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Russiagate, Conte riferirà al Copasir. Salvini: “Venga in Parlamento” – Rai News

Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente americano ha inviato il ministro della Giustizia William Barr a Roma per raccogliere informazioni sull’inchiesta del super procuratore Robert Mueller.  Barr avrebbe incontrato “funzionari del governo italiano” 

04 ottobre 2019 | La Lega attacca Giuseppe Conte sulla vicenda dell’incontro tra il segretario Usa alla Giustizia, William Barr, e i vertici dell’intelligence italiana in merito al Russiagate. Il presidente del Consiglio si è detto disponibile a riferire al Copasir prima di esprimersi pubblicamente sulla vicenda. “Per correttezza istituzionale”. In ogni caso – sottolineano fonti di palazzo Chigi – non c’è alcuna preoccupazione da parte di Conte rispetto alla vicenda Barr-intelligence. “Al premier – spiegano le stesse fonti – non risulta alcuna anomalia di comportamento da parte dei vertici dei nostri servizi”. Ma il partito di via Bellerio attacca a testa bassa. E si pone interrogativi su cosa si possa nascondere dietro quel tweet di Donald Trump ad agosto, quando arrivò l’endorsement del presidente americano nei confronti del presidente del Consiglio. E’ una polemica destinata ad essere alimentata tra accuse, voci e congetture i cui riscontri verranno verificati proprio dal Copasir che potrebbe riunirsi già mercoledì. Salvini a Conte: “Se hai la coscienza pulita, vieni in Parlamento” Matteo Salvini torna ad attaccare Giuseppe Conte. Dopo aver presentato in Senato un’interrogazione parlamentare per fare luce sul ”passato” e la ”carriera universitaria” del premier, il ‘Capitano’ alza il tiro prendendo spunto dal caso Barr, forse per controbattere alle accuse a lui rivolte (anche da Conte) sul Russiagate: ”Altro che inesistenti scandali o rubli che arrivano da Mosca…Un presidente del Consiglio degno di questo nome dovrebbe la settimana prossima venire a riferire in Parlamento su un fatto sconcertante: ovvero l’utilizzo privato e personale dei servizi segreti”. Che “sarebbero stati usati, appunto, per incontrare dei ministri di Paesi stranieri su dossier particolarmente importanti”. New York Times: Barr a Roma per raccogliere informazioni sull’inchiesta di Mueller Ma riavvolgiamo il nastro. Secondo indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dal New York Times, emergerebbe che Donald Trump abbia inviato il ministro della Giustizia William Barr a Roma per raccogliere informazioni sull’inchiesta del super procuratore Robert Mueller sul Russiagate. Venerdì 27 settembre Barr avrebbe incontrato “funzionari del governo italiano”, scrive il quotidiano newyorkese. Non è ancora chiaro se il ministro americano abbia parlato delle elezioni del 2016. Sempre da indiscrezioni giornalistiche, Barr avrebbe chiesto informazioni su Joseph Mifsud, un accademico di Malta che ha insegnato anche alla Link Campus University di Roma. Mifsud, durante la campagna elettorale che ha portato all’elezione di Trump, aveva avvicinato uno degli uomini dello staff del tycoon, promettendo informazioni compromettenti sulla rivale Hillary Clinton, poi sconfitta alle urne. Il professor Mifsud ha intanto fatto perdere le sue tracce. Non solo. Prima di sparire, avrebbe chiesto protezione alla polizia italiana perché non si sentiva al sicuro. L’ipotesi della Casa Bianca di una trappola a Trump Proprio questa offerta di materiale “sporco”, per screditare Clinton attraverso informazioni che sarebbero state ottenute tramite canali che portano a Mosca, ha fatto nascere il Russiagate. Trump ha rischiato di finire condannato. Ma sull’affare russo un’indagine indipendente, guidata da Robert Mueller, non ha fatto emergere elementi certi contro il presidente. La Casa Bianca, però, ha cominciato una ‘caccia alle streghe’ per trovare chi avrebbe fatto nascere il Russiagate e perché. Tra i grandi ricercati c’è proprio Mifsud: il sospetto è che abbia offerto informazioni al team di Trump per “incastrare” il candidato repubblicano. “Pressioni su premier australiano Scott Morrison” Pressioni – secondo il New York Times – oltre all’Italia sarebbero state fatte anche sull’Australia, sul premier Scott Morrison per screditare proprio il lavoro di Mueller che per oltre un anno ha indagato sulla possibile collaborazione tra il comitato elettorale di Trump e il Cremlino per danneggiare la candidatura di Hillary Clinton.

Sorgente: Russiagate, Conte riferirà al Copasir. Salvini: “Venga in Parlamento” – Rai News

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