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Russiagate, Conte dettò la linea agli 007 e autorizzò indagini sul prof scomparso – corriere.it

Il premier Giuseppe Conte

Tensione fra gli 007 in vista delle audizioni al Copasir. Dopo l’intervento al Comitato ci sarà il «chiarimento» voluto da Palazzo Chigi. Al centro di tutti i colloqui il ruolo di Mifsud che gli americani volevano trovare

Prima dell’incontro tra il ministro della Giustizia americano e i capi dei servizi segreti italiani ci sono state almeno due riunioni «preparatorie» convocate dal premier Giuseppe Conte. Colloqui a Palazzo Chigi con il direttore del Dis Gennaro Vecchione e i responsabili delle due Agenzie — Luciano Carta per l’Aise e Mario Parente per l’Aisi — nel corso dei quali è stata dettata la linea da tenere sul Russiagate. Uno si è svolto il 26 settembre, alla vigilia della visita di William Barr nella sede del Dis in piazza Dante. E adesso spetterà proprio al presidente del Consiglio svelare al Copasir perché decise di autorizzare Vecchione a effettuare le indagini che venivano richieste dal politico statunitense su Joseph Mifsud, il professore dell’università Link Campus che per primo aveva svelato l’esistenza di mail compromettenti di Hillary Clinton in mano ai russi. E sulle persone che facevano parte del suo «circuito».

L’incarico al Carroccio

L’audizione potrebbe svolgersi già la prossima settimana visto che oggi sarà eletto il presidente del Copasir in sostituzione di Lorenzo Guerini, diventato ministro della Difesa nel governo Pd-M5S. La poltrona spetta all’opposizione e nelle trattative interne al centrodestra l’ha spuntata il leghista Raffaele Volpi, che nel governo Lega-M5S era sottosegretario alla Difesa. Da giorni il leader del Carroccio Matteo Salvini chiede chiarimenti, dunque appare scontato che la linea sarà quella di attaccare il premier, anche tenendo conto di quel che sta accadendo all’interno dell’intelligence.

«Confronto interno»

Domenica scorsa, al termine dell’ennesima giornata di tensione sul Russiagate e sugli impegni presi da Conte con gli Stati Uniti per il rispetto dei patti relativi agli F-35, fonti di Palazzo Chigi fanno trapelare «l’irritazione del presidente del Consiglio per giochi interni che ci sono sempre stati in passato ma che ora non accetta più». Dopo il sospetto sull’esistenza di «talpe» tra gli 007, l’avvertimento è chiaro: «Dopo che avrà parlato al Copasir, Conte si occuperà personalmente di un chiarimento interno». Questione di giorni e si arriverà alla resa dei conti. Quanto basta per far fibrillare gli apparati, anche perché la fiducia nei confronti di Vecchione — che aveva scelto personalmente — non risulta messa in discussione e questo fa presumere che il messaggio sia diretto ad altri alti funzionari. E che qualche testa possa saltare.

Sorgente: corriere.it

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