Europee, flop raccolta 5S

Europee, flop raccolta 5S

4 Maggio 2019 0 Di Luna Rossa

di Ileana Sciarra

Casse vuote per la campagna elettorale del M5S. La raccolta fondi stenta a decollare, tanto che, per correre ai ripari, il comitato elettorale nei giorni scorsi aveva inviato una mail ai parlamentari – deputati e senatori di ‘stanza’ a Roma – chiedendo di mettere mano al portafogli, versando 1.500 euro a testa entro il 3 maggio. Ma il ‘finanziamento interno’ non ingrana, anzi è letteralmente fermo, con tutti i malumori del caso.

Numeri alla mano, se tutti i 326 parlamentari grillini versassero la somma richiesta la raccolta lieviterebbe di ben 489mila euro, sfiorando il mezzo milione. Pare invece, stando ad autorevoli fonti grilline raccolte dall’AdnKronos, che finora da deputati e senatori si fossero raccolti attorno ai 50mila euro appena.

E se qualcuno fa notare che la giornata è ancora lunga e c’è tempo per far fronte alla richiesta, c’è chi riporta di fortissimi malumori interni ed è pronto a giurare sulla convinzione dei più “di non versare nemmeno un centesimo”. “Io donerò senz’altro, lo farò come ho sempre fatto – dice un insospettabile, un ‘dimaiano’ di ferro – ma non più di 500 euro al massimo, non ci sto a diktat calati dall’alto. Anche perché, a questo punto si ammetta che ci si sbagliava e che serve ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti: così ci usano come bancomat, questo ormai siamo”.

Una deputata, già al secondo mandato, giura che non mancherà di sollevare la questione nella prossima assemblea congiunta: “Le restituzioni le facciamo, 300 euro a Rousseau le versiamo – lo sfogo – finanziamo gli eventi ‘citylab’ per l’Italia, abbiamo da poco sovvenzionato Italia 5 Stelle e ogni volta che ci sono elezioni – regionali prima, comunali nel mezzo ed europee poi – ci viene chiesto di metter mano al portafogli: ora basta”.

“Il Pd – fa notare un altro deputato – ha creato una fondazione: anziché assumere collaboratori, con una spesa di almeno 1.845 euro per eletto, queste risorse finiscono in quella fondazione, che provvede di volta in volta agli eventi e alle campagne elettorali. Allora facciamolo anche noi, piuttosto che avanzare richieste di soldi di volta in volta”.

Ma c’è anche chi marca la distanza dal Pd. “Noi non chiediamo 100 euro per un caffé e 500 per una cena, stile Picierno per intenderci – dice un senatore – ce ne guardiamo bene. Chiediamo ai nostri attivisti di darci una mano, ognuno fa quel che può, tutto qua”. Ma stavolta la base non ha risposto alla ‘chiamata al versamento’, si parla di una raccolta che langue come mai prima.

Da qui l’idea di coinvolgere gli eletti chiedendo una somma definita anziché il solito contributo volontario. Ma l’asticella fissata a 1.500 euro sarebbe stata ritenuta “troppo onerosa” dai più e avrebbe indisposto parecchi parlamentari, decisi ora a stringere i cordoni della borsa.

“Ma le campagne costano e tanto – fa notare un deputato, assicurando che entro stasera verserà i 1.500 euro ‘consigliati’ dal comitato elettorale -: volantini, affissioni, palchi, tutto ha un costo. E dai fondi dei gruppi parlamentari noi non preleviamo nemmeno un centesimo. Basta ‘braccini corti’, i colleghi tirino fuori i soldi”.

Sorgente: Europee, flop raccolta 5S

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