Minibot: Tria li boccia, Lega e M5S lo attaccano ma la posta in gioco è un’altra

9 Giugno 2019 0 Di ken sharo

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in piena sintonia con il presidente della Bce Mario Draghi, non ci ha pensato due volte prima di bocciare senza appello i minibot, voluti dalla Lega e un po’ meno dai Cinque Stelle. Tria parlava a margine del G20 che si tiene in Giappone ma le repliche di Matteo Salvini e di Di Maio non si sono fatte attendere, tanto erano scontate.In realtà, in questa ennesima commedia all’interno di un Governo sempre più traballante la vera posta in gioco non sono i minibot, che anche Lega e Cinque Stelle sanno benissimo di non poter trasformare in realtà perchè violerebbero i Trattati internazionali o farebbero aumentare il già pauroso debito pubblico.L’obiettivo, nemmeno tanto mascherato, di Salvini e Di Maio è un altro: quello di avvertire non solo Tria ma soprattutto il premier Conte – con cui domani i vicepremier terranno un incontro al vertice a Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei ministri di martedì – che non possono pensare di avere mani libere nella trattativa con la Ue per evitare la procedura d’infrazione.Ma se perfino il mite sottosegretario leghista alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti, si mette a difendere i minibot di fronte alla platea dei Giovani industriali è chiaro come il sole che l’obiettivo è tutto politico. Lega e Cinque Stelle ammoniscono Tria e Conte ma parlano anche all’Europa in vista della spartizione delle poltrone in seno alla Commissione europea in primo luogo ma anche ai vertici del Consiglio dei ministri e del Parlamento europeo, per non dire della Bce.Come era facile immaginare, i sovranisti italiani hanno vinto in casa alle ultime elezioni europee ma non contano nulla in Europa. Salvini è già stato snobbato da Orban e dai Paesi del blocco di Visegrad e i Cinque Stelle sono addirittura alla ricerca di un gruppo europeo in cui accasarsi dopo che Alde e Verdi hanno già fatto sapere che non pensano minimamente di accoglierli.Lega e Cinque Stelle vorrebbero portare a casa un Commissario Ue di peso – Industria o Concorrenza, come ha detto ieri Giorgetti – ma è evidente che, dopo aver messo le dita negli occhi dei principali partner europei, sia la Francia che la Germania non hanno nessuna intenzione di fare regali a un Paese a rischio di infrazione per violazione delle regole comunitarie sul debito pubblico. Ecco perchè Salvini e Di Maio gridano alla luna ma le probabilità di restare a mani vuote salgono di ora in ora.

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