Per il Pil primi, timidi segnali di ripresa

13 Aprile 2019 0 By ken sharo

La frenata registrata dall’Italia nel corso del 2018 ha lasciato il segno ma dopo due trimestri che avevano fatto presagire i rischi di recessione, l’economia italiana, sottolinea l’Ufficio parlamentare di bilancio nella Nota congiunturale di aprile, mostra i primi, timidi, segnali di ripresa.Se e quanto questi segnali, ancora caratterizzati da una forte incertezza, indichino una netta inversione del ciclo economico e tutto da verificare, si legge nella nota, anche perche l’eredità del 2018 sembra destinata a pesare sulle prospettive di crescita economica che, nel breve termine, restano deboli.La debolezza dell’attuale fase congiunturale, spiega l’Upb, sembra proseguire e si riflette anche sulle stime di breve termine, per le quali l’attivita’ economica avrebbe recuperato nei primi mesi dell’anno solo lievemente. Nel primo trimestre si attende una variazione congiunturale del Pil dello 0,1% (in una banda di confidenza simmetrica, compresa tra 0 e 0,2%; la variazione tendenziale corrispondente sarebbe invece appena negativa), spinta prevalentemente dalla ripresa della manifattura. Nel trimestre in corso il Pil continuerebbe ad espandersi a ritmi congiunturali analoghi al trimestre precedente (con un lieve miglioramento della dinamica tendenziale), a fronte però di margini d’incertezza piu elevati. Sulle previsioni gravano tuttavia diversi rischi. Il contesto internazionale potrebbe risentire di nuove restrizioni agli scambi, oltre che di rischi specifici in Cina e nel Regno Unito. L’economia italiana resta inoltre esposta alla volatilita’ dei rendimenti sui titoli del debito pubblico.Prenota ora: Barcellona – SpagnaTrova ispirazione per il tuo prossimo viaggioPrenota oraAnn. BookingDopo due trimestri di stagnazione, la spesa per consumi delle famiglie, nonostante la riduzione del potere di acquisto che ha comportato il calo della propensione al risparmio al 7,6%, e’ tornata a crescere nel quarto trimestre (0,2% in termini congiunturali). La fiducia dei consumatori, che gia negli ultimi mesi del 2018 aveva mostrato segnali di deterioramento, e’ peraltro peggiorata nel trimestre scorso. Il piu’ sfavorevole clima di opinione, in presenza di un crescente livello di incertezza economica, potrebbe impattare negativamente nel breve termine sugli acquisti delle famiglie.Nello scorcio finale del 2018 si e’ attenuata la forte erraticita congiunturale degli investimenti, che tuttavia hanno recuperato solo per lo 0,3% il brusco calo registrato in estate. Le inchieste qualitative prefigurano nel breve termine la prosecuzione della fase di debolezza del processo di accumulazione.Nel complesso, l’incertezza di famiglie e imprese continua a crescere.l’indicatore Upb, pur mantenendosi al di sotto dei massimi del biennio 2013-14, ha mostrato a partire dalla parte finale del 2018 una tendenza al peggioramento, determinata prevalentemente dalle sottocomponenti relative al settore delle costruzioni e della manifattura.La produzione industriale, che tra settembre e dicembre si era progressivamente ridotta, nei primi due mesi dell’anno ha segnato due incrementi congiunturali consecutivi, che l’hanno riportata su valori prossimi a quelli di fine estate. Secondo le stime Upb nel complesso del primo trimestre si registrerebbe un incremento di circa un punto percentuale rispetto alla media ottobre-dicembre.

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