selvasorg.Blog: C’E’ PIU’ POVERTA’ negli USA che in VENEZUELA (+foto)

20 Giugno 2019 0 Di ken sharo

Parliamo di “aiuti umanitari” – Non si parla MAI di blocco, ma uccide!
 
Parliamo di “aiuti umanitari”: la stessa ONU indica che negli Stati Uniti ci sono persone povere piu’ che in Venezuela. 40 milioni di persone languono nella poverta’. 18,5 milioni sono sprofondati nell’estrema poverta’ e 5,3 milioni
stanno sopravvivendo in condizioni di poverta’ tipiche del terzo mondo.
Al Paese piu’ ricco del mondo: 7 critiche severe agli USA per l’estrema poverta’
Venezuela: il y a plus de personnes vivant dans la pauvreté aux Etats-Unis qu'au Venezuela
“Le sue enormi ricchezze e saperi cozzano con le condizioni di vita di troppi suoi cittadini.Una quarantina di milioni di persone vivono in poverta’, 18,5 in estrema poverta‘ e 5,3 milioni in condizioni tipiche del terzo mondo”. Ad espimersi in questi termini e’ Philip G. Alston, funzionario dell’ONU che fa una ricerca sui diritti dell’uomo e l’estrema poverta’. Cosi’ fa il punto della situazione, in un rapporto dove da’ conto di una tourne’ durata 15 giorni.
Nel testo critica con severita’ la prima potenza mondiale, segnalando problemi come la disuguaglianza crescente, la persistenza del razzismo e l’esistenza di un partito preso tra settori del potere favorevoli a misure che creano piu’ poveri e piu’ esclusione. Chileokulto vi spiega alcune deòòe questioni piu’ difficili poste dal rapporto Alston.
Sognare e’ un’illusione
“I paladini dello status quo considerano gli Stati Uniti come un terra di grandi opportunita’ e un luogo dove il sogno americano puo’ realizzarsi, poiche’ i piu’ poveri potrebbero aspirare ad arrivare nel gruppo dei ricchi. Negli Stati Uniti, tra i paesi ricchi, vi e’ oggi un debole tasso di mobilita’ sociale inter-generazionale”, afferma M. Alston riguardo a uno degli elementi-chiave della societa’ americana. Allo stesso modo della ricchezza, anche la poverta’ si trasmette di generazione in generazione.
Bien qu’elles aient un emploi, de nombreuses familles ont besoin de coupons alimentaires pour joindre les deux bouts.
“L’elevata percentuale di poverta’ dei bambini e tra i giovani, perpetua in modo afficace la trasmissione della poverta’ inter-generazionale, e fa in modo che il sogno americano diventi rapidamente l’illusione americana. L’uguaglianza delle possibilita’ -nella pratica- e’ un mito, soprattutto per le minoranze e le donne, ma pure per numerose famiglie di lavoratori bianchi e della classe media” aggiunge,
Poveri cattivi, buoni ricchi
Il rapporto critica l’importanza attribuita all’immagine “caricaturesca” sulle presunte differenze tra ricchi e poveri diffuse da “certi politici e media americani” quando si parla di poveri. “I ricchi sono sempre lavoratori, imprenditori, patrioti, sono sempre il motore del successo economico. I poveri sono sempre pigri, perdenti e imbroglioni. Di conseguenza, i soldi spesi per la solidarieta’ sociale sono ritenuti soldi buttati nella spazzatura”, critica M. Alston.
La realta’, tuttavia, e’ molto diversa. Molti dei piu’ ricchi non pagano le tasse nella stessa misura degli altri; accumulano gran parte delle loro ricchezze nei paradisi fiscali e ricavano i loro profitti solo con la speculazione, invece di contribuire ala ricchezza complessiva della comunita’ USA” fa notare.
“In ogni societa’ ci sono quelli che abusano del sistema, sia al livello superiore che inferiore. In realta’, i poveri sono principalmente quelli che sono nati nella poverta’, o che vi sono caduti per cause ampiamente indipendenti dalla loro volonta’, come malattie mentali o fisiche.
Tout comme la richesse, la pauvreté se transmet également de génération en génération aux Etats-Unis.
Il relatore speciale ci fa notare che uno dei principali argomenti a favore della riduzione delle spese previdenziali e’ l’accusa di frode generalizzata nella loro fruizione, e poi che numerosi funzionari che lui ha incontrato hanno avvertito che certe persone cercavano sempre dei mezzi per approfittarsi del sistema.
“Il contrasto con la riforma fiscale e’ illustrativo. Nel contesto della fiscalita’, la buona volonta’ e l’altruismo delle imprese beneficiarie fanno testo, mentre nella riforma dello Stato-sociale, si applicano le ipotesi opposte” afferma.
3 – Salariati poveri
Alston sottolinea che uno degli argomenti utilizzati negli Stati Uniti da coloro che vogliono ridurre al minimo i contributi sociali, e’ che i poveri debbano smetterla di far conto sugli aiuti e mettersi a lavorare.
“Si suppone che in un’economia in pieno sviluppo ci siano molti lavori in attesa di essere attribuiti a persone con scarsa scolarizzazione, che spesso hanno un handicap d’un tipo o l’altro, a volte con precedenti giudiziari (spesso attinenti alla poverta’) senza accesso al sistema sanitario e privi di formazione adatta per trovar lavoro”.
“In realta’ per queste persone, il mercato del lavoro e’ troppo limitato, ancor piu’ per quelle escluse anche dai livelli elementari del sostegno e della protezione sociale” aggiunge il relatore. Per illustrare l’inefficacia della strategia della lotta alla poverta’ puntando sul lavoro ma senza il sostegno delle politiche sociali, Alston indica l’esempio dei lavoratori di Walmart, il piu’ grande datore di lavoro degli USA.
“Molti dei loro lavoratori non riescono a sopravvivere, anche con un lavoro a tempo pieno, se non ricevono dei buoni di alimentazione. Questo e’ parte di una tendenza piu’ vasta: la percentuale delle famiglie che -sebbene godano di entrate- hanno ricevuto anche un “aiuto alimentare” e’ passato dal 19,6% nel 1989 al 31,8% nel 2015” dice.
Les amendes pour des infractions mineures peuvent devenir un lourd fardeau pour les plus pauvres.
4 – La giustizia, fonte di entrate.
Alston sottolinea come uno dei meccanismi che ostacolano il progresso dei piu’ poveri è il gran numero di multe e sanzioni, e delle spese applicate a quelli che commettono infrazioni lievi che si accumulano, finendo per trasformarsi in un pesante fardello per loro. Cita l’esempio delle patenti di guida, sospese per una gamma di infrazioni non connesse con la circolazione dei veicoli, per esempio per il non-pagamento di multe.
“E’ un modo perfetto per assicurarsi che i poveri che vivono nelle comunita’, che hanno rifiutato di investire seriamente nei trasporti pubblici, non possono guadagnar soldi che servirebbero a pagare il debito in sofferenza” specifica il relatore.
Cosi’ il relatore dell’ONU denuncia come una pratica molto diffusa in tutto il paese, usare il sistema giuridico per intascare benefici e non per promuovere la giustizia. Afferma che questo e’ diventato un meccanismo “per mantenere i poveri nella poverta’, generando delle risorse per finanziare non solo il sistema giudiziario, ma anche vari altri programmi”.
5 – Criminalizzazione dei poveri
Tra le falle del sistema giuridico, il rapporto si sofferma anche sul fatto che -in numerose citta’- le persone senza domicilio sono criminalizzate semplicemente per la situazione in cui si ritrovano. Dormire all’aperto, sedersi nei luoghi pubblici, mendicare, urinare in pubblico e un insieme di altre proibizioni sono concepite per attaccare il “flagello” dei senzacasa, denuncia Alston.
Poi sottolinea che -secondo le cifre ufficiali, nel 2017 vi erano 553 742 senza-casa negli Stati Uniti, ma assicura che ci sono numerose prove sul numero reale, molto piu’ elevato. Segnala che solo nella zona di Skid Row, nella parte centrale di Los Angeles, deambulano 1800 senza-casa e ci sono appena 9 cessi pubblici. E’ un dato che non rispetta nemmeno le norme delle Nazioni Unite relative ai capi di rifugiati siriani, e per le emergenze o calamita’.
A Skid Row, Los Angeles, des milliers de sans-abri y vivent.
“Questo e’ il riflesso di una politica che cerca soluzioni nel ricorso alla giustizia, piuttosto che nella fornitura di alloggi adeguati, o nell’accessibilita’ al servizio sanitario e al sistema di orientamento o formazione professionale” dice. “La risposta tipica degli USA alla poverta’ nel XXI secolo e’ punire e imprigionare” dice Alston nelle sue conclusioni. E’ utilizzata l’incarcerazione di massa per far diventare invisibile il problema sociale contemporaneo e per suscitare l’impressione che qalcosa e’ stato fatto.
6 – Disuguaglianza estrema
Secondo il rapporto dell’ONU, gli USA e’ il Paese piu’ ricco con il livello piu’ alto di rendita diseguale. Ricorda che l’1% piu’ ricco e’ passato dal 10% del reddito nazionale nel 1980 al 20% nel 1917. In Europa, questo indice e’ passato dal 10% al 12% nello stesso periodo. Alston indica apertamente che la fortuna dei membri piu’ importanti del governo di Trump oltrepassa i 4,3 miliardi di dollari.
«L’estrema disuguaglianza implica il passaggio del potere economico e politico a un pugno di persone scelte, che inevitabilmente lo useranno per promuovere i loro specifici interessi”, aggiunge. “Una forte disuguaglianza indebolisce la crescita economica durevole. Si manifesta con bassi livelli di istruzione, sistema sanitario inadeguato ed assenza di protezione sociale e poveri e classe media. Tutto questo limita le loro possibilita’ economiche ed intralcia il loro crescimento complessivo”.
7 – L’eredita’ della schiavitu’
Quando si parla di poveri sempre affiorano gli stereotipi razziali. Pensiamo sempre che sono persone non-bianche, afroamericani o “immigranti” latino-americani. “La realta’ e’ che ci sono 8 milioni di bianchi poveri, piu’ di quanti ce ne siano di negri poveri. Il viso della poverta’ negli Stati Uniti non èe piu’ soltanto nero o latino-americano, ma anche bianco, asiatico e di altre origini” dice Alston.
Les Afro-Américains, en général, continuent d'accuser un retard considérable en matière d'indicateurs de bien-être.
Il relatore dell’ONU ritiene che gli USA continuano ad essere una societa’ segregata in maniera cronica. Egli evidenzia che gli Afro siano 2,5 volte piu’ esposti dei Bianchi a vivere nella poverta’, con un tasso di mortalita’ infantile 2,3 volte piu’ alto.
La statistica della disoccupazione e’ due volte superiore a quella dei bianchi, ricevendo mediamente 82,5 centesimi per ogni dolaro guadagnato. Inoltre, il numero delle incarcerazioni e’ 6,4 volte maggiore. Queste statistiche vergognose sono spiegabili soltanto con l’esistenza di una persistente discriminazione strutturale fondata sulla razza, che è il riflesso dell’eredita’ durevole dello schiavismo”, conclude Alston.
Source : chileokulto 

Sorgente: selvasorg.Blog: C’E’ PIU’ POVERTA’ negli USA che in VENEZUELA (+foto)

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