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Napoli, centro commerciale ‘La Birreria’: bufera sulle 250 assunzioni ‘interinali’, il Comune tace | Il Desk

Una vicenda complessa, cambiata la destinazione d’uso dell’area

Nell’occhio del ciclone il centro commerciale ‘La Birreria’ che nelle prossimi giorni sarà inaugurato a Miano, sull’area dell’ex stabilimento della Birra Peroni di Miano. La società Plurimpresa,  agenzia di lavoro, un collocamento privato ha avviato la selezione per l’assunzione di 250 persone. Ricercati commessi, cassieri, addetti alle pulizie, addetti alla ristorazione,camerieri, cuochi,baristi,addetti alla sicurezza,addetti al banco, scaffalisti. La selezione, a quanto pare, sta provocando tensione tra i disoccupati. “Come saranno assunte le 250 persone? – domanda un senzalavoro di Miano – Circolano con insistenza voci su presunte operazioni clientelari”. Intanto, alcuni consiglieri comunali avrebbero promosso fantomatici “comitati di lotta dei disoccupati” promettendo posti di lavoro nella struttura. Solito “mercato delle vacche”. Solite speculazioni politiche ed elettorali sulla pelle della povera gente. Emergono molte critiche nei confronti delle precedenti amministrazioni comunali e l’attuale governo cittadino che non hanno introdotto clausole sociali per la tutela dei livelli occupazioni vincolanti  per le  aziende che hanno beneficiato della trasformazione dei suoli ex Birra Peroni in area edificabile. Una vicenda complessa. L’area dismessa industriale ex Birra Peroni di Miano è stata “privatizzata” con le risorse dell’Unione Europea. Prevista la costruzione di un centro commerciale, parcheggi e centinaia di alloggi. Una vicenda complessa. Nel 2006 i suoli della Birra Peroni furono venduti alla Holding Mi.no.ter. S.p.A.  con un contratto stipulato con la Società Birra Peroni. La precedente amministrazione comunale guidata da Rosa Russo Iervolino approvò un progetto di trasformazione urbanistica autorizzando il cambiamento della destinazione d’uso, da industriale a edificabile senza stabilire vincoli di salvaguardia occupazionale per gli ex lavoratori della Birra Peroni. Il cambiamento della destinazione d’uso dei suoli fu legittimato da un piano urbanistico attuativo(Pua) con la delibera di giunta numero 64 del 9 febbraio 2009 proposta dal vice sindaco e assessore all’urbanistica, Sabatino Santangelo. Un progetto, denominato ‘La Birreria’, che avallava il cambiamento della destinazione d’uso dei suoli, la sostituzione delle funzioni industriali, e legittimava la costruzione di un centro commerciale.

 La giunta comunale di Rosa Russo Iervolino e la giunta regionale di Antonio Bassolino garantirono ai lavoratori una ricollocazione nell’ambito di una riconversione industriale. L’ente comunale, la Regione e i vertici aziendali della Birra Peroni firmarono un protocollo d’intesa e un piano industriale per ottenere dal Ministero del lavoro 12 mesi di cassa integrazione straordinaria. Furono concesse risorse nazionali e comunitarie per finanziare un programma di corsi di formazione professionale finalizzati alla ricollocazione dei 52 lavoratori licenziati. La società Italia Lavoro svolse un ruolo nelle gestione dei corsi e dei programmi formazione ed effettuò uno screening della manodopera da impiegare. L’accordo di programma si è trasformato in carta straccia. Migliaia di euro sprecati per la formazione professionale e la cassa integrazione. Invece, l’apparato dirigenziale comunale ha legittimato provvedimenti di trasformazione urbanistica dell’area dismessa ex Peroni. che concedevano l’autorizzazione per costruire alloggi, un albergo e un centro commercio. Gli accordi sindacali furono ignorati. La Mi.no.ter. S.p.A. si impegnava ad assumere o far assumere i 52 ex lavoratori, sottoscrivendo nei paragrafi che compongono il contratto, garanzie di stabilità nei confronti degli ex dipendenti. Un accordo sindacale che fu sottoscritto presso la sede del Comune di Napoli.

Una vicenda assurda. I lavoratori speravano in un intervento del sindaco Luigi de Magistris. Nulla è stato fatto dall’attuale giunta. Tutti gli atti approvati dall’attuale governo cittadino hanno garantito la “continuità” con le scelte assunte in passato. E a quanto pare i privati risparmieranno anche sugli oneri di urbanizzazione.  Il nuovo shopping center conterrà 68 negozi e boutique,bar,ristoranti,pizzerie, fast food, un cinema multisala,un supermercato Conad e un parcheggio di 1300 posti auto. Assieme alla struttura sorgerà anche un albergo di 120 stanze, uno studio medico, un complesso di uffici.

                                                                                                                     Ciro Crescentini

Sorgente: Napoli, centro commerciale ‘La Birreria’: bufera sulle 250 assunzioni ‘interinali’, il Comune tace | Il Desk

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