MORIRE D’ERGASTOLO 

26 Novembre 2019 0 Di marco zinno

MORIRE D’ERGASTOLO

E’ morto questa mattina in cella, Abu Sami Diak, 36 anni di Jenin. Abu Sami era condannato all’ergastolo per Resistenza all’occupazione israeliana. Nel 2015, per “errore medico” nella diagnosi, gli fu asportata una parte dell’intestino. All’ospedale israeliano non si erano accorti, invece, che aveva un cancro.

Dal 2015 ad oggi aveva perso 40 kg e la sofferenza nella prigione israeliana suona molto come lenta tortura.

Decine di prigionieri palestinesi aspettano da anni interventi chirurgici, ma gli israeliani non battono ciglio.Ad oggi, dal 1967, sono 222 i prigionieri politici palestinesi morti nelle prigioni israeliane; di questi 67 per negligenza medica, la maggior parte morti sotto tortura.

26/11/2019 – Samanta Comizzoli

da Yousef Sharkawi
Il prigioniero martire “Sami Abu Diak” non vuole toccare la luna ma piuttosto, prima della sua partenza per il paradiso, vuole riposare all’ombra dell’albicocco di fronte a casa sua. E forse la vita gli avrebbe reso giustizia e gli avrebbe concesso qualche giorno in più con la sua famiglia prima che il suo cuore tremi l’ultimo tremolio come tutti quelli che lottano con i brividi della morte.
La famiglia di Sami fa appello al mondo ingiusto, e anche ai parenti più ingiusti, per aiutarli a liberare i resti del cadavere di Sami, che la malattia maligna ha devastato.
La tragedia qui consente all’autore di queste righe solo di dire: “Quando interverrà la giustizia del cielo!?”
Continueremo a dire: non ci spezzeremo, non importa quanto tempo la giustizia del mondo e quella del cielo sono in ritardo, anche se vivessimo mille anni tra i piedi degli elefanti.
Sami, la tua anima rimarrà sopra le nostre teste come le nuvole, e con questo rumore, tra esistenza e nulla, nei secoli dei secoli.
Sai Sami, la tua anima non può essere domata nemmeno quando sale al suo creatore; ma forse potrebbe reincarnarsi in un altro dei nobili di questo popolo tormentato; poiché nobili come te, anche se la vita non rendeva loro giustizia, rimarranno vivi nel loro popolo sulla terra e in cielo prospereranno.
Sami, non perdonare la nostra impotenza.

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