“Siete fascistoni”: a Casal Bruciato una pensionata di 85 anni affronta Casapound | Globalist

10 Aprile 2019 0 Di ken sharo

Antonietta vive nel quartiere ed è andata a protestare contro gli estremisti di destra: “Siamo diventati cattivi, non c’è più rispetto”

I fascisti tentano di strumentalizzare ma sono sempre di più i cittadini che si ribellano: a Torre Maura con il suo “Non me sta bene che no” è stato Simone, un quindicenne, a sfidare Casapound e a rivendicare solidarietà e tolleranza.Ed infatti alcuni cartelli lo chiamavano polemicamente in causa, visto che le sue parole avevano ridicolizzato i razzisti dell’estrema destra.Ma a Casal Bruciato, teatro di un’altra protesta anti nomadi a Roma, la voce fuori dal coro e’ stata quella di un’anziana di 85 anni.Quando ha sentito in televisione della protesta contro l’assegnazione di una abitazione popolare ai nomadi a pochi metri di distanza da casa sua, non ci ha pensato due volte a uscire e a raggiungere via Cipriano Facchinetti con il suo cagnolino al guinzaglio. Così si è avvicinata alla folla e, senza timori, ha detto: “Siete dei fascistoni, mi fate schifo” rivolgendosi ai residenti in protesta con esponenti di Casapound. Aquel punto un manifestante ha risposto: “A signo’ se li porti a casa sua i rom”.Antonietta, questo il nome della signora, non si è data per vinta e alle frasi fatte e al razzismo ha ribattuto punto per punto. “Siamo diventati cattivi, non c’è più niente: non c’è più sentimento, non c’è rispetto. Io il fascismo l’ho vissuto, molti di loro non sanno di cosa parlano. Non bisogna aver paura di dire le proprie idee, bisogna lottare”, ha argomentato quasi raccogliendo il testimone, a chilometri e anni anagrafici di distanza, di Simone.La pensionata, che vive da sola a Casal Bruciato, racconta di essersi avvicinata poco prima a due ragazzi di Casapound: “gli ho detto ‘Ma come fate a chiamarvi fascisti se non lo avete mai vissuto quel periodo?'”.”Sono venuta di proposito – ha ripetuto più volte-. Non bisogna mai aver paura di dire le proprie idee. Tanto cosa possono farmi? Mi dispiace per i giovani, per le mie figlie, che vivono in un mondo così. Ormai hanno tutti paura di parlare, io no. Sono cattivi, mi ricordano davvero il periodo del fascismo, e io glielo dico”. Antonietta che vive da una vita a Casal Bruciato ricorda che prima quello “era un quartiere rosso. Ha colpe anche la sinistra – ha detto – invece di litigare potrebbe essere più vicina alle persone. Al posto di Casapound ci dovevano stare loro qui e invece non ci stanno mai”.

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