WikiLeaks: L’OPCW ordina di eliminare “tutte le tracce” sul rapporto che dissente sugli attacchi chimici alla città siriana di Douma

28 Dicembre 2019 0 Di Luna Rossa

La relazione in questione sollevava interrogativi sull’esistenza di pressioni politiche da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia per giustificare il loro intervento militare in Siria

WikiLeaks ha divulgato quattro documenti dell’Organizzazione per il divieto delle armi chimiche (OPCW) relativi alle indagini sul presunto attacco chimico nella città siriana di Douma (Ghouta orientale) nell’aprile 2018. Uno di questi include un’e-mail di Sébastien Braha , capo dello staff del direttore generale dell’OPCW, in cui chiede che il rapporto preparato dagli ingegneri dell’organizzazione debba essere rimosso dall’archivio sicuro.

WikiLeaks

@wikileaks

Email from the Chief of Cabinet at the OPCW, demanding deletion of dissenting engineering assessment: “Please get this document out of DRA [Documents Registry Archive]… And please
remove all traces, if any, of its delivery/storage/whatever in DRA”https://wikileaks.org/opcw-douma/#OPCW-DOUMA%20-%20Release%20Part%204 

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Braha ha chiesto di eliminare “tutte le tracce” del documento che contraddice il rapporto finale dell’agenzia su ciò che è accaduto in Duma; documento che genera anche domande sull’esistenza di pressioni politiche da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia.
La presunta e-mail è stata scritta da Sebastien Braha, capo di gabinetto dell’OPCW. La sua autenticità non è ancora stata confermata, ma l’organizzazione non ha mai affermato che nessuno dei documenti trapelati in precedenza non fossero reali.

Un altro documento pubblicato oggi svela un incontro con diversi esperti di tossicologia e le loro opinioni sul fatto che i sintomi mostrati e riportati nelle presunte vittime dell’attacco siano stati coerenti con un avvelenamento da gas di cloro. “Gli esperti hanno concluso in modo definitivo che non vi era alcuna correlazione tra i sintomi e l’esposizione al cloro” , si legge nel documento, aggiungendo che il capo degli esperti ha suggerito che l’evento era “un esercizio di propaganda”.

L’attacco su Douma, un sobborgo della campagna di Damasco, nell’aprile 2018, spinse in azione i governi occidentali, con gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia che lanciarono una raffica di missili contro quelli che si presumeva che fossero i siti di armi chimiche in Siria.

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