Coronavirus, Enac: “Sì ai rimborsi anche se il volo non è cancellato”. Ecco come funziona – Repubblica.it

4 Marzo 2020 0 Di Luna Rossa

Coronavirus, Enac: Sì ai rimborsi anche se il volo non è cancellato. Ecco come funziona

 

Le norme europee non lo prevedono in caso di rinuncia volontaria. Ma chi vive in zona rossa o deve partire per un Paese che impone restrizioni agli italiani, finora rischiava di perdere i soldi del biglietto

di FEDERICO FORMICA

Aumenta il numero dei voli cancellati dalle compagnie aeree a causa della diffusione del Coronavirus in Italia. A causa del crollo delle prenotazioni Ryanair ha fatto sapere di aver cancellato il 25% dei voli italiani a corto raggio dal 17 marzo all’8 aprile, ma anche Alitalia, British Airways, Lufthansa e Iberia hanno ridotto la capacità dei propri voli verso il nostro Paese, attraverso cancellazioni o l’utilizzo di aerei più piccoli. Delta e American Airlines hanno sospeso i voli diretti a Milano.

In tutti questi casi il regolamento europeo 261 del 2004 parla chiaro: i passeggeri hanno pieno diritto al rimborso totale del biglietto. Il risarcimento – che secondo le norme Ue va dai 250 ai 600 euro a seconda della lunghezza della tratta – è invece molto difficile da ottenere: se il volo è cancellato per ragioni indipendenti dalla volontà della compagnia (un esempio che potrebbe valere per i voli su Milano, vicina alla zona rossa) non si ha diritto all’indennizzo. Diverso il caso per i voli diretti verso città non sottoposte a restrizioni e neanche vicine a zone che lo sono. Se il vettore cancella il volo per mere esigenze economiche, il risarcimento può essere chiesto.

Enac: sì ai rimborsi extra. Molti passeggeri, però, si trovano in una sorta di limbo: il loro volo non è stato cancellato ma non possono salire a bordo perché vivono in una zona rossa e, quindi, non possono muoversi. Oppure, il Paese di destinazione non li fa sbarcare (ad esempio Israele, ma bisogna sempre tenere d’occhio gli aggiornamenti di Viaggiare sicuri). In teoria si tratta di una rinuncia volontaria (quindi niente rimborso), ma in pratica non è così.

Per questo, sabato scorso l’autorità di settore Enac ha sanato la situazione facendo sapere che in questi casi i passeggeri hanno pieno diritto al rimborso. A Repubblica Enac precisa che il rimborso “deve essere richiesto al vettore facendo riferimento all’Ordinanza o  al provvedimento con il quale è stata disposta dal Presidente della Regione o dal Prefetto la restrizione” e che, se la compagnia aerea si rifiuta di applicarlo, il passeggero “può adire le vie legali o può rivolgersi anche alle Adr/Odr, ossia le Alternative dispute resolutions e Online dispute resolutions”.

Alitalia ha già reso noto che chi avrebbe dovuto viaggiare tra il 23 febbraio e l’8 marzo 2020 ma si trova in zona rossa ha diritto a un “buono di importo pari al valore del biglietto acquistato” valido per l’acquisto di altri biglietti Alitalia, utilizzabile fino al 30 giugno 2020. La richiesta dev’essere fatta entro il 15 marzo. Raggiunta al telefono, Alitalia specifica che chiamando il customer care si può chiedere e ottenere anche il semplice riaccredito della cifra spesa.

Sul suo sito EasyJet si limita a spiegare che il rimborso è possibile per tutti i passeggeri che hanno un biglietto per Israele. Mentre Ryanair spiega a Repubblica che “tutti i clienti interessati da cancellazione dei voli verso destinazioni le cui autorità locali hanno interdetto l’accesso a tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia, sono stati informati via e-mail e SMS con l’opzione di richiedere un rimborso o di riprenotare il loro viaggio”, ma non fa alcun riferimento agli italiani che vivono nelle zone rosse e non possono neanche raggiungere gli aeroporti.

Sorgente: Coronavirus, Enac: “Sì ai rimborsi anche se il volo non è cancellato”. Ecco come funziona – Repubblica.it

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