Russia, nuovo emendamento costituzionale permetterebbe a Putin di restare al potere fino al 2036 – la Repubblica

Russia, nuovo emendamento costituzionale permetterebbe a Putin di restare al potere fino al 2036 – la Repubblica

10 Marzo 2020 0 Di Luna Rossa

Approvato in seconda lettura dalla Camera bassa del Parlamento dopo un intervento del presidente. Il leader del Cremlino favorevole a ricandidarsi se la Corte Costituzionale è d’accordo. “Il Paese – ha detto – ha esaurito la sua quota di rivoluzioni”.

di ROSALBA CASTELLETTI

Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe restare al potere fino al 2036. La Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato un emendamento costituzionale che azzera il numero di mandati presidenziali del leader uscente permettendogli di ricandidarsi per altri due mandati consecutivi come presidente e di fatto per un quinto e un sesto. L’emendamento deve essere sottoposto a una terza lettura della Duma, approvato dal Senato e firmato dal Presidente e infine – come ha notato lo stesso Putin – approvato dalla Corte Costituzionale e sottoposto al referendum popolare previsto il 22 aprile. Se non ci saranno intoppi, Putin potrà regnare fino al 2036, quando avrà 84 anni di cui 36 passati al potere, più di Josif Stalin.

La giornata era iniziata con la seconda lettura alla Duma degli emendamenti costituzionali da sottoporre a referendum il 22 aprile. Il leader del Partito liberarl-democratico ha proposto di inserire all’ultimo momento un emendamento per indire elezioni legislative. Poi è intervenuta la deputata, nonché prima donna ad aver volato nello spazio, Valentina Tereshkova proponendo un emendamento che revocasse il tetto di due mandati presidenziali consecutivi o quanto meno azzerasse il numero di mandati del presidente uscente.

Dopo un’ora, a sorpresa, Putin in persona si è presentato alla Duma e ha tenuto un discorso ricco di suspense. Ha respinto l’ipotesi di Zhirinovskij di elezioni anticipate, come pure l’idea di revocare il tetto di mandati presidenziali, ma si è detto aperto all’emendamento che avrebbe azzerrato il suo numero di mandati, sempre previo consenso di Corte costituzionale e del popolo. “Il presidente  – ha detto – è il garante della Costituzione. In termini più semplici, è il garante della sicurezza del nostro Paese, della sua stabilità interna e del suo sviluppo evolutivo”. E aggiunto: “Abbiamo avuto abbastanza rivoluzioni: la quota della Russia per le rivoluzioni è stata esaurita”.

Andato via Putin, la Duma ha stralciato l’emendamento di Zhirinovskij e approvato la seconda proposta di Tereshkova che consente al presidente uscente di ricandidarsi nel 2024, allo scadere del suo quarto mandato presidenziale – e secondo consecutivo, come qualsiasi altro cittadino.

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