Coronavirus diretta, 160 mila morti nel mondo, un quarto negli Usa, in Brasile ruspe per le sepolture

Coronavirus diretta, 160 mila morti nel mondo, un quarto negli Usa, in Brasile ruspe per le sepolture

19 Aprile 2020 0 Di Luna Rossa

Coronavirus, la pandemia ha causato nel mondo 160mila morti con due milioni di persone contagiate. Questi gli ultimi dati riportati dalla Johns Hopkins University che parla di 2.330.259 contagi confermati al livello globale e 160.017 vittime. Sono 598.228 le persone guarite.

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Stati UnitiIl bilancio delle vittime del coronavirus negli Stati Uniti è salito di 1.891 casi nelle ultime 24 ore, raggiungendo quota 38.664. Lo riporta il report della Johns Hopkins University. In Usa si contano 732.197 contagi confermati: è il maggior numero di casi di virus e decessi di qualsiasi Paese del mondo. In Europa i morti sono ormai oltre 100.000, i due terzi delle 157.539 vittime in tutto il mondo.

Pentagono. Il segretario alla Difesa, Mark Esper, prolungherà fino al 30 giugno le restrizioni di viaggio per il personale del Pentagono di fronte all’emergenza del coronavirus. Questo significa che fino a quella data rimarranno bloccati i movimenti di militari, e delle loro famiglie, per nuovi incarichi, sia all’interno degli Stati Uniti che all’estero. Lo ha reso noto il sotto egretario alla Difesa, Matthew Donovan, spiegando che il nuovo ordine, che sostituisce quello che sarebbe scaduto l’11 maggio, sarà in vigore da lunedì prossimo. «Continuare queste restrizioni di viaggio è necessario vista la natura globale dell’impegno del Pentagono – ha detto Donovan in un briefing – abbiamo personale di stanza in tutti i 50 stati ed in molti stati stranieri in tutto il mondo. Mentre molte aree degli Stati Uniti possono essere in una traiettoria positiva – ha aggiunto riferendosi alla curva dei contagi da coronavirus – altre aree e molte altre nazioni non lo sono». «Il segretario Esper continuerà a valutare la situazione sulla base delle valutazioni sulla pandemia del Covid-19 ed ogni 15 giorni condurrà una revisione formale di questa misura per determinare se vi siano le condizioni per riprendere i movimenti dei militari prima del 30 giugno», ha concluso il sottosegretario.

Spagna, il premier Sanchez chiede la proroga del lockdown fino al 9 maggio. Il presidente del governo spagnolo, infatti, ha annunciato che chiederà una ulteriore proroga del lockdown di 15 giorni per contrastare la diffusione del Covid19. In conferenza stampa Sanchez ha sottolineato che servono ulteriori sforzi per «entrare nella fase due del confinamento». La Spagna ha superato la soglia dei 20.000 morti provocati dal coronavirus: è quanto emerge dall’ultimo bollettino della Johns Hopkins University, secondo cui il numero di decessi nel Paese ha raggiunto quota 20.002 a fronte di 190.839 casi. In Spagna finora le persone guarite sono 74.797.

Israele, Netanhyau: «Primo allentamento delle misure». Da oggi Israele avrà un primo graduale allentamento delle misure restrittive introdotte nelle settimane scorse per fronteggiare l’infezione da coronavirus. Lo ha annunciato il premier Benyamin Netanyahu secondo cui «i risultati positivi dei provvedimenti passati consentono un alleggerimento graduale delle restrizioni». La forza lavoro impiegata passerà – ha spiegato – dal 15% attuale al 30% e sarà consentita la riapertura di alcuni settori e negozi: l’operatività dovrà essere contraddistinta da un ‘badge viola’.

Oms. Il ministro dello Sviluppo tedesco, Gerd Mueller, ha proposto oggi un ampliamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per trasformarla in una sorta di centro mondiale per le pandemie. In un’intervista alla radio Deutschlandfunk, Mueller ha detto: «Questa pandemia non è l’ultima», per questo bisognerà essere in grado in futuro di individuare rapidamente nuovi rischi per la salute e per coordinare in tutto il mondo la fornitura di attrezzature mediche e le campagne per il vaccino. Da questo punto di vista «l’Oms si trova in una buona situazione per fare questo». Il ministro ha espresso l’auspicio che questo sia compreso anche dagli Stati Uniti – che nei giorni scorsi hanno minacciato di tagliare i fondi all’Oms accusandolo di aver sottovalutato la pandemia – «dopo l’impatto massiccio di questo virus sulla popolazione, in particolare negli Stati Uniti».

Germania, 3.609 nuovi casi in 24 ore. Sono 3.609 i nuovi casi di coronavirus registrati in Germania nelle ultime 24 ore. Questi i dati del Robert Koch Insitut, che monitora l’andamento dei contagi da Covid-19 in Germania. In totale, secondo il Rki il totale dei casi confermati in Germania è di 137.439. Sono invece 242, afferma, le persone che hanno perso la vita nelle ultime 24 ore dopo aver contratto l’infezione. In totale, è quindi salito a 4.110 il numero delle vittime.

Brasile.  Una dozzina di mini escavatori sono al lavoro nel cimitero Vila Formosa di San Paolo per garantire la sepoltura delle persone decedute per Covid-19. Il sindaco di San Paolo, Bruno Covas, ha dato ordine oggi di aumentare da 4 a 13 i mini escavatori al lavoro nel cimitero. «Faremo tutto il possibile per evitare a San Paolo il ripetersi di scene che abbiamo visto in varie parti del mondo, dall’Ecuador agli Stati Uniti. Vogliamo essere preparati per garantire alle famiglie delle vittime di coronavirus una degna sepoltura dei propri cari», ha detto il sindaco della metropoli paulista, la più colpita dall’epidemia con oltre 900 decessi.

Oltre 90mila contagi in America Latina. Il numero dei contagiati da coronavirus in America Latina ha raggiunto quota 90.059, dei quali 4.247 sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA sulla situazione esistente in 34 nazioni e territori latinoamericani. In appena tre giorni la regione è passata da 80.120 contagi e 3.364 morti, al bilancio odierno. Il Brasile continua a essere il primo Paese nella regione per numero di casi e di deceduti, registrando oltre un terzo dei positivi dell’America Latina con 32.682 casi confermati, e la metà delle vittime, pari a 2.141. Dopo il Brasile, il secondo Paese per numero di contagi nella regione è il Perù, che registra 13.489 casi positivi e 300 vittime fatali. Segue il Cile, con 9.252 contagi e 116 deceduti per coronavirus. L’Ecuador è il quarto Paese in America Latina per numero di casi confermati (8.450) a cui si aggiungono 421 morti, continuando ad essere il Paese della regione più colpito dalla pandemia in rapporto alla popolazione. Nell’elenco delle nazioni con oltre mille casi registrati, seguono il Messico (6.297 positivi e 486 morti), la Repubblica Dominicana (4.126 e 200), Panama (4.016 e 109), la Colombia (3.439 e 153) e l’Argentina (2.758 e 129).

Ultimo aggiornamento: 10:26

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