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Migranti, confiscato il veliero Alex. La ong Mediterranea: “Hanno usato un pretesto” – Rai News

Polemica tra il ministro della Difesa e il titolare dell’Interno. Trenta: un errore chiudere la missione Sophia. La replica di Salvini: parlano i numeri

08 luglio 2019 Nuovo capitolo nel braccio di ferro tra la ong Mediterranea e le autorità italiane sulla vicenda del veliero “Alex”. Oltre al sequestro amministrativo, notificato ieri, è stata anche disposta la confisca di “Alex”, che sabato scorso ha attraccato a Lampedusa nonostante l’alt della Guardia di Finanza. Lo ha reso noto la stessa Ong. “Questa mattina la Guardia di Finanza ha contestato una seconda violazione del Decreto Sicurezza Bis: un ingresso incidentale di Alex nelle acque territoriali che sarebbe avvenuto venerdì mattina”, annuncia su Twitter Mediterranea Saving Humans, la rete delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio e Nave Alex da mesi sta monitorando il Mediterraneo centrale. “È un pretesto del tutto illegittimo – prosegue Mediterranea – ma intanto le conseguenze sono una seconda sanzione per un totale di 65mila euro di multa e il sequestro amministrativo con la confisca di nave Alex”. Ma “se pensano di fermare così Mediterranea Saving Humans – continua – si illudono di grosso: stiamo già preparando i ricorsi e con il sostegno di tutti voi torneremo presto in mare”. Indagati il capitano e il capo missione Ieri il veliero era stato sequestrato poco dopo l’attracco a Lampedusa. Il provvedimento di iniziativa della Guardia di Finanza era stato formalizzato al capitano Tommaso Stella, “che risulta essere l’unico indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, aveva spiegato Mediterranea, “e non l’intero equipaggio”. Si è diffusa in seguito la notizia che anche il capo missione, il parlamentare di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto, è stato iscritto nel registro degli indagati. Per la Procura di Agrigento si tratta di “un atto dovuto”. Trenta polemica con Salvini: un errore sospendere la missione Sophia “Quanto sta accadendo in questi giorni si sarebbe potuto evitare. Lo avevo detto a Matteo Salvini: senza la missione Sophia torneranno le ong. Non ha voluto ascoltare e adesso si lamenta”. Lo dice Elisabetta Trenta, ministro della Difesa in un colloquio con il “Il Corriere della Sera”. “E’ sorprendente – aggiunge – che ora torni ad attaccare i militari dopo che siamo stati noi a chiedere al Viminale se volevano supporto per il trasbordo dei migranti a Malta, visto che nessuno veniva a prenderseli”. “Indipendentemente dal caso migranti e delle ong – aggiunge- l’emergenza da affrontare è quanto sta accadendo in Libia perché la situazione è peggiorata sensibilmente e ho dato mandato allo Stato Maggiore di pianificare vari scenari. Se la crisi dovesse degenerare, l’Italia non può farsi trovare impreparata”. “La Marina – prosegue Trenta – continua ad assicurare i tradizionali compiti istituzionali di difesa dei confini marittimi, di salvaguardia degli interessi nazionali e di sicurezza della nostra comunità. Abbiamo ‘Mare Sicuro’, che arriva fino alle acque davanti le coste libiche. Abbiamo quattro navi già schierate, compresa Nave Caprera in porto a Tripoli per l’assistenza tecnica alla Guardia costiera libica. Ma l’operazione prevede fino a un massimo di sei unità, cinque mezzi aerei e un contingente di 754 persone”. La replica di Salvini: parlano i numeri “Non rispondo alle polemiche: il lunedì mattina mi alzo contento, altri un po’ nervosetti, problema loro. Comunque replicano i numeri: la missione Sophia con tutto il rispetto, recuperò decine di migliaia di immigrati e li portò tutti in Italia, perché questo prevedevano le regole della missione. Ditemi se il contrasto dell’immigrazione clandestina è recuperare decine di migliaia di immigrati in giro per il Mediterraneo e portarli tutti in Italia”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha replicato alla sua omologa alla Difesa, Elisabetta Trenta, che aveva spiegato il ritorno delle Ong nel Mediterraneo era dovuto alla scelta dell’Italia di abbandonare la missione europea Sophia.”Già entro la settimana – ha spiegato Salvini a margine di una iniziativa a Milano nell’ambito delle celebrazioni per il centenario del Corpo degli Alpini – avremo un comitato per l’ordine e la sicurezza al Viminale su questo ed altri temi”. Ministro Interno: libici recuperano gommone con 60 a bordo e scafista “Gommone con 60 immigrati a bordo (evidente lo scafista alla guida) intercettato dalla Guardia Costiera Libica, che ha salvato e riportato a terra tutti quanti. Stavolta ai trafficanti è andata male”, scrive poi su Twitter Matteo Salvini, postando una foto del gommone in questione. Sbarcati a Malta i migranti sulla Alan Kurdi, saranno redistribuiti Sono tutti sbarcati a Malta allo i migranti a bordo della Alan Kurdi, la nave di Sea Eye. Saranno poi tutti ricollocati in altri Paesi europei, fa sapere il premier Joseph Muscat. La nave aveva cambiato rotta dopo che al capitano era stato notificato dalla Guardia di Finanza il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. Anche La Valletta inizialmente aveva negato l’ingresso nelle proprie acque. La Sea Eye aveva fatto sapere che tre dei 65 migranti erano collassati per il caldo. Inizialmente Malta aveva concesso lo sbarco solo di questi tre, due dei quali minori. “Nessuno dei migrati rimarrà a Malta, in quanto questo caso non era sotto la responsabilità delle autorità maltesi”, ha poi scritto su Twitter il primo ministro Joseph Muscat

Sorgente: Migranti, confiscato il veliero Alex. La ong Mediterranea: “Hanno usato un pretesto” – Rai News

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