Italy è la crisi di Democrazia

10 Giugno 2020 0 Di Luna Rossa

Lo Stato nella palude: il controllo politico-giudiziario, il folle decentramento e il protagonismo del Presidente della Repubblica.

Tra il centro-sinistra e il centro-destra è stato quasi impossibile appianare le differenze per costruire una casa comune della Repubblica e, allo stesso tempo, elaborare uno spazio di esercizio democratico non solo nuovo, ma anche estraneo al bizantinismo del passato. Ha rovinato il progetto di passare da un tipo di Stato all’altro, preservando e correggendo il parlamentarismo e, comunque, rafforzando il ruolo dell’esecutivo, in un momento in cui la frenesia del mondo economico e finanziario richiede decisioni e risposte più rapide e commisurate alla sua complessità e ai suoi ostacoli. La trasformazione quantitativo-qualitativa su scala mondiale non è stata percepita dalla classe dirigente italiana, che ha portato a un’alterazione meramente formale, cioè con una evoluzione quasi nulla e secondo una linea ininterrotta dalla partitocrazia ai partiti personalisti.
A sinistra, le azioni di demonizzazione di Berlusconi sono state fondamentalmente promosse attraverso l’uso – apparentemente legittimo – di procedure legali, per provocare l’indignazione popolare contro l’avversario politico. A tal fine, si è abusato della difesa della Carta costituzionale ogni volta che il centrodestra ha cercato di introdurre alcune revisioni, certamente discutibili e in alcuni casi antiliberali, come nel caso del progetto [i] respinto dagli elettori nel referendum del 25 e 26 giugno 2006 [ii]. D’altra parte, quando il fronte progressista ha governato, sono stati sponsorizzati – godendo della disinformazione istituzionale e del sostegno dei media, dei sindacati e delle associazioni dei datori di lavoro – pratiche e modifiche costituzionali e, allo stesso tempo, riforme legislative, che hanno generato effetti discutibili e sono andate ben oltre gli obiettivi annunciati, come ad esempio:

– Le leggi Bassanini sul decentramento amministrativo (legge 59/1997 del 15 marzo[iii] e legge 127/1997 del 15 maggio[iv]) che, da un lato, hanno ristabilito la rigida separazione tra funzioni esecutive e funzioni di gestione e programmazione, già codificata nella legge 29/1993 del 3 febbraio[v] (“Riforma Barucci”). D’altra parte, hanno determinato un intricato rapporto di fiducia tra i leader ministeriali e regionali e il livello burocratico. La conseguenza è stata che non solo il tasso di corruzione nella pubblica amministrazione è salito alle stelle, ma anche la subordinazione dei funzionari pubblici ai quadri politici è stata riaffermata, intensificando i detestabili fenomeni di “favoritismi” e di nepotismo.

– La modifica, nel 2001, del Titolo V[vi] della Costituzione, ha favorito l’ampliamento delle competenze concorrenti e residue di regioni, province e comuni nel rispetto dei principi europei di sussidiarietà e proporzionalità[vii]. In questo modo, in assenza di meccanismi di solidarietà nella distribuzione delle risorse e di una precisa classificazione dei rispettivi campi d’azione, le differenze tra il nord e il sud del Paese si sono accentuate e l’incidenza della spesa pubblica locale sul debito pubblico si è moltiplicata[viii]. Inoltre, la frammentazione della legislazione in settori chiave (sanità, istruzione, protezione civile ed emergenze, commercio estero, ricerca scientifica e tecnologica, trasporto e distribuzione dell’energia, porti e aeroporti, etc.) ha creato un ambiente instabile per gli operatori economici, contribuendo a minare la coesione territoriale.

– Il sostegno all’ampliamento del ruolo del Presidente della Repubblica, che nel tempo è diventato una consuetudine dannosa, in quanto rappresenta un’espansione arbitraria dei poteri previsti dalla Carta costituzionale. Entrando nel dettaglio, dal citato mandato di Francesco Cossiga[ix] (1985-1992)[x], si è generata un’interpretazione dell’ufficio presidenziale in cui il suo titolare non si è limitato ad essere un custode preventivo della Costituzione, garante dell’unità nazionale e moderatore del dibattito tra l’opposizione e l’esecutivo per garantire un confronto civile e democratico. Al contrario, ha cominciato a giocare a favore di un lato (centro-sinistra) e contro l’altro (centro-destra), a interferire nell’attività legislativa, a partecipare alla composizione dei governi attraverso le indicazioni e persino a determinarne il destino. Quest’ultima azione, certamente la più spinosa, ha portato il capo dello Stato a tracciare variazioni di maggioranze e cambiamenti di governo, attraverso crisi extraparlamentari e convergenze tra forze politiche relegate all’opposizione dagli elettori. Così, trascurando il suo ruolo di neutralità secondo l’eredità dei padri fondatori, è stato coinvolto nella lotta parlamentare. I casi più flagranti sono stati quelli di Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999)[xi]Giorgio Napolitano (2006-2013, 2013-2015) [xii] e Sergio Mattarella (in carica dal 3 febbraio 2015) [xiii].

La deriva democratica e il ritorno alla partitocrazia

Scalfaro è stato complice e coautore nascosto [xiv] nella stesura del decreto “salva ladri” [xv] del 5 marzo 1993 – definito anche “colpo di spugna” [xvi] – svolgendo una competenza tipica dell’esecutivo [xvii]. Il provvedimento presentato dal Governo Amato I (1992-1993) [xviii], tramite il Ministro della Giustizia Giovanni Conso, prevedeva la depenalizzazione del reato di finanziamento illegale dei partiti. In sostanza, questa norma avrebbe permesso a molti delegati con le mani macchiate di evitare procedimenti penali per casi di corruzione e concussione, legati alla raccolta di fondi neri per sovvenzionare l’attività politica e le campagne elettorali. Il provvedimento è stato però abbandonato a causa della forte indignazione popolare e della protesta del gruppo di giudici del tribunale di Milano, che ha costretto il presidente a ritirare la sua firma per salvare la faccia. Successivamente, nel 1994, Scalfaro respinge la nomina di Cesare Previti a Ministro della Giustizia, creando un precedente scoraggiante che non può essere giustificato da valutazioni di opportunità politica. Infatti, a quella data il senatore e avvocato della Finivest, la società di Berlusconi, non aveva in corso alcun procedimento in qualità di imputato né aveva ancora ricevuto alcuna condanna, che sarebbe stata pronunciata solo successivamente con le sentenze “IMI-SIR” e “premio Mondadori”[xix]. In quest’ultimo, la controparte era rappresentata da Carlo De Benedetti, un uomo d’affari vicino all’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e al Partito democratico (PD). Dal punto di vista istituzionale e anticostituzionale, il veto potrebbe essere argomentato sulla base di un evidente conflitto di interessi. Tuttavia, questo ragionamento era infondato perché la stessa presenza di Silvio Berlusconi, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, costituiva un vizio malsano in materia e, in ogni caso, non riprovevole in assenza di una legge ordinaria in materia, attuata solo nel 2004 (legge 215/2004 del 20 luglio) [xx].

Non era la prima volta che Scalfaro, superando i suoi poteri, interferiva nella composizione di un gabinetto; tale comportamento avvenne nel 1992 quando – nel bel mezzo della tempesta giudiziaria che avrebbe spazzato via la “Prima Repubblica” – esortò il segretario del Partito socialista italiano (PSI), Bettino Craxi, a dimettersi da primo ministro [xxi], per favorire l’investitura di un altro compagno socialista, il giurista Giuliano Amato [xxii]. Questo atteggiamento di ostacolo e condizionamento alla formazione dei dirigenti, si è manifestato in modo anomalo quando il sostegno parlamentare al Governo Berlusconi I (1994-1995)[xxiii], che soffriva di un consenso instabile in Senato, è stato personalmente coinvolto nel facilitare il ritiro. Nasce così l’operazione nota come “ribaltone”: un cambio di maggioranza che porta alla nascita del Governo Dini[xxiv], il primo “dirigente tecnico” della “Seconda Repubblica”.

La definizione di “dirigente tecnico” è uno stratagemma tipico della pratica del “Transatlantico”[xxv], con accordi che nascono nei corridoi delle Camere e si concretizzano poi in ville, uffici e uffici privati, dove si determina la cooptazione di esperti, professionisti e burocrati. Sono tutti individui che appartengono a cricche e lobby legate a partiti politici e che provengono da organizzazioni nazionali e internazionali[xxvi], amministrazioni pubbliche, società partecipate[xxvii], società di capitali, associazioni private[xxviii], università e centri di ricerca[xxix]. È più opportuno evitare la dissimulazione e chiamare questo tipo di reggenza un “governo politico formato da tecnocrati”. Nella febbrile esperienza repubblicana questo strumento è stato, ciclicamente, il cavallo di Troia per scaricare la responsabilità di misure impopolari, trasferendole a specialisti non sollecitati dalla volontà generale né dalle future elezioni e, quindi, promotori di un approccio razionale-quantitativo indifferente alla realtà socio-politica. Nella stazione “post-Tangentopoli”, questo tipo di governo ha rappresentato la porta di servizio attraverso la quale la coalizione di centro-sinistra ha sovvertito – con manovre di palazzo – i risultati elettorali sfavorevoli, aggravando un perverso trasformismo e trasfuguismo, che ne ha permesso l’installazione nel comando da parte di delegati.

Ancora più energica è stata l’ingerenza di Giorgio Napolitano, la cui presidenza è stata procrastinata da una seconda rielezione, inusuale nel quadro istituzionale italiano; come ha sottolineato Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2006 ha rifiutato di riprendere l’incarico dichiarando che: “Il rinnovo di un mandato lungo, come quello di sette anni, non si adatta alle caratteristiche della forma repubblicana del nostro Stato” [xxx]. Il potere di Napolitano di interferire nei rapporti tra il governo e le camere è stato così forte che si è guadagnato il nome di “Re Giorgio“[xxxi]. D’altra parte, la carriera politica dell’ex presidente è stata piuttosto ambigua, passando da militante in gioventù dei Gruppi Universitari Fascisti (GUF), a marxista intransigente fino alla fine degli anni 60′. In questo periodo la sua carriera prese un’altra piega e si associò alla corrente moderata e riformista di Giorgio Amendola, che si allontanò dalla linea internazionalista e filosofica, pur rimanendo nel Partito Comunista Italiano (PCI). Napolitano, in qualità di capo dello Stato, ha agito in accordo con le pressioni della Commissione Europea, impaziente di ottenere le dimissioni[xxxii] dell’esecutivo Berlusconi IV (2008-2011)[xxxiii]. Il leader di Arcore era riluttante ad adottare la politica di rigore richiesta dalla “Troika”, in un periodo in cui l’attacco speculativo ai titoli di Stato lo metteva ancora una volta di fronte al dilemma di scegliere tra la protezione degli interessi personali e quella della nazione. Nel novembre 2011, con una trama tessuta al buio, si è aperta la strada al “gabinetto tecnico” del senatore a vita Mario Monti (2011-2013)[xxxiv], giustamente soprannominato il “governo del presidente”[xxxv].

Questo primo ministro vicino al Vaticano, membro del controverso [xxxvi] club Bilderberg [xxxvii], presidente onorario europeo della Commissione Trilaterale [xxxviii] e già membro delle commissioni Santer (1995-1999) e Prodi (1999-2004), ha seguito le istruzioni ricevute dai falchi dell’Unione Europea (UE); in altre parole, la Germania, la Francia e i Paesi del Nord, portando avanti un piano di austerità molto duro concordato a Roma [xxxix] con i commissari Michel Barnier e Olli Ilmari Rehn. Al centro di un attacco finanziario, è stato accusato di aver salvato un’altra figura con molteplici conflitti di interesse, essendo un consulente internazionale di Goldman Sachs[xl] ed ex membro del comitato consultivo europeo dell’agenzia di rating Moody’s[xli] (2005-2009).

Queste due entità erano tra gli attori che mettevano in discussione la solvibilità dell’Italia; in particolare, la prima vendeva in massa i propri titoli e la seconda stimava il rischio di default ad alto livello con note di downgrading sul debito sovrano, causando così un rimbalzo dello spread. In altre parole, il prezzo in interessi che il paese ha dovuto pagare per raccogliere il capitale di prestito. Mentre Monti si è affrettato a far cadere tutte le accuse incompatibili con il mandato, è rimasto un grave problema di porta girevole. Una piaga già evidente quando il nuovo capo di governo aveva agito come commissario europeo per la concorrenza (1999-2004), escludendo come aiuti di Stato, e quindi legittimi, circa 258 milioni di euro di fondi pubblici[xlii] che la FIAT – la società in cui aveva ricoperto la carica di membro del consiglio di amministrazione (1988-1990)[xliii] – aveva ricevuto tra il 1999 e il 2002.

Questo fenomeno di collisione con la sfera privata che scivola nella corporatocrazia, è stato riproposto nel dicembre 2011 con la decisione di liquidare, alla banca di Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro di derivati finanziari che sono stati sottoscritti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze dal 1994 (sotto la direzione generale del Tesoro di Mario Draghi, 1991-2001) [xliv]. Si tratta di uno strumento molto contestato a causa dell’indeterminatezza del suo scopo e della mancanza di trasparenza. Con questa decisione, Monti ha aperto la strada ad altre 19 entità – tra cui Goldman Sachs – per fare pressione sul governo affinché chiedesse il rimborso o rinegoziasse questi contratti in modo più vantaggioso. Nel frattempo, si stavano deliberando aumenti delle tasse, nuove tariffe e risparmi nella spesa pubblica attraverso tagli sociali indiscriminati.
Tutto questo, in cambio di un aiuto alla ripresa in corso, lo ha portato dalla modesta crescita dello 0,7% del PIL nel 2011 ad una seconda tremenda recessione nei due anni successivi (-3% nel 2012 e -1,8% nel 2013) [xlv], dopo quella causata dalla crisi del 2008-2009. Allo stesso modo, il debito pubblico, il cui obiettivo principale era la riduzione di Monti, è passato da 10,6 punti percentuali con un rimbalzo assoluto del 7,7%, dal 119,70% del PIL [xlvi] nel 2011, al 130,3% nel marzo 2013 [xlvii], penultimo mese della sua esperienza di governo. Si è trattato di un fiasco evidente, anche se viene ancora travestito da “salvataggio salvifico” da gran parte della stampa, che si occupa mediocremente di propagandare quello che Orwell definisce “bianco e nero”; in altre parole, non solo la negazione della realtà dei fatti e delle cifre, affermando spudoratamente che il nero è bianco, ma anche insistendo sul concetto e negando che sia mai stato ritenuto vero il contrario. In questo modo, ripetute menzogne modificano la percezione del passato e falsificano la storia.

La convergenza in un ambiente plutocratico tra oligarchie di partito – sempre più chiuse e con una tendenza elitaria – e un capo di Stato con uno zelo monarchico, è stata decisiva per la formazione di altri due governi, Letta e Renzi, senza alcuna corrispondenza con il mandato popolare. L’idea dell’esecutivo Letta[xlviii] si è rafforzata nell’aprile 2013 dopo il fallimento della trattativa tra il Movimento 5 Stelle (M5S) e il PD, che in quella fase erano due forze antagoniste con le rispettive coalizioni[xlix], oltre ad essere primo (25,56%) e secondo partito (25,43%)[l] nel turno elettorale. L’esasperazione del caos del quadro politico è stata una conseguenza sia della rottura della logica dell’alternanza generata dal governo Monti sia della problematica legge elettorale 270/2005 del 21 dicembre [li], meglio nota come “Porcellum” o “legge Calderoli”. Perché, date le circostanze, è stato sensato – anche se singolare – che il leader del PD abbia indicato agli elettori come primo ministro papabile, cioè Pier Luigi Bersani, l’iniziativa di stipulare con l’M5S un patto tra le due forze più votate [lii].

D’altra parte, il metodo seguito per favorire la formazione del governo Letta sembrava aberrante, perché si stava considerando un’ulteriore versione della grande coalizione – sempre ideata e benedetta da Napolitano – frutto del rinnovato accordo tra i partiti tradizionalmente rivali del Popolo della Libertà (PoL) e il PD, e, per di più, esteso con l’entrata in vigore delle elezioni civiche (SC in italiano). Così la stessa formula proposta dal governo Monti fu concordata, dopo che i cittadini avevano finito di punirla severamente, determinando il brutale declino del consenso sia per il PdL che per il PD. In particolare, con riferimento alle elezioni legislative del 2008, le due principali formazioni di centro-destra e centro-sinistra hanno perso rispettivamente 6.297.330 e 3.449.272 voti, pari a una diminuzione di 15,82 e 7,75 punti percentuali per ciascuna.

A questo si è accompagnata la schiacciante sconfitta del gruppo guidato dal professor Mario Monti. A proposito, non è stata inaspettata e ingrata, come è stato rivelato all’epoca, la valutazione negativa del corpo elettorale sulla sua gestione. Il professore dell’Università Bocconi si era dimostrato, in maniera favolosa, un capo di governo neutrale e un “super partito” esprimendo, in più occasioni, il suo assoluto rifiuto di candidarsi alle successive elezioni del 2013. Contrariamente a quanto pubblicamente dichiarato, ha organizzato il suo partito personale, Scelta Civica, che ha ottenuto solo un numero esiguo di voti, ponendosi alla testa di un polo centrista di recente fondazione, che ha registrato un risultato simile e deludente (10,56% distribuito come segue: Scelta Civica, SC, 8,30%; Unione di Centro, UdC, 1,79%; Futuro e Libertà per l’Italia, FLI, 0,47%) [liv].

Il fallimento dimostrava che se Monti avesse sottoposto il suo programma al giudizio del Paese – circostanza mai verificatasi – sarebbe stato respinto. Quindi la sua nomina a primo ministro da parte di Napolitano con il sostegno parlamentare trasversale e complice, anche se legale, non era legittima. È stata una decisione forzata che ha privato il popolo del diritto laico e sacrosanto di partecipare, con il suo voto, ai metodi e alle decisioni del governo, esprimendo così il suo sostegno e la sua fiducia.

[i] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, Senato della Repubblica, “Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Modifiche al Titolo I della Parte II della Costituzione.»”, GU Serie Generale n. 269 del 18-11-2005, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/11/18/05A10953/sg. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[ii] DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI, “Referendum costituzionale. Approvazione legge di modifica alla parte seconda della Costituzione”, disponible en: https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=25/06/2006&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[iii] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, “Legge 15 marzo 1997, n. 59,  Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”, GU Serie Generale n. 63 del 17-03-1997 – Suppl. Ordinario n. 56, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/03/17/097G0099/sg. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[iv] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  “Legge 15 maggio 1997, n. 127, Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo”, GU Serie Generale n. 113 del 17-05-1997 – Suppl. Ordinario n. 98, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/05/17/097G0161/sg.  (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[v] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, “Testo aggiornato del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, recante: ‘Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421‘”, GU Serie Generale n. 119 del 25-05-1998 – Suppl. Ordinario n. 98, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/05/25/098A3857/sg.  (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[vi] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, “Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”, GU Serie Generale n. 248 del 24-10-2001, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/10/24/001G0430/sg. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[vii] PARLAMENTO EUROPEO, “Fichas temáticas sobre la Unión Europea. El principio de subsidiariedad”, disponible en: https://www.europarl.europa.eu/factsheets/es/sheet/7/el-principio-de-subsidiariedad. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[viii] DETTI BRUNO, “La riforma del Titolo V del 2001 – un’ipotesi sul declino dell’Italia”, disponible en:  https://scenarieconomici.it/la-riforma-del-titolo-v-del-2001-unipotesi-sul-declino-dellitalia-di-bruno-detti/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[ix] FONTE, Michel, “La crisis de la democracia en Italia: partidocracia y cesarismo regresivo – primera parte”, disponible en: https://rebelion.org/la-crisis-de-la-democracia-en-italis-partidocracia-y-cesarismo-regresivo/.  (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[x] PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, “Francesco Cossiga”, disponible en: http://presidenti.quirinale.it/Cossiga/cos-biografia.htm. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xi] PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, “Oscar Luigi Scalfaro”, disponible en: http://presidenti.quirinale.it/Scalfaro/sca-biografia.htm. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xii] PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, “Giorgio Napolitano”, disponible en: http://presidenti.quirinale.it/Napolitano/nap-biografia.htm. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xiii] PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, “Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”, disponible en: https://www.quirinale.it/page/biografia. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xiv] ZURLO, Stefano, “Quando il giudice Scalfaro uccise la prima Repubblica”, disponible en: https://www.ilgiornale.it/news/quando-giudice-scalfaro-uccise-repubblica.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xv] FONTE, Michel, “Por qué Italia nunca salió del proceso «Manos limpias» – segunda parte”, disponible en: https://rebelion.org/por-que-italia-nunca-salio-del-proceso-manos-limpias-segunda-parte/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xvi] EL PAÍS, “Italia no perdona”, disponible en: https://elpais.com/diario/1993/03/11/opinion/731804401_850215.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xvii] En Italia se distingue entre decreto ley, decreto legislativo, diseño de ley, proposición de ley y proyecto de ley, según el sujeto que se hace impulsor de la propuesta. En particular, se define:
– decreto ley, una norma emanada por el poder ejecutivo en casos de urgencia y necesidad sin la intervención o autorización previa del Parlamento (art. 77 Cost.);
– decreto legislativo (D.lgs. por su abreviatura en italiano), un proyecto con rango de ley procedente del poder ejecutivo, pero con una delegación expresa del poder legislativo, que es el único competente a recomendar los principios y criterios a seguir y el marco general de la actividad normativa (art. 76 Cost.);
– diseño de ley cuando la iniciativa es emprendida por el gobierno o miembros del senado (art. 71  Cost. y art. 94 Cost.);
– proposición de ley cuando sus promotores son, separadamente, los diputados, el Consejo Regional (art. 121 Cost.), 50 mil electores (art. 71 Cost.) y el Consejo Nacional de la Economía y el Trabajo, mejor conocido como CNEL (art. 99 Cost.);
– proyecto de ley cuando no se especifica cuál de los actores aludidos ha adoptado la iniciativa.
Sobre las normas citadas ver SENATO, “Constitución italiana”, disponible en: https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/relazioni/libreria/novita/XVII/COST_SPAGNOLO.pdf. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xviii] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Amato”, disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/xi-legislatura-23-aprile-1992-16-gennaio-1994/governo-amato/3169. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xix] CASS. PEN., Sez.VI, 4 maggio 2006, dep. 5 ottobre 2006, n. 33435, “P. Battistella, V. Metta, A. Pacifico, C. Previti, F. Rovelli, R. Squillante”, pp. 65-102, disponible en: www.genovaweb.org/materiali/sentenza%20previti.zip. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xx] GAZZETTA UFFICIALE, “Legge 20 luglio 2004, n. 215, Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi” GU Serie Generale n. 193 del 18-08-2004, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2004-08-18&atto.codiceRedazionale=004G0212&elenco30giorni=false.  (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxi] STEFANONI, Franco, “Governo e ministri: quando il capo dello Stato dice no, da Bettino Craxi a Cesare Previti”,   disponible en: https://www.corriere.it/politica/cards/governo-ministri-quando-capo-stato-dice-no-bettino-craxi-cesare-previti/1992-scalfaro-dice-no-craxi.shtml. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxii] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Amato”, cit.
[xxiii] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Berlusconi I”, disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/legislatura-xii-15-aprile-1994-16-febbraio-1996/governo-berlusconi-i/2961. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxiv] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Dini”, disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/legislatura-xii-15-aprile-1994-16-febbraio-1996/governo-dini/2959. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxv] El Transatlántico es un suntuoso y enorme pasillo del palacio Montecitorio, sede de la Cámara de Diputados, así llamado por su estructura y mobiliario que recuerdan los de las naves transoceánicas. Es el lugar donde a menudo se consumen crisis de gobierno, traiciones y se cierran tratos, es también llamado “salón de los pasos perdidos”. Sobre el tema ver GIOVANNETTI, Giorgio, “La crisi del parlamento nella sua rappresentazione sequenze a confronto” en “La crisi del Parlamento nelle regole della sua percezione” a cargo de CONTI, Gian Luca, MILAZZO, Pietro, Pisa University Press, Pisa, 2017, pp. 85-90.
[xxvi] Fondo Monetario Internacional (FMI), Banco Mundial (BM), Banco de Pagos Internacionales (BPI), Banco Central Europeo (BCE), Banco de Italia, Comisión Europea (CE), Agencia Europea de Medio Ambiente (AEMA), Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económicos (OCDE),  Tribunal de Justicia de la Unión Europea (TJUE), Organización de las Naciones Unidas (ONU), Organización del Tratado del Atlántico Norte (OTAN), Organización Mundial de la Salud (OMS), Cruz Roja.
[xxvii] Ministerio del Interior, Ministerio de la Defensa, Ministerio de Hacienda, Presupuesto y Planificación Económica, Ministerio de Asuntos Exteriores y Cooperación Internacional, Ministerio de Políticas Agrícolas, Alimentarias y Forestales (MIPAAF), Ministerio de Educación, Ministerio del Patrimonio y las Actividades Culturales y el Turismo (MiBACT), Abogadura del Estado, Corte Suprema de Casación, Corte Constitucional, Tribunales de Apelación, Tribunales Administrativos Regionales (TAR), Consejos de Estado, Policía de Estado, Consejo Nacional de Investigación (CNR), Instituto Nacional de Física Nuclear (INFN), Agencía nacional por las nuevas tecnologías, energía y desarrollo económico sostenible (ENEA), Consejo Superior de Salud, Ferrocarriles Italianas del Estado (FS), Corporación Nacional de Hidrocarburos (ENI), Leonardo S.p.A. (ex Finmeccanica), Entidad Nacional de Electricidad (ENEL), Mefop.
[xxviii] Fábrica Italiana de Automóviles de Turín (FIAT), Olivetti S.p.A., Telecom Italia S.p.A., Italcementi S.p.A., Asociación Bancaria Italiana (ABI), Unicredit, Banco Nacional del Trabajo (BNL), Banca Intesa San Paolo, Poste Italiane S.p.A, CIR – Compagnie Industriali Riunite S.p.A, Astaldi S.p.A., Grupo Goldman Sachs, The Coca-Cola Company, Moody’s Corporation, McKinsey & Company Inc, Pirelli & C. S.p.A., Reply S.p.A., Confederación General de la Industria Italiana (Confindustria), Il Sole 24 Ore, Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A (GEDI), Arnoldo Mondadori Editore, Avvenire, Observatorio Mediterráneo de Energía (OME), Instituto para las Obras de Religión (IOR), Comunidad de San Egidio, Comunión y Liberación.
[xxix] Libre Universidad Internacional de Estudios Sociales Guido Carli (LUISS), Universidad de Roma La Sapienza, Politécnico de Milán, Politécnico de Turín, Universidad de Bolonia (UniBO), Universidad Católica del Sagrado Corazón (UCSC), Universidad Comercial Luigi Bocconi, Universidad de Princeton, Universidad de Cambridge, Universidad de Harvard, Universidad Yale,  Universidad de Maastricht, Instituto Aspen, Organización Bruegel, Consejo Atlántico, Comisión Trilateral, Club Bilderberg, Fundación Italia-Estados Unidos, Observatorio Europeo del Ahorro (OEE), Academia Nacional de los Linces, Sociedad Dante Alighieri, Asociación para el desarrollo de la industria en el sur (SVIMEZ).
[xxx] SIMONE, Michele, “Il settenato di Carlo Azeglio Ciampi e l’elezione dei presidenti della Camera e del Senato” en  “La civiltà cattolica”, quaderno 3741, anno 157, Roma, 6 maggio 2006,  p. 391.
[xxxi] COALA, Gino, “Giorgio Napolitano, la verità di Bersani su Re Giorgio: ‘Cosa accettò per far scordare il passato comunista’”, disponible en: https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13420130/giorgio-napolitano-pierluigi-bersani-passato-comunista-golpe-2011-mario-monti.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxii] LA REPUBBLICA, “Berlusconi ha rassegnato le dimissioni la folla urla «buffone» e lancia monetine. Pdl, sì a Monti. Letta: faccio passo indietro” disponible en: https://www.repubblica.it/politica/2011/11/12/dirette/crisi_12_novembre-24884019/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxiii] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Berlusconi IV”, disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/xvi-legislatura-dal-29-aprile-2008-al-23-dicembre-2012/governo-berlusconi. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxiv] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Monti”disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/xvi-legislatura-dal-29-aprile-2008-al-23-dicembre-2012/governo-monti/332. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxv] POLITO, Antonio, “Napolitano: «Il governo del presidente è solo una fantasticheria. Ora basta cortine fumogene»”, disponible en: https://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/elezioni-2018-napolitano-il-governo-presidente-solo-fantasticheria-ora-basta-cortine-fumogene-c58c9ab2-039b-11e8-93bb-ec4bb3ac447d.shtml. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxvi] FRITTOLI, Edoardo, “Bilderberg: il gruppo dei “poteri forti”e le teorie del complotto mondiale”, disponible en: https://www.panorama.it/economia/bilderberg-il-gruppo-dei-poteri-forti-e-le-teorie-del-complotto-mondiale?rebelltitem=1#rebelltitem1. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxvii] BILDERBERG MEETINGS, “Former steering committee members”, disponible en: https://www.bilderbergmeetings.org/background/steering-committee/former-steering-committee-members. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxviii] THE TRILATERAL COMMISSION, “Membership in January 2020, Executive Committee” disponible en: http://trilateral.org/page/7/membership. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xxxix] LETTERA43, “L’Europa sdogana Monti”, disponible en: https://www.lettera43.it/leuropa-sdogana-monti/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xl] ANSA, “Monti lascia la Bocconi e altri incarichi”, disponible en: https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2011/11/24/visualizza_new.html_14787592.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xli] INDINI, Andrea, “Bufera su Monti e Moody’sPalazzo Chigi nega l’accusa:»Non si occupava di rating»”, disponible en: https://www.ilgiornale.it/news/interni/bufera-su-monti-e-moodyspalazzo-chigi-nega-laccusanon-si.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlii] COBIANCHI, Carlo, “Chi è davvero Mario Monti. I segreti dell’uomo dei tagli”, disponible en: https://web.archive.org/web/20120426072416/http://blog.panorama.it/economia/2011/11/21/chi-e-davvero-mario-monti-i-segreti-dell%E2%80%99uomo-dei-tagli/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xliii] IL SOLE 24 ORE, “Mario Monti, economista, presidente della Bocconi, ex Commissario europeo” disponible en: https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-09/mario-monti-economista-presidente-195052.shtml?uuid=AacZgCKE. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xliv] PIANA, Luca, “Deriva di Stato, i contratti segreti che hanno svenduto l’Italia alle banche” disponible en: https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2017/02/09/news/deriva-di-stato-1.295103?preview=true. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlv] EXPANSIÓN/DATOSMACROS.COM, “PIB de Italia”, disponible en: https://datosmacro.expansion.com/pib/italia. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlvi] EXPANSIÓN/DATOSMACROS.COM, “Deuda Pública de Italia”, disponible en: https://datosmacro.expansion.com/deuda/italia. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlvii] BANCA D’ITALIA EUROSISTEMA, “Supplementi al Bollettino Statistico, Indicatori monetari e finanziari, Finanza pubblica, fabbisogno e debito”, Nuova serie, Anno XXIII – 14 Giugno 2013, numero 30, disponible en: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2013-finanza-pubblica/index.html. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlviii] GOVERNO ITALIANO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, “Governo Letta”, disponible en: http://www.governo.it/it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/xvii-legislatura-dal-15032013/governo-letta/330. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[xlix] El M5S se presentó a la competición electoral de 2013 sin cerrar ningún pacto.
[l] DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI, “Archivio storico delle elezioni”, disponible en: https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[li] GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  “Legge 21 dicembre 2005, n. 270, Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, GU Serie Generale n. 303 del 30-12-2005 – Suppl. Ordinario n. 213, disponible en: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/12/30/005G0284/sg. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[lii] SAPPINO, Luca, “Bersani e Grillo, com’è andata”, disponible en: https://espresso.repubblica.it/googlenews/2013/05/03/news/bersani-e-grillo-com-e-andata-1.53976. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
[liii] Declaración de 25 de septiembre de 2012, IL CORRIERE DELLA SERA, “Monti: «Io senatore a vita, non mi candido»”, disponible en: https://www.corriere.it/politica/12_settembre_25/monti-cnn-io-senatore-non-candidato-elezioni_73f724ae-0745-11e2-8daa-75c6fff9e45c.shtml?refresh_ce-cp. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).
    Declaracion de 23 de diciembre de 2012, LA PRESSE, “Monti: Non mi candido ma pronto a rifare il premier”,   disponible en: https://www.lapresse.it/politica/monti_non_mi_candido_ma_pronto_a_rifare_il_premier-371034/news/2012-12-23/. (Fecha de la consulta: 23/05/2020).

 

 

[liv] DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI, “Archivio storico delle elezioni”, disponible en: https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=24/02/2013&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S. cit.

Michel Fonte

Sorgente: VOCI DALLA STRADA: Italia: L’unico made in Italy è la crisi di Democrazia

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