Ponte, l’esercito scende in campo. Si userà il plastico per far saltare la pila 11 – Il Secolo XIX

Ponte, l’esercito scende in campo. Si userà il plastico per far saltare la pila 11 – Il Secolo XIX

5 Giugno 2019 0 Di Luna Rossa

Un nuovo test nella cava dei Camaldoli per affinare la demolizione del moncone Est del Morandi Commissario e aziende lavorano con gli artificieri: il piano per abbattere i rinforzi metallici degli stralli

Roberto Sculli

Genova – Gli artificieri dell’esercito in campo per collaborare sull’utilizzo di esplosivo al plastico e una terza – e probabilmente ultima – simulazione nella cava dei Camaldoli, la settimana prossima. Così il team di demolizione dovrebbe chiudere definitivamente il cerchio sulle tecniche che saranno utilizzate per abbattere le pile 10 e 11 del vecchio ponte Morandi, la più complessa tra le operazioni di smantellamento dei monconi iniziate a metà dicembre.

Solo a valle di questa nuova prova, che ha l’obiettivo di valutare il comportamento del metallo, e in particolare quello che “raddoppia” gli stralli della pila 11, ristrutturata negli anni ’90, dovrebbe arrivare il via libera definitivo. È infatti probabile che la riunione della commissione Esplosivi, in prefettura, prevista domani, rinvii la pratica ai giorni successivi.

Via Porro, timori e dubbi per l’esplosione del 24 giugno

I tempi restano abbastanza stretti per rispettare la scadenza indicata dal commissario per la ricostruzione Marco Bucci, cioè il 24 giugno (o giù di lì). Accanto alle misure di mitigazione, cioè tutti quegli accorgimenti che saranno presi per limitare il più possibile la dispersione di materiali e l’impatto ambientale, il team guidato da Omini ha un altro rebus da sciogliere. Le pile 10 e 11, apparentemente gemelle della 9 collassata il 14 agosto, non sono identiche. Quella più orientale, oltre a essere basata in un terreno in parte scosceso, è stata oggetto di importanti lavori di consolidamento oltre venticinque anni fa. Si tratta del retrofitting, in pratica una duplicazione dei “bracci” di sostegno diagonali, che contengono un’anima di metallo – i trefoli – con cavi d’acciaio (le guaine nere erano ben visibili a chiunque percorresse il ponte) che Autostrade aveva in progetto di replicare partendo dall’autunno anche sulle altre due torri, alte 93 metri.

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