Salgono a 290 le vittime degli attentati in Sri Lanka – Foto

22 Aprile 2019 0 By Luna Rossa

Le esplosioni a Colombo, Negombo, Batticaloa e Dehiwela. I feriti sono oltre 500. Arrestate 24 persone. Revocato il coprifuoco, resta il blocco dei social network

Pasqua tragica nello Sri Lanka dove almeno sei esplosioni simultanee — avvenute poco prima delle 9 del mattino ora locale nella capitale, Colombo, e in due altre città (Batticaloa e Negombo) — hanno colpito tre chiese (affollate per le messe) e tre hotel di lusso, frequentati anche da turisti stranieri. Altre due esplosioni hanno colpito il Paese ore dopo le prime sei. Il bilancio è di almeno 290 morti e oltre 500 feriti; 35 delle vittime sono straniere. Tra loro anche Shantha Mayadunne, una chef molto famosa in Sri Lanka. Uno dei kamikaze si sarebbe fatto esplodere mentre era in coda al buffet della colazione nel Cinnamon Grand hotel di Colombo: si era registrato sotto falso nome facendosi passare per un uomo d’affari che si trovava in città per lavoro. Revocato il coprifuoco, resta il blocco dei social network «per evitare la diffusione di notizie false».

Ventiquattro persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini sugli attacchi: la pista seguita, secondo quanto dichiarato dal governo, è quella del terrorismo di matrice religiosa. Lo Sri Lanka è un Paese a maggioranza buddista: il 70 per cento della popolazione è seguace dell’antica scuola Theravada, ma i cristiani con il 7,4 per cento rappresentano la terza minoranza dopo indù (12,6%) e musulmani (9,7%).

I cittadini stranieri colpiti dagli attacchi sono, secondo quanto rivelato finora da fonti ospedaliere rilanciate da siti locali e dalle agenzie di stampa, di nazionalità turca, cinese, olandese, britannica, danese, giapponese, statunitense, marocchina, indiana e bangladese. La Farnesina ha confermato al Corriere che l’Unità di crisi è al lavoro per effettuare verifiche sull’eventuale presenza di italiani.

«Restate in casa»

Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza. Il presidente Maithripala Sirisena ha diffuso una dichiarazione in cui condanna «con forza» gli attentati, e invita la popolazione alla calma. «Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri», ha scritto su Twitter il ministro per le Riforme economiche Harsha de Silva, che ha visitato alcuni dei luoghi attaccati. «Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite», ha aggiunto il ministro.

L’allerta e la rivendicazione (che non c’è)

Al momento non ci sono state rivendicazioni. Il Paese, per decenni, è stato martoriato da una guerra civile, combattuta con i separatisti Tamil, terminata nel 2009. Ma il capo della polizia dello Sri Lanka aveva emanato un’allerta a livello nazionale 10 giorni fa segnalando il rischio di attentati kamikaze contro «chiese importanti». L’ufficiale, Pujuth Jayasundara, aveva segnalato la minaccia l’11 aprile, allertato da un servizio di intelligence straniero, secondo il quale il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath (Ntj) stava «pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese importanti come pure l’alta commissione indiana a Colombo». Il gruppo radicale islamico Ntj è noto dall’anno scorso, quando era stato collegato ad una serie di atti vandalici contro simboli buddisti.

Il vescovo: «Atti da punire senza pietà»

I responsabili degli attentati di Pasqua nello Sri Lanka «vanno puniti senza pietà»: ha detto l’arcivescovo di Colombo, cardinale Malcom Ranjith. Il presule ha poi fatto appello al governo dello Sri Lanka affinché avvii una «indagine molto imparziale e severa» e punisca i responsabili degli attacchi «senza pietà, perché solo degli animali possono comportarsi in quel modo». La chiesa dello Sri Lanka ha sospeso tutte le celebrazioni pasquali in programma nel Paese e ha diffuso un appello a donare sangue per i feriti.

Le reazioni

«Ho appreso con sdegno e profonda tristezza la notizia dell’efferato attentato che nelle ultime ore ha insanguinato lo Sri Lanka, causando numerosissime vittime anche tra fedeli inermi riuniti per celebrare la Pasqua. In queste drammatiche ore, interprete dei sentimenti degli italiani, desidero far giungere a lei e all’amico popolo dello Sri Lanka le più sincere espressioni di cordoglio e di condanna di questo vile gesto di insensata violenza», ha detto Sergio Mattarella in un messaggio al Presidente Maithripala Sirisena. «Profonda tristezza» ha espresso il presidente francese, Emmanuel Macron dopo gli attacchi terroristi contro chiese e hotel in Sri Lanka. E anche il Papa, in occasione della Messa in piazza San Pietro, ha espresso «dolore per il Paese», «ricordando che Dio non abbandona chi soffre». Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto «indignato per gli attacchi terroristici», in «un giorno sacro per i cristiani di tutto il mondo». In una nota l’ex premier portoghese ha sottolineato «la sacralità di ogni luogo di culto» e ha auspicato che «i responsabili siano rapidamente consegnati alla giustizia».

Questa notizia è in aggiornamento

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