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La premier Tory ha illustrato oggi in un discorso pubblico a Londra il testo della legge attuativa che presenterà al Parlamento britannico a inizio giugno, come estremo tentativo per rompere lo stallo sulla ratifica del divorzio dall’Ue. Inserite aperture su alcune istanze dell’opposizione laburista. Dieci i punti del nuovo accordo

21 maggio 2019 E’ “un nuovo accordo” sulla Brexit il testo della legge attuativa che Theresa May presenterà al Parlamento britannico a inizio giugno come estremo tentativo per rompere lo stallo sulla ratifica. Lo ha detto la stessa premier Tory, illustrando oggi in un discorso pubblico a Londra le aperture inserite dal governo su alcune istanze dell’opposizione laburista: dall’ampliamento (sia pur per ora provvisorio) dei tempi di un legame doganale con l’Ue, al mantenimento degli standard europei di tutela dei lavoratori e dell’ambiente. Il Parlamento deciderà su come procedere su accordi doganali Il futuro immediato delle relazioni doganali fra Gran Bretagna e Regno Unito è un punto su cui governo e opposizione non sono riusciti a trovare un punto di intesa e dunque sarà il Parlamento a decidere su come procedere. La May ha ricordato che molti cittadini che hanno votato per lasciare la Ue vogliono comunque mantenere stretti rapporti con l’Unione così come molti che hanno votato per rimanere sono comunque eccitati dall’idea dei nuovi accordi che si potranno siglare una volta uscita dalla Ue. Sia il governo sia l’opposizione, ha aggiunto, vogliono una relazione con la Ue con il minor attrito possibile ma non è stato possibile trovare un’intesa con i laburisti su quale formula trovare. I laburisti volevano un’unione doganale, mentre il governo preferisce un accordo meno oneroso. “Per questo il governo lascerà che sia il parlamento a decidere cosa fare riguardo alle dogane”, ha detto. Entro il 2020 alternative al backstop Il nuovo accordo prevede inoltre che sia introdotto un obbligo legale per il governo di cercare un’alternativa alla soluzione di backstop sul confine fra le due Irlande entro il dicembre 2020 in modo che il backstop non sia mai attivato. I deputati potranno votare se tenere nuovo referendum Il Parlamento britannico sarà chiamato a esprimersi sull’opportunità o meno di tenere un secondo referendum sulla Brexit, ha quindi annunciato la premier britannica, dicendo che nella sua nuova proposta per la Brexit sarà compreso un voto in tal senso. Lei personalmente si oppone a tale eventualità, ha ricordato, ma se i deputati vogliono un secondo referendum devono approvare il disegno di legge che presenterà. I dieci punti del nuovo accordo Sono dieci i punti principali del nuovo testo che May intende sottoporre al voto della Camera dei Comuni a inizio giugno. Ecco di seguito: 1) Obbligo per il governo di concludere accordi alternativi per sostituire la soluzione di backstop entro il dicembre 2020 in modo che quest’ultimo non venga mai utilizzato. 2) Impegno che qualora il backstop dovesse comunque entrare in vigore, il governo garantirà che la Gran Bretagna rimanga allineata con l’Irlanda del Nord. 3) Gli obiettivi negoziali e i trattati finali sulle future relazioni con la Ue dovranno essere approvati dal Parlamento. 4) Sarà votata una nuova legge sui diritti del lavoratori in modo da assicurare che i diritti non siano meno favorevoli dopo la Brexit di quanto lo erano prima. 5) Non vi saranno modifiche nel livello di protezione dell’ambiente una volta usciti dalla Ue. 6) La Gran Bretagna cercherà un rapporto commerciale con il minor attrito possibile con la Ue una volta usciti dal mercato unico e terminato il libero movimento di persone. 7) Il Regno Unito si manterrà a livello con le regole europee sui beni e i prodotti del settore agri-food in modo da proteggere le migliaia di posti di lavoro che dipendono dalla catene di fornitura just-in-time. 8) Il governo porterà avanti un compromesso sulle dogane su cui si dovranno pronunciare i deputati in modo da rompere lo stallo. 9) Ci sarà spazio per un voto dei deputati se indire o no un nuovo referendum. 10) Ci sarà un obbligo legale di introdurre modifiche alla dichiarazione politica in modo da riflettere i termini di questo nuovo accordo. Tutte questi punti saranno tradotti in legge in modo da durare quantomeno per l’intera legislatura di questo Parlamento.

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