di GAD LERNER, CARLO PETRINI e MICHELE SERRA

Tra i promotori di un appello per la Festa della Liberazione, noi tre siamo i più prevedibili.Quasi scontati. Tre firme diRepubblica , tre italiani di sinistra.Ma se avrete la pazienza di leggere sul sito di Repubblica il lunghissimo elenco dei firmatari dell’appello “25 aprile 2020 #iorestolibero” avrete molte, anzi moltissime sorprese. È una piccola folla di nomi noti e meno noti profondamente diversi tra loro per mestiere, censo, ruolo sociale, formazione culturale, idee politiche. Soprattutto per le idee politiche. A loro, nei prossimi giorni, contiamo si aggiunga una grande folla che abbia le stesse caratteristiche di varietà umana e pluralità delle opinioni. Sarà la prova, oltre ogni migliore aspettativa, che il 25 aprile si festeggia la nascita della democrazia e il ritorno della libertà: e la libertà è di tutti. Festa civile, di liberazione, di rinascita, di ricostruzione. Chi la osteggia o la ignora, concrescente vigore negli ultimi anni, o non ne ha colto la natura, o lo fa, molto semplicemente, perché tra fascismo e democrazia preferisce il primo. Il valore aggiunto, quest’anno, sarà reagire alla vita in stato d’assedio cui ci costringe la pandemia. Un unicum , speriamo, che chiede risposte altrettanto uniche.

Come la gigantesca messa in Rete delle case, milioni di case, nelle quali viviamo quasi rinchiusi. Le modalità di contatto, e di partecipazione, consentiranno a chiunque lo voglia, il prossimo 25 aprile, di sentirsi in una piazza virtuale, e proprio per questo sconfinata. Potenzialmente la più grande piazza politica mai vista in Italia, puntiforme eppure compatta, unita, serena. L’appuntamento è a partire dalle 14.30 del 25 aprile su RepTv e sulla paginaFacebook “25 aprile 2020 #iorestolibero”. Si aprirà con l’inno di Mameli e si chiuderà con “Bella Ciao”. Sarà una spallata alla solitudine. E il modo migliore, e più diretto, per manifestare l’urgenza del contatto con gli altri, la fraternità e la speranza, sarà la pratica della solidarietà. Ogni partecipante, a partire dal buon esempio dei promotori, è invitato a fare una libera donazione, a seconda delle proprie possibilità, per le associazioni del terzo settore che assistono le mense dei poveri e le persone senza fissa dimora. Le modalità sono dette in altra parte del giornale.

Mano a mano che la storia ci allontana da quel fatidico 1945, diventano più forti il rischio e il dolore di perdere la memoria diretta di quello straordinario, drammatico passaggio d’epoca. Uno a uno i partigiani ci lasciano, e in un momento come questo, nel quale la vita degli italiani più anziani è messa a repentaglio dalla malattia, il valore della vecchiaia, della memoria, dell’esperienza ci sembra inestimabile. Un tesoro che avremmo voluto saper custodire meglio. Anche per questo è importante che siano tantissimi a raccogliere quella testimonianza.

Ogni posto lasciato vuoto da chi ha dovuto andarsene, nella piazza del 25 aprile, deve essere riempito da altri. Molti altri, tra i quali i ragazzi di vent’anni che pur essendo nati nella libertà sono capaci di coglierne, oltre alla bellezza, la fragilità.Viva il 25 aprile.

Sorgente: C’è una piazza per il 25 aprile – la Repubblica

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