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IL MITE PAESAGGIO DEI COLLI BERICI NUOVAMENTE DETURPATO-Gianni Sartori

IL MITE PAESAGGIO DEI COLLI BERICI NUOVAMENTE DETURPATO

 

(Gianni Sartori)

 

Esteticamente parlando, come una bestemmia  in Chiesa. Oppure uno sfregio sulla Gioconda, l’originale beninteso. Se preferite: come portare il cane a  pisciare sull’Altare della Patria…

 

Questo è quanto verrebbe da pensare “contemplando” l’ennesimo colpo inferto  al paesaggio collinare berico. Una villa in costruzione che già troneggia (letteralmente) sopra Castegnero, umiliando la svettante pieve (a cui ora si sovrappone, incongrua, la pesante presenza della nuova costruzione) e spezzandone lo slancio spiritualmente ascensionale.

Per non parlare del crinale che – lievemente, elegantemente – discende da Sermondi verso la piccola incisione (il “passo” per Lumignano) per poi riprendere ritmo fino alla “vetta” del Castellaro.

Mi spiace per voi ma ormai l’armonia è spezzata, irreparabilmente.

Proprio lungo la linea dei Covoli che sovrastano Nanto e Castegnero con due evidenti lunghi affioramenti rocciosi, ad un osservatore superficiale potrebbe sembrarne emerso un terzo. Ma si starebbe ingannando. In realtà è un lungo muro in cemento (di contenimento, presumo, altrimenti con i brutali sbancamenti veniva giù tutto). E sopra il muro, la casa, due piani. Fin troppo visibile dalla pianura (o forse lo scopo era questo, ostentare l’agognato status symbol finalmente acquisito).

In passato qui c’era soltanto un minuscolo rudere, buono per qualche attrezzo o – al massimo  – riparo per un animale (proprio uno, di numero, due pecore non entravano). Sufficiente comunque per giustificare (in base a quali criteri?) la nuova smisurata  – rispetto al contesto – costruzione.

Amministrazioni distratte sui Beni comuni (ed il paesaggio dei Colli Berici è “bene comune”), popolazioni poco attrezzate culturalmente nell’opporsi a chi è ricco e benestante.

Magari sarà anche tutto formalmente in regola…e poi comunque prima o poi interviene un condono o un piano-casa a sanare il tutto. Con tanti saluti all’ambiente, al paesaggio, all’estetica, alla biodiversità, al genius loci etc.

Un film già visto. A Cà Menarini (alla fine del secolo scorso) o al Crearo (più recentemente).

 

Insomma, ancora una volta è stato applicato il noto articolo quinto (“chi che ga fato i schei ga vinto”).

Per ora il Mondo va ancora così…

Per ora.

 

 

 

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