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L’annessione sarà il colpo di grazia per gli ebrei americani che sostengono Israele | Assopace Palestina

Che cosa pensano i giovani liberal statunitensi filo-israeliani della potenziale annessione degli insediamenti in Cisgiordania? Haaretz parla con alcuni di loro per capire se questa potrebbe essere la fine di una bellissima amicizia.Danielle ZiriHaaretz, 15 maggio 2020Un manifestante a Bilin sventola una bandiera palestinese di fronte alle truppe israeliane durante una protesta contro il muro di separazione in Cisgiordania. Sullo sfondo l’insediamento israeliano di Modi’in Ilit.Se Israele va avanti con i suoi piani di annessione in Cisgiordania, questo sarà il colpo di grazia per i giovani Ebrei americani, spingendoli finalmente a lavarsi le mani dei loro cugini di là dell’oceano? “Sarebbe una mossa decisamente sbagliata”, dice una auto-dichiarata sionista, Sophie Nir. “Penso che questo sarebbe un colpo di grazia per il sostegno americano (ebraico) a Israele”.Nir, 25 anni, lavora come consulente politica del Partito Democratico, concentrandosi sulle gare statali e locali a New York. Suo padre è israeliano e l’attaccamento di Nir allo stato di Israele deriva dalla sua educazione. Tuttavia il suo appoggio all’esistenza di Israele “non significa che io sostenga tutto ciò che fa Israele; non ha niente a che vedere con questo”, afferma.Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha continuato a parlare da più di un anno di annettere la Valle del Giordano e gli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Ora il suo nuovo governo potrebbe portare al voto nel governo o nel Parlamento un piano di annessione già il 1° luglio, sempre che vi sia il “pieno accordo” dell’amministrazione statunitense.Il piano, avvertono i critici, metterebbe ufficialmente fine alla possibile soluzione dei due stati, e potenzialmente portare perfino al crollo dell’Autorità Palestinese.Sophie Nir. “Il mio rapporto con Israele e i mio sostegno a Israele non è condizionato in nessun modo da qualsiasi cosa succeda nella politica israeliana.” Gili Getz“Io amo Israele, ma…”Per molti Ebrei americani liberal le politiche di destra del governo Netanyahu nel corso degli ultimi anni sono state difficili da sopportare. Ebrei americani come Nir sono preoccupati di quello che l’annessione potrebbe causare alle relazioni fra Israele e la comunità ebraico-americana, che è in grande maggioranza di tendenza democratica.“Credo che se Netanyahu fa questo, sarà così spiazzante per la sinistra americana, per la comunità ebraica, per la gente, che in effetti non sa molto della politica di Israele ma sa che il Presidente Donald Trump è pessimo. Quindi, qualunque cosa faccia Trump e qualunque cosa Netanyahu e Trump facciano insieme sarà un disastro,” afferma Nir. “Credo semplicemente che sia strategicamente perdente”.Per Jenna Weinberg, 31 anni, la possibilità che Israele possa procedere con l’annessione è, in una parola, “allarmante”.Gentile concessione di Jenna Weinberg“Io, come i miei genitori, non ho mai vissuto in un mondo dove Israele non esisteva”, afferma. “E l’annessione mi spinge, per la prima volta, a pensare che potrebbe non esistere più nel corso della mia vita, almeno non nel modo in cui i fondatori di Israele lo avevano immaginato.”“L’Israele che mi è stato insegnato a scuola, o al campo estivo, quell’Israele potrebbe cessare di esistere nel corso della mia vita. E questo sarebbe uno sfregio capitale alla mia identità,” afferma.Crescendo in una comunità ebraica a Baltimora, Weinberg afferma che Israele era “inestricabilmente legato a ciò che significava essere un’Ebrea americana.” Ha studiato ebraico iniziando alla scuola materna, ha celebrato le giornate delle commemorazioni israeliane a scuola, e ha frequentato un campo estivo ebraico dove incaricati israeliani “arricchivano” la sua comprensione “di ciò che realmente significa essere israeliano”.Prima di andare al college, Weinberg ha perfino preso un anno sabbatico per fare volontariato in Israele, lavorando in un centro diurno per anziani a Bat Yam. Oggi lavora come volontaria nel comitato del New Israel Fund, una associazione senza scopo di lucro, precedentemente criticata da Netanyahu e da altri politici di destra per alcune delle sue campagne. Il futuro di Israele, afferma, è importante per lei. Ma crede che la potenziale annessione della Valle del Giordano e di parti della Cisgiordania avrà effetti su tutta la comunità.Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu controlla la mappa della zona durante una visita all’insediamento di Ariel, in Cisgiordania. 24 Febbraio 2020. Sebastian Scheiner/AP“Credo che l’annessione spingerà gli Ebrei americani sempre più in quella che è già una tendenza, cioè la decisione di non identificarsi con lo stato di Israele perché è in ogni caso troppo complicato, o perché fondamentalmente non possono avere un rapporto con un paese che si sta comportando in modo così contrario ai loro valori”, afferma. “Mi sembra, già nel corso degli ultimi dieci anni, di avere avuto così tante conversazioni con coetanei che hanno deciso semplicemente di allontanarsi”.”Come Nir, anche Weinberg è preocc

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