«Stai zitta, o finiamo in galera»: violenta e minaccia la figlia dell’ex di 11 anni

3 Aprile 2019 0 Di Luna Rossa

«Tienilo per te. O ci arrestano». Per un anno e mezzo avrebbe abusato di una bambina di poco più di 11 anni, figlia di una donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Prima i baci sul collo e le carezze. Poi i rapporti sessuali completi, tenuti segreti con le minacce: «Non lo dire a nessuno. Finiamo nei guai».
L’orco, un 53enne romano, sperava in questo modo di garantirsi l’impunità. Ma da ieri, a distanza di più di due anni dai fatti, è finito in carcere su richiesta del giudice per le indagini preliminari Giulia Proto Roma. L’accusa nei suoi confronti è quella di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima. Una bambina del Nuovo Salario che per più di un anno avrebbe vissuto un vero e proprio incubo.

GLI ABUSI
I fatti avrebbero avuto inizio nella primavera del 2015 quando il 53enne, attualmente disoccupato, dopo due matrimoni naufragati, decide di andare a convivere con la sua nuova compagna nel quartiere Nuovo Salario. La relazione, però, non funziona, e termina nel settembre del 2016, senza particolari strascichi. Ma solo in apparenza. Perché, secondo la ricostruzione degli inquirenti, invece, per tutta la durata della storia d’amore, il 53enne avrebbe abusato della figlia della donna. «Dapprima atti sessuali consistiti in toccamenti e palpeggiamenti», così si legge nell’ordinanza di custodia di cautelare. Dagli sfioramenti, però, presto le attenzioni sarebbero divenute sempre più violente, spintonando «improvvisamente la bambina verso il letto» e costringendola a subire molestie di ogni tipo. Fino ai rapporti sessuali completi. L’uomo, «approfittando delle condizioni di inferiorità psico-fisica della bambina, affetta da disturbi dell’apprendimento», era riuscito a garantirsi il suo silenzio, paventando il rischio che entrambi sarebbero stati arrestati qualora altre persone lo avessero saputo: «Tienilo per te, non lo dire a nessuno. Ci arrestano, finiamo nei guai». E in questo modo avrebbe indotto la piccola a compiere atti sessuali plurimi. Violenze che l’arrestato ha per ora smentito.

LA DIFESA
«Non ho fatto niente. Non è vero niente». Nel corso dell’interrogatorio di garanzia in carcere, il 53enne, senza precedenti specifici e con una figlia, ha negato ogni addebito, tanto che il suo legale, l’avvocato Emiliano Fasulo, ha presentato istanza di riesame al tribunale della libertà. Eppure gli inquirenti sono certi dell’attendibilità delle dichiarazioni della piccola. A presentare denuncia per abusi sessuali presso il commissariato Fidene Serpentara era stata nel febbraio 2019 una psicologa a cui l’adolescente aveva confidato la vicenda, dopo averla riferita anche alla mamma. Dall’ultima violenza subita erano passati più di due anni. Ma la bambina, ancora traumatizzata, non era mai riuscita a dimenticare. E ha raccontato tutto. E per il suo aguzzino ieri è arrivato l’arresto.
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