Per quanto sarà sostenibile il debito privato cinese? – MilanoFinanza.it

1 Settembre 2019 0 Di Luna Rossa

.Gli economisti occidentali sostengono da tempo che la Cina avrebbe bisogno di una base di consumatori dallo stile americano per portare una crescita economica sostenuta nel Paese. Ora la Cina ha una sua base di consumatori: i giovani.Mentre le generazioni precedenti erano costituite da risparmiatori parsimoniosi, gli oltre 330 milioni di persone nate in Cina tra il 1990 e il 2009 hanno un atteggiamento più simile a quello americano, spendendo avidamente in gadget, intrattenimento e viaggi.

Il consumo a ruota libera sta aiutando la Cina a diversificare la propria economia in un momento cruciale. Pechino fa affidamento da decenni sulle esportazioni e sulla costruzione di infrastrutture per guidare la crescita, ma i segnali recenti indicano un rallentamento anche per via della guerra tariffaria dell’amministrazione Trump. I nuovi modelli di spesa hanno favorito Alibaba, Tencent e altre aziende tech, la cui rapida crescita ha contribuito a stimolare l’economia cinese.Eppure tutti questi consumi hanno un risvolto negativo. I livelli del debito all’interno dei nuclei familiari sono aumentati rapidamente negli ultimi anni, portando molti giovani cinesi a prendere in prestito denaro per i loro acquisti.

Gli alti livelli di debito delle imprese e del governo sono preoccupazioni di vecchia data per Pechino. Con l’aumento vertiginoso del debito per le famiglie, alcuni economisti temono che l’indebitamento del Paese potrebbe diventare ingestibile e pesare sulla crescita della Cina.

Yang Huixuan, 22 anni, neolaureata, è ricorsa a prestiti online per pagare pasti fuori casa, cosmetici e vestiti. Alcuni economisti sostengono che, per evitare problemi in futuro, l’indebitamento delle famiglie dovrà rallentare fino a livelli più sostenibili, aggiungendo un ulteriore vento contrario all’economia cinese. Nel peggiore dei casi, la combinazione di debito pubblico, societario e dei consumi a livelli elevati potrebbe aggravare il rallentamento economico e innescare una più ampia perdita di fiducia in Cina.

Liu Biting, 25 anni, afferma di spendere il suo intero stipendio ogni mese. Guadagna 10.000 yuan (1.400 dollari) lavorando come addetta marketing a Shanghai. Circa un terzo dello stipendio è destinato all’affitto mentre il resto è per il cibo, i vestiti, le uscite, la musica e altri prodotti. Finora è riuscita ad evitare di indebitarsi.

Fino a poco tempo fa una delle sue spese mensili era un abbonamento per il noleggio di abbigliamento che le costava 70 dollari al mese. Si divertiva perché poteva “provare un sacco di vestiti strani”. Scopre i marchi di cosmetica da un account WeChat che segue in cui vengono consigliati i prodotti, principalmente locali. «Per la generazione dei miei genitori ottenere un lavoro dignitoso e stabile è sufficiente. Tutto ciò che fanno è risparmiare denaro, comprare case e crescere bambini», dice Liu, «Per noi invece i soldi vanno solo spesi».I suoi genitori le chiedono spesso quanto abbia messo da parte nei suoi tre anni di lavoro. «Io rispondo: “Credo nulla, mi dispiace”. Anche i miei amici fanno così. Non abbiamo risparmi e non ce ne importa granché».
L’amministratore delegato di Alibaba, Daniel Zhang, ha dichiarato ai giornalisti lo scorso novembre che i giovani sono diventati il principale motore dei consumi in Cina. Le persone nate dopo il 1990 costituivano quasi la metà dei clienti durante l’ultimo evento commerciale annuale Singles Day, in cui Alibaba ha venduto beni per circa 30,8 miliardi di dollari in 24 ore.

«Quasi un quarto dei compratori di auto in Cina ha meno di 30 anni e questa cifra dovrebbe salire a circa il 60% entro il 2025», afferma Zhou Ya, responsabile della ricerca di mercato e della customer intelligence per il Gruppo Volkswagen  in Cina. Volkswagen  considera i clienti cinesi sotto i 30 anni cruciali per il suo futuro nel Paese. In questo trimestre la società sta lanciando tre modelli entry-level rivolti ai giovani conducenti nelle città meno sviluppate della Cina.

La spesa sta anche aiutando a alimentare marchi locali tra cui Heytea, una catena di saloni da tè di fascia alta e il concorrente di Starbucks , Luckin Coffee, che ha ottenuto circa 571 milioni di dollari dall’ammissione in borsa avvenuta all’inizio di quest’anno. I giovani cinesi sono particolarmente disposti a pagare per viaggiare. Un report dell’anno scorso di Mastercard e Ctrip.com, il più grande sito web cinese di viaggi online, ha segnalato che circa un terzo dei turisti cinesi in uscita che hanno prenotato con Ctrip sono nati dopo il 1990 e spendono di più in un singolo viaggio rispetto a quelli nati negli anni ’80.
I prestiti a breve termine da istituti di credito online come Ant Financial Services Group stanno contribuendo ad alimentare la spesa. Gli oneri finanziari di Ant Financial arrivano a quasi il 16% su base annua, a seconda del profilo creditizio del debitore. Un sondaggio del 2018 condotto in Cina da Rong360, un sito web di consigli sui prestiti, ha rilevato che circa la metà degli intervistati che hanno sottoscritto prestiti al consumo sono nati dopo il 1990.
Wang Xinyu, 24 anni, ha raggiunto circa 11.200 dollari di debiti in totale con l’utilizzo di sei carte di credito diverse. Il sondaggio ha rilevato che la maggior parte aveva ottenuto prestiti da più piattaforme e che quasi un terzo ha assunto prestiti a breve termine per rimborsare altri debiti. Quasi la metà di loro non era riuscita a pagare.

Uno dei modi più comuni per ottenere un prestito è tramite un conto Huabei, una linea di credito revolving integrata nella rete di pagamenti mobili Alipay. Secondo alcune fonti Huabei, dal suo lancio nell’aprile 2015, ha concesso prestiti per un importo superiore a 1 trilione di yuan (oltre 140 miliardi di dollari). Ant Financial, proprietaria di Alipay, ha rifiutato di divulgare eventuali dati relativi a Huabei.

L’ex banchiere centrale cinese Zhou Xiaochuan ha avvertito lo scorso novembre che l’ascesa del fintech, sebbene contribuisca allo sviluppo del mercato del credito al consumo, potrebbe “indurre eccessivamente” le giovani generazioni a spendere ben oltre le proprie possibilità. Yang Huixuan, 22 anni, che si è laureata quest’anno e lavora nel campo della comunicazione per una squadra di calcio a Nanchino, afferma di essersi rivolta a Huabei mentre studiava. Dice di aver spesso preso in prestito circa 100 dollari al mese per pagare pasti fuori casa, cosmetici e vestiti che non poteva permettersi con il sussidio di circa 215 dollari mensili che riceveva dai suoi genitori. Ha fatto affidamento sulla funzione di pagamento rateale di Huabei per permettersi oggetti più costosi come fotocamere e smartphone.

Huabei è «davvero avvincente», afferma Yang, «Mi dà l’illusione che non sto davvero spendendo i miei soldi». Yang dice che ora si sta ridimensionando un po’ perché il costo della vita è più alto e perché preferisce non rivolgersi a suo padre per chiedergli soldi. Un portavoce di Ant afferma che Huabei incoraggia i suoi utenti a spendere in modo responsabile e offre agli utenti la possibilità di impostare limiti mensili per aiutarli a monitorare le proprie spese.

Il credito facile è un servizio che si è diffuso da un’ondata di micro-istituti di credito online e istituti di credito peer-to-peer grazie a normative blande. Alcuni hanno applicato tassi di interesse esorbitanti.Le autorità hanno sospeso il rilascio di licenze a nuovi istituti di credito online dalla fine del 2017 e hanno rafforzato la vigilanza per garantire che i tassi di interesse su alcuni prestiti siano limitati a un tasso percentuale annuo del 36%. Il sito web specializzato wdzj.com riporta che da luglio gli istituti di credito peer-to-peer ancora attivi sono 800 rispetto ai 2.600 presenti dall’inizio del 2016.

Secondo i dati della società di consulenza newyorchese Oliver Wyman la spesa media dei consumatori dei possessori di carte di credito cinesi tra i 21 e i 30 anni nel 2016 è stata di circa 8.820 di dollari, il 39% in più rispetto alla loro linea di credito media di (6.360 dollari). I consumatori possono spendere più dei loro limiti di credito stipulando prestiti aggiuntivi da altri canali, come gli istituti di credito online, oppure tramite sussidi familiari.

Wang Xinyu, 24 anni, afferma di avere debiti per un totale di circa 11.200 di dollari su sei carte di credito diverse, in gran parte accumulato mentre frequentava l’università, e che trovava semplice alternare le carte per pagare le spese di tutti i giorni.Wang, che guadagna circa 600 dollari al mese lavorando in una libreria di Pechino, dice che ora usa tutto il suo stipendio per saldare i debiti. Fa ancora affidamento sulle carte di credito per pagare il cibo e l’affitto e a volte utilizza una carta di credito per ripagare i debiti accumulati con un’altra carta di credito. Il ragazzo sostiene che i giovani cinesi «seguono la corrente dei loro tempi» quando si affidano al credito facile per pagare le cose.

JPMorgan stima che il rapporto tra il debito delle famiglie e il prodotto interno lordo della Cina salirà al 61% entro il 2020. È in aumento rispetto al 26% del 2010 e superiore ai livelli attuali riscontrati in Italia e in Grecia. Secondo il Fondo monetario internazionale, gli Stati Uniti hanno raggiunto circa il 76% dopo il calo dal 98% verificatosi nel 2006.

Se usiamo un altro metro di paragone, ovvero il rapporto tra debito delle famiglie e reddito disponibile, possiamo vedere che a quanto pare la Cina ha già superato gli Stati Uniti. Il rapporto ha raggiunto il 117,2% nel 2018, rispetto al 42,7% nel 2008, secondo i calcoli di Lei Ning, ricercatrice presso l’Institute for Advanced Research della Shanghai University of Finance and Economics. Gli Stati Uniti hanno raggiunto il picco nel 2007 con il 135% e sono scesi al 101% nel 2018.

Alcuni economisti rimangono indifferenti di fronte all’aumento del debito delle famiglie, osservando che i tassi di insolvenza con i prestiti al consumo sembrano relativamente bassi.Altri invece sostengono di temere che il rallentamento della Cina possa peggiorare se i giovani cinesi perdono il proprio lavoro o se si vedono diminuire lo stipendio, dato che dovrebbero ridurre drasticamente le spese. Se non lo fanno e continuano a indebitarsi ulteriormente, potrebbero diventare ancora più vulnerabili negli anni futuri. Come hanno visto gli Stati Uniti nella crisi finanziaria del 2008, i tassi di indebitamento possono aumentare rapidamente quando la crescita rallenta.

Questa generazione «non sa cosa significa affrontare una tempesta», ha detto Dong Tao, economista del Credit Suisse di Hong Kong. «Qualsiasi boom del credito al consumo sarà sempre testato, nessuno escluso», afferma l’economista.Il debito ipotecario è un problema sempre più diffuso nell’economia cinese, anche per i giovani. Il debito ipotecario insoluto è aumentato, passando da 1,1 trilioni di dollari nel quarto trimestre del 2012 a 3,9 trilioni di dollari a giugno. Secondo i dati della Banca Popolare Cinese, i mutui hanno rappresentato circa un terzo dei prestiti a medio-lungo termine della Cina rispetto al 20% nel 2012.

I genitori spesso aiutano i giovani cinesi a comprare una casa, che il signor Tao considera un pericolo in quanto più generazioni ora devono accontentarsi di una sola proprietà. L’economista ricorda che un fenomeno simile si è verificato in Giappone negli anni ’80: in alcuni casi ben tre generazioni contribuivano a pagare per lo stesso mutuo. Questo era un segnale evidente di quanto il mercato fosse surriscaldato. L’economia giapponese alla fine è entrata in una lunga fase di rallentamento, con la correzione dei prezzi delle attività azionarie e immobiliari.

Il rallentamento della crescita dell’occupazione in Cina rende la sfida ancora più ardua. Quest’anno, oltre 8,3 milioni di studenti universitari dovrebbero laurearsi rispetto a circa i sei milioni di un decennio fa e ai 165 mila del 1978. Eppure alcuni dei datori di lavoro più desiderabili della Cina, come la società di e-commerce JD.com, hanno tagliato i posti di lavoro per il calo della crescita. L’anno scorso quasi 3 milioni di persone hanno sostenuto l’esame di ammissione per l’università, una cifra record.

Lu Yu, un 26enne che lavora nelle risorse umane per la società tecnologica tedesca Robert Bosch a Shanghai, afferma che ora sente maggiormente la pressione economica e la necessità di prendersi cura dei suoi genitori. Vive con loro a casa mentre un appartamento che ha acquistato di recente, con l’aiuto dei suoi genitori, è in fase di ristrutturazione.

«Non posso fare lavori ordinari che richiedono di seguire le regole. Vorrei continuare a comprare prodotti che aiutano a migliorare il mio stile di vita, come asciugamani di alta qualità e prodotti per l’aromaterapia», afferma il ragazzo. Mentre i suoi genitori sono restii a spendere soldi in ristoranti e viaggi raffinati, Lu invece punta a viaggiare due volte l’anno: di recente è stato in Giappone, Cambogia e Tailandia.«Voglio spendere i miei soldi per qualcosa che arricchisca il mio spirito e che mi renda felice, altrimenti che senso ha? Dovremmo vivere in modo da poter risparmiare?»

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