Le regole “sovietiche” del congresso con cui la Lega cambierà. Per sfuggire ai pm a caccia dei 49 milioni | Rep

15 Dicembre 2019 0 By Luna Rossa

Il leader mette in soffitta i riferimenti nostalgici (e divisivi) al Nord e all’indipendenza della Padania. La nuova Lega sarà una federazione di partiti regionali, autonomi da un punto di vista finanziario

di ANTONIO FRASCHILLA

Adesso c’è la data ufficiale che sancirà la nascita della nuova Lega nazionale di Matteo Salvini e accantonerà, in una sorta di bad company, la vecchia Lega Nord di Umberto Bossi con annesso buco da 49 milioni di euro. Sabato 21 dicembre alle 8 al centro congressi Leonardo Da Vinci di Milano nascerà la “Lega per Salvini Premier” nella quale confluiranno tutte le sezioni regionali autonome create davanti ai notai nei mesi scorsi senza fare molto clamore.

Salvini lancia la fase due della Lega fondata da Bossi, mettendo in soffitta riferimenti nostalgici (e divisivi) al Nord e all’indipendenza della Padania. La nuova Lega di Salvini sarà una federazione di partiti regionali, autonomi da un punto di vista finanziario, che si chiameranno “Lega Lombardia Salvini premier”, “Lega Sicilia Salvini premier” e così via. Ognuna di queste leghe avrà un proprio statuto e un proprio conto corrente. Un modo, quest’ultimo, per evitare che eventuali “problemi” sul finanziamento al partito arrivino al cuore della Lega, cioè nella stanza del segretario nazionale.

Sabato si voterà lo statuto nazionale, che di fatto rilancerà sì i temi dell’autonomia regionale, ma avrà al centro “una proposta politica che dovrà interessare tutto il Paese, da Milano a Palermo”, come dice l’ex sottosegretario agli Interni Stefano Candiani.

Un passaggio molto delicato, quello di sabato, che potrebbe creare non pochi malumori tra i deputati, i senatori e i dirigenti leghisti della prima ora. Non a caso nel riservatissimo regolamento del congresso diffuso ieri solo ai delegati si fa riferimento a regole a dir poco “sovietiche” sul voto del nuovo statuto. Innanzitutto i delegati saranno dotati di “un braccialetto inamovibile da tenere sempre in vista”, una sorta di braccialetto elettronico per evitare che non addetti ai lavori possano accedere alle aree riservate.

Ma soprattutto, all’articolo dieci, vengono fissate delle procedure paradossali per proporre modifiche allo statuto scritto in questi mesi da Roberto Calderoli: le proposte di modifica dovranno essere firmate da “almeno 150 delegati” e consegnate alla commissione per il congresso “entro e non oltre giovedì 19”. “Ancora non abbiamo nemmeno la bozza del nuovo statuto, figuriamoci se possiamo pensare a modifiche condivise da 150 persone in poche ore”, sussurra un deputato di lungo corso che fino a ieri non aveva ricevuto nemmeno la comunicazione ufficiale della convocazione del congresso.

Ma c’è di più: anche se qualcuno riuscirà a raccogliere 150 firme, magari per inserire alcuni riferimenti alla cara Padania, comunque “in caso di approvazione dello statuto non si procederà al voto degli emendamenti”. E il voto avverrà solo per alzata di mano, quindi senza conte all’ultimo sangue. Salvini non vuole sorprese: “La Lega Nord ha fatto il suo percorso, adesso siamo la Lega del Paese”, dicono i fedelissimi dell’ex ministro. Bossi se ne dovrà fare una ragione, e con lui i leghisti duri e puri.

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