Decreto Rilancio, accordo nella notte: «Sì anche su migranti, colf e badanti»

Decreto Rilancio, accordo nella notte: «Sì anche su migranti, colf e badanti»

13 Maggio 2020 0 Di Luna Rossa

Dopo una giornata di tensioni, con la mediazione tra Pd e M5S, arriva il sì alla regolarizzazione. Esclusi dalla sanatoria i datori di lavoro condannati per caporalato e i reati di sfruttamento della prostituzione e immigrazione clandestina. La maxi manovra da 55 miliardi dovrebbe essere approvata oggi nel Consiglio dei ministri

Arriva nella notte l’accordo sulla regolarizzazione dei migranti che, insieme alla quadratura delle coperture delle misure economiche, apre la strada all’approdo del decreto Rilancio nel Consiglio dei ministri. La riunione, dopo essere slittata per giorni e dopo un estremo tentativo di convocazione nella notte, è in programma per la giornata di oggi. Da Palazzo Chigi dichiarano «raggiunto l’accordo politico». «Nessun problema di coperture», assicurano poi dal ministero dell’Economia: arrivano 10 miliardi per la cig, 4 miliardi per il taglio dell’Irap e 6 miliardi per le Pmi, 2 miliardi per l’adeguamento di negozi e attività produttive alle norme anti Covid, 2 miliardi per misure fiscali, 2,5 miliardi per il turismo e la cultura, 5 per sanità e sicurezza. Una maxi manovra da 55 miliardi che ha costretto il governo a chiedere lo scostamento di bilancio e che è arrivata ormai a quasi due mesi di gestazione.

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Il sì dei 5 Stelle nella notte

I nodi si sciolgono nella notte. Dopo una riunione fiume dei tecnici nel pre-Consiglio, infatti, l’ultimo miglio è ancora atteso in Consiglio dei ministri, con il confronto tra i dicasteri sulla maximanovra da 55 miliardi che mobilita 130 miliardi di liquidità. Ma sul dossier della regolarizzazione dei migranti— con alle spalle due giorni di strappi e tensioni e un invito del premier Giuseppe Conte a rimettersi attorno a un tavolo per trovare la quadra — il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ha potuto annunciare, intorno alla mezzanotte, un accordo «soddisfacente» che mette al centro «il lavoro regolare». Poco prima il ministro M5S degli Esteri Luigi Di Maio, ec capo politico pentastellato, aveva diffuso una nota per dichiarare fiducia a Crimi e al governo e anche la volontà di portare il decreto in Consiglio dei ministri al più presto. Era il segnale di distensione che Palazzo Chigi aspettava. I ministri si rimettono al lavoro sul testo. E dal Pd Peppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, può confermare insieme a Crimi l’intesa raggiunta che, specifica, riguarderà braccianti, colf e badanti, anche italiani: «Non è una questione di bandierine ma di diritti», ha aggiunto.

Le modifiche

L’impianto, sottolineano fonti dem, resta sostanzialmente invariato, con i due binari definiti dal Viminale per l’emersione del lavoro in nero e i permessi di soggiorno temporaneo ai lavoratori stranieri. Arrivano però, a quanto emerge, le rassicurazioni attese dal M5S con alcune modifiche, a partire da una precisazione ulteriore delle norme per escludere dalla sanatoria i datori di lavoro condannati per caporalato o reati come lo sfruttamento di prostituzione e immigrazione clandestina.

Le altre misure

Sul fronte economico, dopo i problemi emersi al tavolo tecnico in particolare sulle coperture della cassa integrazione, il ministero dell’Economia assicura che non ci sono problemi sulle risorse. Tra le varie misure in attesa del via libera del Consiglio dei ministri di oggi arrivano 2 miliardi per gli interventi che consentiranno la ripartenza delle attività produttive e dei negozi adeguandosi alle norme anti-Covid, circa 10 miliardi per ulteriori settimane di Cig e 4 miliardi e mezzo per il bonus autonomi, 12 miliardi di liquidità agli enti locali per il pagamento tempestivo dei propri debiti nei confronti dei fornitori, azzeramento dell’Iva per i dispositivi di protezione individuali, 500 milioni per colf e badanti. Il ministro della Salute Roberto Speranza conferma i 3,25 miliardi per assumere 9.600 infermieri e aumentare del 115% i posti in terapia intensiva. Confermata anche la cancellazione dell’Irap per le imprese fino a 250 milioni di fatturato, spunta infine l’ipotesi di una vendita di immobili pubblici.

Una giornata di tensioni

Le ore che hanno preceduto l’accordo notturno erano state convulse, per il governo. Salti in avanti e frenate, riunioni fiume, centinaia di articoli sotto esame in un pre-consiglio durato tutto il giorno e andato avanti ad oltranza nonostante le pressioni dei ministri Dario Franceschini e Roberto Speranza e dello stesso premier Giuseppe Conte, che volevano riuscire a dare l’ok al più presto. Già in serata, infatti, Palazzo Chigi aveva poi fatto sapere: «L’accordo politico c’è». E che quindi il Consiglio dei ministri di oggi avrebbe dato il via libera. Mancava l’intesa sulla regolarizzazione dei migranti, che in questi giorni ha tenuto banco con un duro scontro tra i partiti di governo per i ripetuti no dei 5 Stelle. La strada nella giornata di martedì era tornata in salita dopo l’ennesimo no dei rappresentanti del Movimento che avevano chiesto di stralciare la sanatoria dal decreto. E alla fine anche quell’accordo è arrivato.

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