Libia, Salvini: qualcuno gioca alla guerra c’è chi ha interesse a destabilizzare area – Rai News

12 Aprile 2019 0 Di ken sharo

Il ministro dell’Interno Salvini attacca la Francia: “Qualcuno sta giocando alla guerra”. L’ex ministro Pd Minniti: “Il governo italiano si è mosso come un elefante in cristalleria. Italia è rimasta isolata”. Onu: circa diecimila sfollati dopo gli scontri, piano di emergenza dell’Oms

2 aprile 2019 È cominciato a Palazzo Chigi l’incontro sulla crisi libica voluto dal premier Giuseppe Conte. Oltre al presidente del Consiglio, al tavolo sono presenti il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, e i vertici dei Servizi italiani. Mogherini: civili in pericolo “L’attacco militare lanciato dall’LNA a Tripoli e la conseguente escalation all’interno e intorno alla capitale stanno mettendo in pericolo i civili, compresi i migranti e i rifugiati, e sconvolgendo il processo politico guidato dall’ONU, con il rischio di gravi conseguenze per la Libia e per l’intera regione, compresa la minaccia terroristica”. Lo ha dichiarato il capo della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. “L’Unione europea e i suoi Stati membri invitano tutte le parti a cessare immediatamente tutte le operazioni militari. Lna e tutte le forze che si sono trasferite a Tripoli o nelle sue vicinanze devono ritirarsi e le tregue umanitarie richieste dall’ONU devono essere ascoltate. L’Unione europea ricorda alle parti in questo scontro che devono rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale, e che coloro che lo violano saranno ritenuti responsabili”. “L’Unione europea e i suoi Stati membri chiedono ai loro partner internazionali e regionali di esercitare la loro influenza e di inviare alle parti interessate il messaggio inequivocabile che non esiste una soluzione militare alla crisi, ma solo politica. Chiedono la cessazione della retorica incendiaria”. “Esprimono la loro preoccupazione per il coinvolgimento di elementi terroristici e criminali nei combattimenti, comprese le persone elencate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Chiedono ai partiti libici di dissociarsi da questi elementi, sia pubblicamente che sul campo”. “Esortano vivamente tutte le parti a riprendere senza indugio il dialogo politico e a continuare ad impegnarsi nel processo guidato dall’ONU per una soluzione politica inclusiva. Continueranno a sostenere gli sforzi del rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé”. Ancora combattimenti a Tripoli Colpi di arma da fuoco ed esplosioni sono stati avvertiti a Tripoli, dove le forze guidate dal generale Khalifa Haftar si scontrano con quelle del governo riconosciuto dalla comunità internazionale intorno alla zone del vecchio aeroporto e del quartiere di Ain Zarz. L’Esercito nazionale libico (Anl) del generale Haftar, che ha annunciato la scorsa settimana l’intenzione di impadronirsi della capitale, ha preso posizione 11 chilometri a sud del centro città. Salvini, qualcuno sta giocando alla guerra “Io personalmente con altri colleghi stiamo cercando di puntare alla pace e al dialogo parlando con tutti. Qualcuno temo, per interessi economici e per egoismi nazionali, stia giocando alla guerra che è un gioco molto molto pericoloso”. Così il vicepremier Matteo Salvini, al Giornale Radio Rai (Radio1) ai microfoni di Francesca Cecchini. Alla domanda: “Si riferisce alla Francia?” il Ministro dell’interno ha risposto: “Mi sembra evidente che chi ha interesse a destabilizzare l’area e l’ha già fatto negli anni passati per interessi economici e non per i diritti umani sia chiaramente oltreconfine”. “Abbiamo tanti rapporti positivi con tanti paesi amici però dal punto di vista dell’immigrazione, dell’antiterrorismo della collaborazione, non possiamo essere solo noi a subire i danni per eventuali errori altrui. Sono pronto a fare tutto il possibile per difendere i confini con in ogni maniera legalmente permessa”, ha poi sottolineato il vicepremier leghista.
Nell’intervista si è parlato anche di immigrazione tema strettamente correlato alla crisi libica: “Abbiamo tanti rapporti positivi con tanti paesi amici però dal punto di vista dell’immigrazione, dell’antiterrorismo della collaborazione, non possiamo essere solo noi a subire i danni per eventuali errori altrui. Sono pronto a fare tutto il possibile per difendere i confini con in ogni maniera legalmente permessa”. Un commento infine sulla situazione politica italiana: “Se tutti mantengono i patti non cambia nulla. E chiaro che la Lega amministra bene tante regioni e comuni se i 5 stelle continueranno a mantenere la parola il problema non si pone. Lo vedremo nei prossimi mesi”. Conte: con la Francia tensioni finite siamo cugini “Il momento delle tensioni franco-italiane è finito”. Così il premier Giuseppe Conte in un’intervista al quotidiano francese Les Echos. “Non possiamo rimettere in discussione il rapporto così stretto che unisce i nostri due Paesi”, dice. “Siamo cugini e anche tra cugini i rapporti non sono sempre facili, ma ho sempre saputo che” i problemi recenti tra Francia e Italia “potevano soltanto essere un momento di incomprensione che avremmo potuto facilmente superare”, aggiunge. Minniti: Italia isolata, errore clamoroso del govenro “Il governo italiano si è mosso come un elefante in cristalleria”. Marco Minniti, ex ministro dell’Interno affronta il tema della crisi libica con toni duri nei confronti dell’esecutivo gialloverde. “Si è mosso qualcosa di molto profondo in Libia, e noi non ce ne siamo neppure accorti”, dice riferendosi all’offensiva del generale Haftar, ospite di Circo Massimo, su Radio Capital. “Secondo me il governo italiano ha fatto un errore clamoroso nel portare la questione dell’immigrazione come elemento di rottura in Europa. Così sono aumentate le diffidenze e l’Italia è rimasta isolata”. E, a proposito del ruolo giocato dalla Francia, aggiunge: “Se ognuno difende e tutela in maniera brutale i propri interessi nazionali, ci sono altri che li tutelano in maniera altrettanto brutale”. Ricordando anche l’incontro con tra Di Maio e gilet gialli francesi, che certo non ha aiutato nei rapporti con Parigi. Tajani: obiettivi diversi Italia e Francia, serve azione Ue “La situazione in Libia è molto preoccupante” e “rischia di far incrementare le fughe dal Paese e di far incrementare l’immigrazione clandestina. Serve un’azione unita dell’Europa”. Lo ha detto Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo. “Purtroppo – ha argomentato – l’Italia e la Francia perseguono obiettivi diversi, l’Italia non riesce a svolgere un ruolo, bisogna cambiare, arrivare immediatamente a una tregua se si vuole stabilizzare la Libia che è un elemento chiave per la stabilità dell’intera area del Mediterraneo e per risolvere la questione dell’immigrazione”. Tajani si è detto “molto preoccupato anche per i tanti bambini che combattono. Ieri ho incontrato l’inviato speciale dell’Onu per la tutela dei bambini che sono in guerra – ha spiegato – perché questo è uno degli aspetti più preoccupanti”. Trenta: Nato e Ue si assumano maggiore responsabilità “Oggi più che mai, auspichiamo una maggiore assunzione di responsabilità di tutti i Paesi della Nato e dell’Unione Europea non solo nell’approfondimento del ‘dossier Libia’, ma nei confronti di tutte le tematiche afferenti la stabilità e la sicurezza nell’area mediterranea”. Lo ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta intervenuta al convegno “La Difesa collettiva: le Forze Armate al servizio del cittadino”. Meloni: Italia doveva muoversi prima e molto meglio “Sulla Libia temo che l’Italia sia rimasta un po’ indietro e che abbia consentito alla Francia le sue scorribande, a dispetto della comunità internazionale. Credo che l’Italia avrebbe dovuto muoversi molto prima e molto meglio”. Lo ha detto in un’intervista a Radio Rai 1 il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sull’informativa del premier Conte alla Camera sulla Libia. Onu, circa diecimila sfollati dopo gli scontri Almeno 9.500 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case dall’inizio del conflitto armato a Tripoli e dintorni. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che 3.500 sono gli sfollati solo nelle ultime 24 ore. “La comunità umanitaria rimane gravemente preoccupata per la sicurezza e la sicurezza dei civili bloccati nelle aree colpite dal conflitto alla periferia di Tripoli”, si legge nella nota, nella quale si segnala che “le richiesta di evacuazione in zone più sicure a Tripoli di almeno 3.250 persone non hanno potuto ricevere risposta. Ciò significa che 9 famiglie su 10 che hanno chiesto di essere evacuate non possono essere raggiunte”. La comunità internazionale continua a chiedere una tregua umanitaria temporanea per consentire la fornitura di servizi di emergenza e il passaggio volontario di civili, compresi quelli feriti, da aree di conflitto. Oms, piano di emergenza per gli sfollati L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato di aver previsto un piano di emergenza nel caso di decine o centinaia di migliaia di persone dovessero essere sfollate a causa delle violenze in corso in Libia. L’Oms ha dichiarato che le strutture sanitarie a Tripoli hanno a disposizione due settimane di forniture e ha evidenziato il rischio da possibili epidemie di tubercolosi e morbillo a causa del dislocamento della popolazione, la carenza di acqua e delle condizioni sanitarie. Francia: mai avvisati di offensiva di Haftar a Tripoli “Come i nostri partner, parliamo con tutte le parti del conflitto in Libia, al fine di ottenere un cessate il fuoco. Non siamo mai stati avvisati di un’offensiva su Tripoli, che abbiamo condannato sin dal suo inizio”. Un portavoce del ministero degli Esteri francese risponde così alla domanda sulle indiscrezioni di repubblica secondo cui emissari di Khalifa Haftar sarebbero stati ricevuti il 4 aprile scorso a Parigi, poco prima dell’inizio dell’offensiva su Tripoli.

Sorgente: Libia, Salvini: qualcuno gioca alla guerra c’è chi ha interesse a destabilizzare area – Rai News

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