Ambasciatore UE in Venezuela, 72 ore per abbandonare il paese | Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

30 Giugno 2020 0 Di marco zinno

Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

L’ambasciatrice dell’Unione Europea a Caracas ha 72 ore per lasciare il Paese, dopo che il Presidente Maduro ha preso la decisione in risposta alle ennesime sanzioni, le quali, per la prima volta, colpiscono sia i chavisti che gli oppositori favorevoli alle elezioni: in pratica una vera e propria ingerenza della UE a favore dell’altra parte della opposizione, quella golpista.

Durante la presentazione del Premio nazionale Simón Bolívar per il giornalismo al palazzo Miraflores a Caracas, il Presidente ha comunicato la decisione chiedendo nel contempo ai funzionari dell’Unione Europea di togliersi di dosso la tradizione coloniale e suprematista con la quale attaccano popoli liberi e sovrani.

“Dal Venezuela ve lo diciamo in maniera chiara e ferma, senza aver paura di nessuno. Basta col colonialismo europeo contro il Venezuela!
L’Unione Europea vuole minacciare tutti quei venezuelani e quelle venezuelane che intendono iscriversi e partecipare per un seggio da deputato.
Poche ore fa la suprematista Unione Europea ha sanzionato altri venezuelani che fanno parte delle istituzioni dello Stato e che difendono la Costituzione.
Stavolta ha sanzionato sia i deputati chavisti della Assemblea Costituente sia i vertici oppositori della Assemblea Nazionale poiché si sono rifiutati di eseguire gli ordini della ambasciata europea a Caracas.
Ma chi sono loro per decidere di sanzionarci?
Chi sono per tentare di imporsi con la minaccia?
L’Unione Europea prosegue col suo atteggiamento arrogante, suprematista, l’atteggiamento di chi si sente superiore a noi.
Da casa loro pretendono analizzarci, decidere chi si comporta bene, chi si comporta male, da lì vogliono decidere chi deve fare questo e chi deve fare quello.
È un atteggiamento erede del vecchio e schifoso colonialismo europeo che ha riempito di schiavitù, di morte e di distruzione i continenti americano, africano e asiatico.
Noi da qui parliamo chiaro e duro all’Unione Europea.
Ovvio che parliamo duro, non abbiamo paura di nessuno a questo mondo.
Basta! Per questo motivo ho deciso di dare 72 ore alla ambasciatrice della Unione Europea a Caracas per abbandonare il nostro paese ed in questo modo dimostrare che esigiamo rispetto dalla Unione Europea.
Basta col colonialismo europeo contro il Venezuela! Basta con la persecuzione, con l’interventismo, con il suprematismo e col razzismo! Basta! 72 ore e fuori dal paese!
Le presterò un aereo affinché se ne vada.
Poi un giorno sistemeremo le cose con l’Unione Europea, ma per adesso, se non ci rispettano, che se ne vadano.
Il Venezuela va rispettato, sia nella sua integrità, sia come nazione, sia come istituzione.
Io lo so…. l’Unione Europea gioca d’anticipo.
Loro sono come la coda di Donald Trump… che vergogna, 27 paesi che formano un continente con un gran potere economico, militare, politico.
Inginocchiati di fronte a Donald Trump e alla sua politica di aggressione contro il Venezuela.
Chi è in grado di capire questo atteggiamento in Europa? Chi è in grado di spiegare la loro politica errata riguardo al nostro paese?
Riconoscono un fantoccio (Guaidó) come presidente incaricato.
Io mi sono riunito varie volte con gli ambasciatori europei presenti qui in Venezuela.
Loro stessi si vergognano di quello che è successo in quel febbraio 2019 ed io glielo ho detto chiaro: andrete incontro ad un fallimento.
Glielo abbiamo detto più volte.
Glielo ho detto io, glielo ha detto il nostro ministro degli esteri Arreaza, glielo ha detto la nostra vicepresidente.
Glielo abbiamo detto, ridetto, ridetto, ridetto….
E infatti hanno fallito terribilmente, clamorosamente. L’Europa ha fallito nella vicenda di quel fuorilegge di Juan Guaidó.
Lo riconoscono anche i mezzi di informazione europea.
Ma a loro non basta, vogliono correggere l’errore continuando nell’errore, aggredendo il Venezuela, aggredendo le istituzioni, aggredendo tutti i settori politici.
Il loro intento è voler evitare ciò che sarà inevitabile.
Vogliono minacciare tutti coloro che nell’esercizio dei loro diritti politici, sia come gruppo, sia come partito che come semplice cittadino, decidano di iscriversi per concorrere all’incarico di deputato della Assemblea Nazionale.
Questo è ciò che cercano: chiunque si iscrive nelle liste dei candidati sarà sanzionato.
E in questo modo pensano di metterci paura.
Uh, che paura che abbiamo…. non dormiremo la notte… (ironico).
Preparatevi! Signori suprematisti, colonialisti e razzisti di questi organismi della Unione Europea.
Perché in Venezuela ci saranno elezioni parlamentari libere, trasparenti e con la partecipazione di migliaia di candidati e candidate.
Preparatevi a bere la bevanda amara.
Questo è ciò che vogliono evitare.
Se loro potessero farlo invierebbero le loro navi da guerra, invierebbero un milione di soldati per occupare il Venezuela ed evitare le elezioni.
Però non possono perché sarebbero i loro stessi popoli ad impedirglielo. Non possono perché il mondo multipolare di oggi glielo impedirebbe. Non possono!”

In un altro passaggio del suo discorso Maduro ha annunciato che le azioni diplomatiche contro l’ambasciatore spagnolo per la sua partecipazione all’incursione terroristica contro il Venezuela sono in corso. “L’ambasciata spagnola in Venezuela è stata complice del terrorista Leopoldo López per organizzare il piano di incursione armata mercenaria per assassinarmi, per assassinare ai comandi militari del paese. Non lo dico solo io, lo ha detto addirittura il Wall Street Journal pochi giorni fa.
Un piano progettato per imporre un governo con la forza, per compiere un colpo di Stato collocando un governo burattino nelle mani degli Stati Uniti d’America.
Noi, da parte nostra, continueremo a difendere e a lottare per conquistare spazi di pace, convivenza e armonia. Questo è l’obiettivo fondamentale della vita istituzionale e politica del nostro paese”.

(Nostra traduzione. In caso di condivisione separata dal post, gentilmente citare la fonte)

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