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La crisi dei profughi siriani mostra che Erdoğan ha l’Europa in pugno

Mentre in Italia si è dato fondo alle scorte sanitarie e anche chi è sano indossa le mascherine, i bambini siriani al confine tra Grecia e Turchia quasi soffocano per il gas lacrimogeno che i militari greci stanno sparando sui migranti che cercano di entrare in Europa. A mostrarlo, un video che sta circolando su Twitter da ieri. Immagini terribili, che di colpo mettono in prospettiva la fobia delle persone verso l’epidemia rispetto all’inferno che le persone vivono alle porte dell’Unione, terra promessa del ventunesimo secolo.

Da quando la Turchia ha aperto i suoi confini, dopo l’attacco delle forze di Assad e degli alleati russi a Idlib, che ha provocato la morte di 33 soldati turchi, la situazione è precipitata. Migliaia di persone (non è chiaro quante) si muovono verso il confine con la Grecia, pronta a respingerli in qualsiasi modo. Anche con i lacrimogeni.

Un caso che aggrava una situazione già precaria soprattutto in Grecia, dove i richiedenti asilo sono stipati in campi sovraffollati e in condizioni precarie, in pericolo costante di furti, risse e stupri. Chi oggi cerca di entrare in Grecia con le propria famiglia, dopo essere scappato dall’inferno della Siria e dalla prigione turca, sgomita per entrare in un altro inferno, quello greco, dove persino i bambini tentano il suicidio.

 

continua su https://www.linkiesta.it/it/article/2020/03/03/turchia-grecia-migranti-confine-profughi-siriani/45655/

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